Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

500 mln per ripianare i debiti degli enti locali
di Raffaella Pessina

Accordo Stato-Regione: approvati emendamenti in Comm. Bilancio al Senato.Pacchetto di misure contenute nel dl 78/2015

Tags: Senato, Commissione Bilancio, Stato-regione, Enti Locali, Debiti, Faraone



PALERMO - Sono stati approvati in Commissione Bilancio al Senato gli emendamenti che definiscono i termini dell’accordo tra Stato e Regione siciliana. Soddisfatto il sottosegretario all’istruzione Davide Faraone, che lo definisce “uno storico risultato”.  Si tratta del dl 78/2015, relativo alle misure urgenti per gli enti locali. Sono stati reperiti ulteriori 200 milioni di euro che si aggiungono ai 300 già appostati: dunque la Sicilia potrà contare complessivamente su 500 milioni per il ripianamento dei conti. “In collaborazione con l’assessore regionale al bilancio Alessandro Baccei -sottolinea Faraone- abbiamo realizzato l’intesa che consentirà alla Sicilia di pagare gli stipendi dei suoi dipendenti e chiudere il bilancio. Non solo: l’accordo porrà le basi per risolvere la questione dell’impugnazione dei bilanci dei prossimi due anni”. I 500 milioni arriveranno con un pacchetto di misure, delineate negli emendamenti approvati in Commissione al Senato, che si sbloccheranno una volta che il dl sarà convertito in legge.

Nel dettaglio sono previsti 200 milioni come riconoscimento delle mancate entrate Irpef, riscosse dallo Stato anziché dalla Regione, 100 milioni di euro collegati all’attuazione dell’articolo 37 dello Statuto e che riguardano l’attribuzione delle quote Irpef alla regione da parte delle imprese con impianti in Sicilia, 150 milioni - che saliranno a 300 per il 2016 e il 2017 - derivanti dalla possibilità di spalmare in 7 anni, anzichè in 3, il disavanzo globale maturato a fine 2014, 50/100 milioni da ulteriori efficienze sul bilancio regionale e dalla possibilità, da verificare, di utilizzare l’avanzo di gestione 2014 della sanità per ripagare i costi sanitari addebitati impropriamente sul bilancio regionale. “Il governo nazionale e il Parlamento – ha commentato il segretario regionale del Pd siciliano, Fausto Raciti- hanno dimostrato un’attenzione nei confronti della Sicilia di cui siamo grati. Un’attenzione di cui avremo ancora bisogno in futuro. Manteniamo un produttivo dialogo tra Stato e Regione nell’interesse dei cittadini”.

Faraone rivendica: “Non siamo né distratti, né impressionati dalla crisi politica che si è aperta nella Regione Sicilia. Teniamo la barra dritta e abbiamo trovato una soluzione per i 300 milioni mancanti nel bilancio di previsione che la Regione ha chiesto al governo nazionale. Dopo un’operazione di riaccertamento dei residui, sono diventati 500”.
Intanto, il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Giovanni Ardizzone torna a parlare del caso Crocetta stigmatizzando soprattutto la cronologia degli eventi. “Ingerenze esterne sia da parte del presidente Renzi quanto da parte di altri soggetti non sono ammissibili in Sicilia, anche se c’è una situazione complessa di grande difficoltà. C’è da chiedersi -ha affermato- perché è uscita fuori a due giorni dalla commemorazione di Paolo Borsellino un’intercettazione che orami è sotto gli occhi di tutti che è inesistente. Su questa vicenda bisogna fare chiarezza non tanto del contenuto delle intercettazioni che non esiste, ma perché è stata messa in circuito questa intercettazione”

Articolo pubblicato il 25 luglio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐