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Quotidiano di Sicilia

Davide Faraone rifiuta lo scranno all’Ars
di Raffaella Pessina

Polemica sui 500 mln, Crocetta risponde a Zaia: “Quei soldi ci spettano”. Doveva subentrare al dimissionario Fabrizio Ferrandelli

Tags: Davide Faraone, Ars, Fabrizio Ferrandelli, Zaia, Crocetta



PALERMO - Puntuale come un orologio è arrivata la risposta al sasso lanciato dal Presidente della Regione Veneto Luca Zaia  polemizzando sui soldi che lo stato centrale corrisponde alla Sicilia. Il presidente Crocetta ha ribattuto che “Probabilmente il fatto che da parte di qualcuno il contributo di 500 milioni di euro venga rappresentato quasi come un regalo del governo, può avere indotto in errore Zaia. Quei soldi ci spettano per una sentenza della Corte Costituzionale, sono soldi dei siciliani che ritornano giustamente ai siciliani. Il mio governo -continua Crocetta- non rivendica né elemosine né logiche parassitarie. In due anni e mezzo abbiamo tagliato 3 miliardi di sprechi, facendo prendere alla Regione un passo diverso rispetto al passato. Anche sulla sanità Zaia è disinformato, nel 2013, 2014 e 2015 la sanità siciliana è finalmente entrata, dopo qualche decennio, all’interno degli standard nazionali e come livello di performance è adesso all’8° posto e non al penultimo come prima”.

Crocetta ha inoltre ricordato a Zaia che la Sicilia continua a pagare la più alta quota di compartecipazione sanitaria d’Italia, il 49%, mentre le altre regioni pagano il 41%.

Sono ripresi intanto ieri i lavori a Palazzo dei Normanni con l’Aula che si è aperta puntualmente alle 16.00. In apertura di seduta il Presidente Ardizzone ha proclamato deputato regionale Davide Faraone, che avrebbe dovuto subentrare a Fabrizio Ferrandelli in quanto primo dei non eletti nelle Regionali del 2012.  Il sottosegretario, però, ha rifiutato lo scranno di deputato all’Assemblea regionale siciliana attraverso una lettera inviata alla Presidenza dell’Ars. Faraone in quanto primo dei non eletti nella lista del Pd avrebbe dovuto subentrare a Fabrizio Ferrandelli che si è dimesso da deputato nei giorni scorsi in polemica con Rosario Crocetta. Il secondo dei non eletti è Riggio, indagato nello scandalo dell’ente di formazione

Nella mattinata la commissione Sanità ha esitato il ddl sul sistema educativo integrato per la prima infanzia che vuole regolamentare il settore dell’offerta educativa per la fascia prescolare. Il documento mira a regolare tutti i soggetti, pubblici e privati, che sul territorio offrono servizi, evitando offerta di bassa qualità e costi elevati.
Ieri, in un’Aula praticamente deserta è proseguito l’esame degli articoli della riforma delle province. Si è ripartiti dall’Articolo 4 che è stato approvato in tempo record, così come il 5. Presenti gli assessori all’economia Alessandro Baccei e alle Autonomie Locali Giovanni Pistorio.

Sul fronte politico, si è tenuto ieri un vertice tra il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta ed i leader di Udc e Pd, Gianpiero D’Alia e Fausto Raciti. In merito alla riunione sono insorti gli altri partiti che sostengono il presidente Crocetta, Sicilia democratica e Pdr, i cui capigruppo Totò Lentini e Giuseppe Picciolo in una nota hanno specificato come tale riunione abbia avuto “solo valore interlocutorio e informale in vista del vertice di maggioranza che definirà il percorso politico da attuare nei prossimi mesi”.
E ancora: “Dalla crisi di governo si esce con il consenso e l’accordo di tutti i partiti che, con coerenza e lealtà  hanno sostenuto in questi anni il presidente Crocetta. Sicilia democratica e Pdr non sono i servi sciocchi del governo Crocetta e aspettano il vertice di maggioranza per condividere e fissare priorità e azioni. Il presidente Crocetta non può immaginare di definire il percorso solamente con il Pd e l’Udc; se pensa questo, allora siamo pronti ad uscire dalla maggioranza. Le decisioni che riguardano il Governo devono essere discusse e condivise con tutti”.

Articolo pubblicato il 29 luglio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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