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Trasparenza Pa, siti “opachi”
di Serena Giovanna Grasso

L’attività di vigilanza dell’Anac nel 2014, in osservanza della L. 190/2012 e del D. lgs 33/2013. Maggior adesione nella pubblicazione dei dati, ma deficit in termini di completezza e qualità

Tags: Pubblica Amministrazione, Trasparenza, Anac



PALERMO – Ed eccoci giunti al quarto appuntamento settimanale nel corso del quale analizzeremo le attività condotte lo scorso 2014 dall’Autorità nazionale anticorruzione. In questa sede ci occuperemo delle varie forme di vigilanza poste in essere dall’Anac, volte a garantire il rispetto degli obblighi di trasparenza da parte delle pubbliche amministrazioni. A riferire sull’attività svolta è stata proprio la stessa Autorità, con la relazione annuale presentata al Parlamento dal presidente Cantone lo scorso 2 luglio.
Infatti, ai sensi dell’articolo 1 della Legge 190/2012 e dell’articolo 45 del decreto legislativo 33/2013, spetta proprio all’Anac il compito di controllare l’esatto adempimento degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente, esercitando poteri ispettivi mediante richiesta di notizie, informazioni, atti e documenti alle amministrazioni pubbliche.

L’attività di vigilanza svolta dall’Autorità nel corso del 2014 ha riguardato  la verifica dei siti istituzionali di un campione di amministrazioni, società ed enti, in merito alla pubblicazione dei dati previsti dal decreto legislativo 33/2013 ma anche la qualità delle informazioni (con riferimento all’articolo 6 del d.lgs. 33/2013), con specifico riguardo alla loro completezza, aggiornamento e apertura del formato.

In attuazione della delibera 71/2013, l’Anac nel 2014 ha verificato su 165 amministrazioni selezionate per tipologia l’assolvimento degli obblighi di pubblicazione che includevano dati relativi ai pagamenti, alle società partecipate, alle tipologie di procedimento, ai servizi erogati e all’accesso civico. Mentre rispetto alla delibera 77/2013, l’Autorità ha condotto su 90 amministrazioni individuate per tipologie un’attività di monitoraggio, volta a verificare l’assolvimento degli obblighi di pubblicazione dei Piani triennali di prevenzione della corruzione (Ptpc), del modello programma triennale trasparenza e integrità (Ptti) e del Codice di comportamento.

Sulla base delle due tipologie di monitoraggio che rispettano le anzidette delibere, emerge per l’anno scorso un tendenziale miglioramento rispetto ai periodi precedenti per quel che riguarda la pubblicazione dei dati, con un’adesione ormai prossima alla totalità delle amministrazioni esaminate. Tale tendenza non si riscontra per i dati relativi ai risultati del monitoraggio dei tempi procedimentali, i quali si contraddistinguono ancora per un basso livello di pubblicazione a prescindere dalla tipologia di amministrazioni e nonostante il monitoraggio periodico dei tempi procedimentali sia stato individuato direttamente dalla stessa legge 190/2012, tra le misure che possono contribuire a prevenire fenomeni di mala gestione propedeutici o funzionali a episodi corruttivi.

Al contrario, persiste la limitata attenzione alla qualità dei dati pubblicati specie in termini di completezza delle informazioni. Sono pubblicati in modo completo solo i dati relativi al sistema di trasparenza e prevenzione della corruzione (comprendenti documenti di programmazione, responsabili e accesso civico). È possibile riscontrare particolari carenze in merito alla pubblicazione dei documenti di programmazione (Ptpc, Ptti e Codici di comportamento).

Un andamento differenziato ha caratterizzato i dati relativi ai pagamenti e alle società partecipate, che sono pubblicati con un buon livello di completezza delle informazioni solo in specifiche tipologie di amministrazioni (grandi comuni per i pagamenti e Asl per le società partecipate). Gli altri dati oggetto di verifica non esibiscono complessivamente grandi scostamenti tra le diverse tipologie di amministrazione. Quanto alla completezza delle informazioni, si rileva sempre un andamento inferiore alla metà delle amministrazioni monitorate.

Appare, invece, buona la capacità delle amministrazioni di raccogliere e pubblicare in modo completo i dati relativi alla propria specificità istituzionale. Infatti, sono superiori alla media i livelli di completezza delle informazioni relative a pianificazione e governo del territorio per i grandi comuni, rendiconti dei gruppi consiliari ed elenco delle strutture sanitarie private accreditate per le giunte regionali e delle province autonome.

Articolo pubblicato il 29 luglio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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