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Quotidiano di Sicilia

Verso la fine del monopolio intermediario
di Michele Giuliano

In Sicilia Federalberghi lancia la campagna d’informazione “Fatti furbo” dopo la sentenza dell’Antitrust sulle parity rate. Gli hotel potranno far conoscere direttamente ai clienti offerte migliorative di quelle proposte su internet

Tags: Turismo, Ricettività, Fatti Furbo, Federalberghi



PALERMO - Lo sapevate che adesso si possono contattare direttamente gli hotel per avere tariffe anche migliori rispetto a quelle che troviamo nei portali turistici di intermediazione? Federalberghi ha lanciato la campagna “Fatti Furbo” che è un vero e proprio invito ai turisti da parte degli albergatori per ottenere condizioni migliorative per gli hotel.
La prima tappa di questa campagna è stata Palermo: “Si vuole ottenere – ha detto il presidente di Federalberghi Palermo, Nicola Farruggio – l’abolizione delle clausole contrattuali imposte dalle ‘on line travel agency’ che non consentono ancora oggi di pubblicare alcune soluzioni economiche che sarebbero molto più vantaggiose per la clientela, abolendo la famosa parity rate”. In pratica, è un invito ai turisti da parte degli albergatori, per ottenere condizioni migliorative per il soggiorno in hotel.

Tutto nasce dall’entrata in vigore delle nuove regole a seguito della sentenza dell’Antitrust nei confronti delle multinazionali dell’intermediazione (Booking.com, Expedia, etc…). “Lottiamo – aggiunge Farruggio – anche contro tutti quei portali di prenotazione on line che promuovono sistemazioni alternative non sempre regolari, e che di fatto diventano complici di attività illegali”. Il riferimento è al portale Airbnb, che mette in contatto persone in ricerca di un alloggio o di una camera per brevi periodi con persone che dispongono uno spazio extra da affittare, generalmente privati, che sta avendo grande successo anche in Sicilia.

Presenti anche l’assessore regionale al Turismo Cleo Li Calzi e il deputato regionale Antonello Cracolici. “La nostra presenza vuole testimoniare l’interesse della politica a sostenere le iniziative degli imprenditori – ha sottolineato l’assessore Li Calzi – per portarle nei tavoli regionali, nazionale ed europei. Sosterremo quindi la campagna di Federalberghi ‘Fatti furbo’ anche come assessorato invitando i turisti a contattare le singole strutture direttamente e comunque prima di effettuare la prenotazione al fine di poter conoscere eventuali up-grade ed offerte migliorative che saranno messe a disposizioni da parte degli alberghi”.

“Questa Battaglia condotta da Federalberghi tutela la collettività - sostiene il direttore nazionale di Federalberghi Alessandro Nucara - è importante comunicare all’albergatore che dal primo luglio è possibile che il turista che contatta direttamente l’hotel possa usufruire di condizioni migliorative rispetto a quelle pubblicate sui portali di prenotazione on-line, cosa che non poteva avvenire prima della pronuncia dell’antitrust”.

Potrebbe essere questa una importante spallata alla crisi per il turismo siciliano che comunque, rispetto a molti altri settori, ha sofferto un po’ meno. Infatti secondo l’ultimo resoconto di Bankitalia, nel 2014 il turismo si è rivelato in ripresa sia in termini di arrivi (+8,8 per cento) che di presenze (+6,1 per cento). Nel 2014, a differenza del biennio precedente, la presenza di turisti italiani è cresciuta (+11 per cento) sia in termini di arrivi che pernottamenti, mentre ha rallentato il flusso di stranieri. Gli andamenti migliori hanno riguardato le province della Sicilia orientale.
 

 
L’approfondimento / Ricorso al Tar conto le attuali restrizioni
 
Federalberghi ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro il divieto di offrire sui propri siti sconti migliori di quelli proposti dai portali di prenotazione online. L’associazione albergatori chiede la definitiva abolizione dei patti di parity rate, “clausole contrattuali imposte dalle multinazionali dell’intermediazione, che non consentono all’albergo di pubblicare ‘in chiaro’ sul proprio sito alcune soluzioni che sarebbero molto più vantaggiose per la clientela”. Sulle prenotazioni online si è espressa di recente l’Autorità Antitrust che è intervenuta sulle clausole previste da Booking ed Expedia che vincolano le strutture ricettive a non offrire i propri servizi alberghieri a prezzi e condizioni migliori tramite altre agenzie di prenotazioneonline, e in generale, tramite qualsiasi altro canale di prenotazione (siti web degli alberghi compresi).
L’Antitrust ad aprile ha accettato gli impegni di Booking.com e ha stabilito che le clausole “si applicheranno esclusivamente ai prezzi e alle altre condizioni pubblicamente offerte dagli hotel attraverso i propri canali di vendita diretta online, lasciando piena libertà agli hotel nella determinazione delle condizioni di offerta praticate sulle altre Ota e sui propri canali diretti offline, nonché nell’ambito dei propri programmi di fidelizzazione”. (mg)

Articolo pubblicato il 25 luglio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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