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Quotidiano di Sicilia

Al Sud esportazioni in crescita ma bassa composizione nazionale
di Serena Giovanna Grasso

Intesa S. Paolo: nel I trimestre 2015 export distretti meridionali +8,8% rispetto allo stesso periodo 2014. Bene l’ortofrutta di Ct (+12,5%), ma esportazioni siciliane pari a 0,4% delle italiane

Tags: Esportazioni, Sud, Intesa San Paolo, Ortofrutta



PALERMO – Finalmente in arrivo una buona notizia per il Mezzogiorno. A rompere la “monotonia” determinata dalla descrizione dell’arretramento economico dell’Italia insulare e meridionale, intervengono i dati positivi relativi alle esportazioni nei distretti meridionali. Infatti, secondo quanto rilevato dal “Monitor dei distretti del Mezzogiorno”pubblicato lo scorso giugno da Intesa San Paolo, tra gennaio e marzo 2015 i distretti del Mezzogiorno hanno incrementato le proprie esportazioni rispetto al trimestre dell’anno precedente ad una velocità maggiore rispetto alla media nazionale. Infatti, rispetto al primo trimestre 2014 si rileva un incremento pari all’8,8%, in parte certamente dovuto anche alla specializzazione agroalimentare dell’area.

In quest’avvio d’anno, tutte le regioni che compongono la macroregione Mezzogiorno hanno migliorato le proprie performance. Ci sono certamente realtà regionali che subiscono contrazioni nell’esportazione di determinate materie, perdite prontamente compensate da notevoli incrementi rilevati in altri ambiti, cosicché nessuna regione chiude il trimestre complessivamente in negativo.
Addentrandoci maggiormente nello specifico, notiamo come in Sicilia i cali registrati dalle imprese del distretto del pomodoro di Pachino e dei vini e liquori della Sicilia occidentale (rispettivamente pari al -1,1% e -0,5% nel primo trimestre 2014 rispetto allo stesso periodo 2014), sono ampiamente compensate dai notevoli miglioramenti conseguiti dall’ortofrutta di Catania (+12,5%). In termini strettamente economici, rileviamo come nel corso del 2014 le esportazioni dei distretti siciliani ammontavano complessivamente a 341 milioni di euro (130 milioni per il pomodoro di Pachino, 124 milioni per l’ortofrutta di Catania e 87 milioni per i vini e liquori della Sicilia occidentale).

Ulteriori risultati positivi sono stati registrati in Puglia e Campania, regioni che con una crescita superiore al 9% hanno offerto il maggior contributo alla dinamica dell’area.
A consentire una crescita tanto sostenuta in tutto il Mezzogiorno è stata l’importante ripresa dei principali sbocchi commerciali: in particolar modo, Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Spagna, Svizzera, Giappone e Paesi Bassi. Rimangono esclusi dalla ripartenza il mercato tedesco e quello belga: infatti, in Germania le imprese del Mezzogiorno hanno registrato un calo delle esportazioni nel corso del primo trimestre del 16,6% tendenziale, pari a 38,7 milioni di euro in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Al contrario gli Stati Uniti, con una crescita tendenziale del 33,1% hanno offerto il contributo maggiore alla crescita delle esportazioni del Mezzogiorno.

I nuovi mercati invece hanno registrato una significativa accelerazione rispetto al trimestre precedente (+14,4% nel primo trimestre dopo il +5,2% dell’ultimo trimestre del 2014), nonostante la persistenza delle perdite sul mercato russo e il calo registrato in Albania e Polonia: in particolar modo, a  sostenere il buon risultato dei nuovi mercati hanno contribuito le performance positive riportate dalle imprese dei distretti del Mezzogiorno in Turchia e in Tunisia (rispettivamente +48,2% e +102%).
Dunque, questo dei distretti è uno dei pochissimi ambiti che in tempi duramente critici come questi odierni non ha subìto alcuna contrazione, al contrario dei notevoli miglioramenti.
È però necessario specificare che tale promettente ambito va potenziato quanto più. Infatti, se finora ci siamo concentrati esclusivamente sui miglioramenti, non abbiamo però considerato il fatto che le esportazioni dei distretti meridionali rappresentano appena il 6,6% delle esportazioni complessive dei distretti nazionali.

Ancor più deludente è verificare come le esportazioni dei distretti siciliani costituiscano solo lo 0,4% delle esportazioni complessive. A render ancor più esiguo il risultato meridionale, sopravviene la considerazione dei notevoli risultati settentrionali: primo fra tutti certamente quello dei distretti lombardi da cui parte circa un’esportazione ogni quattro (23,3%), ossia circa quattro volte in più rispetto ai distretti meridionali nel complesso; non sono affatto da meno neppure il Veneto (22,8%) e la Toscana (14,4%).

Articolo pubblicato il 30 luglio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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