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Investimenti in high-tech, Sicilia ferma
di Adriano Zuccaro

Terza puntata del viaggio del QdS attraverso le 272 regioni dell’Unione europea su dati Eurostat. L’Isola si limita all’1,8%, in compagnia di Calabria (1,1%) e Basilicata (1,7%)

Tags: Lavoro, Disoccupazione, Eurostat, Hi-tech



CATANIA - Nell’Isola delle opportunità mancate anche le statistiche sulla percentuale di investimenti in high-tech sul totale non sorridono: nel 2013 abbiamo investito solo l’1,8%. Ci fanno compagnia la Calabria (1,1%) e la Basilicata (1,7%). Record positivo in Italia per il Lazio (6,2%) con Lombardia (4,9%) e Piemonte (3,7%). Performance in lieve miglioramento sul 2012 per tutte le citate regioni (la Sicilia nel 2012 investiva l’1,7%) ad eccezione della Calabria che nel 2012 investiva l’1,6% in high-tech.

Berkshire, Buckingamshire e Oxfordshire (Uk) fanno impallidire le citate performance raggiungendo il 10,9% (9,7% nel 2012). La Comunità Autonoma di Madrid tocca quota 9,6% (8% nel 2012), Hovedstaden in Danimarca segue al 9,4%, Praga raggiunge il 9,1% ed Helsinki l’8,7%.

Le zone che investono di meno appartengono a Romania, Grecia, Spagna, Polonia e Portogallo. Le percentuali in alcune regioni, infatti, non superano lo 0,8% (Sud-vest Oltenia in Romania).
Sicilia, dunque, ancora una volta relegata agli ultimi posti nell’Ue-28 anche se, stavolta, Eurostat non dispone dei dati di tutte le 272 regioni europee (Nuts 2); 45 regioni non figurano in elenco.

Tra le 227 regioni analizzate la nostra Isola ottiene un magrissimo 198° posto. Un risultato in linea con la pessima performance riscontrata nella scorsa puntata (Qds del 21 luglio) sulle risorse umane in scienza e tecnologia (246° posto su 272 regioni). In Sicilia solo il 27,5% della popolazione attiva (tra i 15 e i 74 anni) ha completato con successo un percorso di formazione di terzo livello o è impiegato nel campo della scienza e della tecnologia. 

Tornando all’indagine odierna, nel 2012, l’Unione europea aveva quasi 46.000 imprese in produzione high-tech. Quattro paesi, Germania, Regno Unito, Italia e Repubblica Ceca, rappresentano insieme circa il 53% del settore high-tech nell’UE-27.
Il Regno Unito ha più imprese nel settore high-tech ad alta intensità di conoscenza, seguito da Francia e Italia.

Il fatturato di tedesco ha toccato 113 miliardi di euro nella produzione high-tech, davanti a Francia (70 miliardi di euro) e Italia (EUR 47 miliardi). Il valore aggiunto nel 2012 è stato distribuito in modo simile, con il più alto contributo sempre per la Germania, vicino a 39 miliardi, seguita da Francia e Regno Unito (rispettivamente 20 e 18 miliardi di euro).

I dati relativi al fatturato erano più alti per il settore ad alta tecnologia che per la produzione manifatturiera in tutti i paesi per i quali i dati sono disponibili, ad eccezione di Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria e Slovacchia.

I servizi ad alta intensità di conoscenza hanno generato un valore di produzione almeno tre volte maggiore della produzione di high-tech per la manifattura in Regno Unito, Portogallo, Lituania, Croazia, Spagna, Romania e Olanda.

“Nella gara per la competitività globale, è essenziale creare, valorizzare e commercializzare nuove tecnologie” scrive Eurostat; appare evidente che molti politici isolani non abbiano ancora recepito il messaggio.
 

 
Su 34 milioni di lavoratori 2,4 sono impiegati nel settore
 
CATANIA - Nel 2013, quasi 34 milioni di persone erano impiegate nel settore manifatturiero nell’UE-27, queste rappresentano il 15,5% dell’occupazione totale. Dei 34 milioni di lavoratori, 2,4 milioni sono stati impiegati nella produzione high-tech, corrispondenti all’1,1% dell’occupazione totale.
La quota dell’occupazione totale dell’industria manifatturiera e servizi nei settori dell’alta tecnologia variano considerevolmente da un paese all’altro nel 2013. La produzione high-tech varia dallo 0,3% in Turchia ed ex Repubblica iugoslava di Macedonia, al 2,5% in Svizzera e in Ungheria, 2,6% a Malta e 3,0% in Irlanda. Discrepanze in termini di proporzione di alta tecnologia nell’occupazione totale inoltre sono state osservate in tutti i paesi. Nel 2013, le nazioni che hanno superato il 4% sono state Svezia, Irlanda, Finlandia e Islanda mentre non hanno superato il 2% Turchia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia e Romania.
A livello di UE-28, nel periodo 2008-2013, il tasso medio di crescita annuo per persone impiegate nei settori high-tech è stato negativo. Il numero di persone impiegate nel settore manifatturiero è diminuito di circa il 2,4% all’anno. Durante lo stesso periodo, la produzione high-tech registrava un calo più lento dell’1,5% all’anno (in media). Questa diminuzione dell’occupazione può essere parzialmente spiegata con la crisi economica che ha colpito l’Europa nel 2010.

Articolo pubblicato il 05 agosto 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Percentuale di investimenti in high-tech
Percentuale di investimenti in high-tech


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