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Si dimette anche Linda Vancheri Crocetta sempre più solo
di Raffaella Pessina

L’assessore lascia la delega alle Attività produttive: “Scelta personale”. Il Movimento Cinque Stelle: “Presidente, se ne vada”

Tags: Ars, Linda Vancheri, M5s, Rosario Crocetta



PALERMO - E' ripresa ieri pomeriggio l’attività parlamentare a Palazzo dei Normanni. Dopo una breve sospensione, che ha fatto slittare i lavori di un’ora.
All’ordine del giorno la riforma delle province, per approvare la quale la conferenza dei capigruppo ha fatto sapere che prolungherà i lavori fino al 12 agosto.

Intanto, un altro fulmine si abbatte sulla giunta Crocetta. Se ne è andato un altro assessore, Linda Vancheri, vicina all’ambiente di Confindustria che lascia la delega delle Attività produttive. Vancheri ha fatto sapere che si tratta di una scelta personale dettata da ragioni professionali, in quanto assumerà a breve un incarico fuori dall’amministrazione.

Un passaggio annunciato, minimizza il presidente Rosario Crocetta, un addio già previsto e rimandato solo allo scopo di completare alcuni atti legati a Expo. Crocetta ieri si è recato dal Presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, ed ha partecipato a diverse interviste, ribadendo di non volersi dimettere.

“Non posso dimettermi – ha sottolineato - perchè se lo facessi darei ragione ai miei carnefici, a quelli che hanno ordito un complotto verso un presidente che ha fatto denunce per miliardi di euro di truffe, che da sindaco ha contribuito all’arresto di centinaia di mafiosi, uno che è stato condannato a morte dalla mafia”.

“Se qualcuno mi vuole cacciare  - ha continuato il presidente - lo faccia, ma se ne assuma la responsabilità di fronte alla storia, se il Pd mi vuole cacciare lo faccia in modo istituzionale, ritiri la propria delegazione. oppure presenti una mozione di sfiducia”.

Intanto, il procuratore generale della Cassazione, Pasquale Ciccolo ha chiesto una relazione al procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato, in merito all’intercettazione, pubblicata dal settimanale L’Espresso, della conversazione tra il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, e il medico Matteo Tutino. Il pg della Suprema Corte, titolare, assieme al ministro della Giustizia, dell’azione disciplinare, vuole infatti verificare se vi siano profili di sua competenza e, per valutarlo, attende la relazione di Scarpinato.

I deputati del M5S all’Ars alla vigilia dell’intervento di oggi alle 12  del governatore Rosario Crocetta in Aula hanno voluto inviare pubblicamente un messaggio. “Presidente, se ne vada. Per lei e il Pd il tempo è comunque scaduto. Se ne faccia una ragione, nel futuro della nostra isola ci sono, sì, nuvoloni, ma anche 5 stelle”. “Glielo chiediamo non per l’intercettazione incriminata e misteriosa, ma - spiegano - per quello che è accaduto dopo e, soprattutto, per quello che non è successo prima. Per le sue azioni e le sue mille omissioni. Per i suoi falsi annunci e i suoi veri fallimenti. Per il Muos, per Pace del Mela, per le discariche e i rifiuti, per la Formazione ed i precari, per i forestali, per le partecipate, per i mutui che ci ha regalato e per i contenziosi con lo Stato che ha generosamente cancellato, per le Province, per l'esercito dei dirigenti che non ha appiedato, per la sanità, dove c’è tutto da sanare, tra insopportabili pressioni e vergognose raccomandazioni. Per l’autostrada, che a quasi quattro mesi dal crollo ha visto solo passerelle, ma nemmeno l’ombra di una ruspa”.

Articolo pubblicato il 23 luglio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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