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Palermo - Risanamento economico e rilancio per la Fondazione orchestra sinfonica siciliana
di Gaspare Ingargiola

Nel corso degli anni la Fondazione orchestra sinfonica siciliana ha accumulato debiti per 18,4 mln di €. Una volta messi a posto i conti, sarà necessario incrementare l’attività artistica

Tags: Orchestra Sinfonica Siciliana, Palermo



PALERMO - Dal 2010 la Fondazione orchestra sinfonica siciliana non versava i contributi all’Inps per i propri dipendenti, che in tutto sono 131 fra musicisti (85), amministrativi (34) e tecnici (12), oltre a 56 ex Pip. I suoi debiti ammontano a oggi a 18,4 milioni di euro, 9,2 dei quali di tasse e Inps. È questa, a oggi, la difficile situazione di una delle più importanti istituzioni culturali della Sicilia.
Il presidente del Cda Salvatore Cincimino, che si è insediato da meno di un anno, e l’assessore regionale alla Cultura, Cleo Li Calzi, hanno fatto un quadro non certo roseo dei conti. L’ultimo è stato l’annus horribilis, con le attività ridotte all’osso, le proteste dei musicisti con i concerti in piazza e il Cda costretto ai salti mortali per far quadrare il cerchio. La Foss ha chiuso in pareggio il consuntivo 2014 ma ha debiti per 18,4 milioni fra tributari e previdenziali (9,2 milioni), mancato versamento del Tfr (4,2 milioni), crediti dei fornitori (2,5 milioni) e debiti potenziali a causa dei contenziosi in corso, in buona parte con i dipendenti (2,3 milioni). Anche i crediti della Foss sono stati svalutati di 100 mila euro.

Ma per fortuna c’è spazio anche per le notizie positive: il bilancio di previsione di quest’anno registra un avanzo di 654 mila euro e, oltre ai contributi regionali di 8,4 milioni, il contributo del Fus nazionale è salito da 450 mila euro a 1,1 milioni. L’anno scorso le entrate sono state pari a 406 mila euro, di cui 186 mila dagli abbonamenti, 90 mila dal botteghino e 130 mila dall’affitto del Teatro Politeama. Per rientrare dai debiti tributari e previdenziali la Foss ha ottenuto un piano di rateizzazione decennale: per sei anni pagherà 85 mila euro al mese, nei restanti quattro 42 mila euro al mese. “Non mi piace parlare di sopravvivenza – ga affermato l’assessore - ma di risanamento e di rilancio. È questo ciò che ho voluto fin dal primo giorno del mio insediamento. Ho modificato subito lo Statuto per dare alla Foss gli strumenti per una gestione più coordinata con l’Assessorato. La situazione che abbiamo trovato era molto complessa. Il primo problema era far emergere le cose, conoscere esattamente lo stato dei conti. Non potevamo risanare nulla senza conoscere la reale dimensione finanziaria. Nel silenzio e senza sosta abbiamo lavorato verso l’obiettivo di riequilibrio di una situazione finanziaria disastrosa. E finalmente, grazie all’encomiabile lavoro del presidente Cincimino e del Cda, abbiamo riconosciuto la notevole passività nel versamento dei contributi ai lavoratori, avviando il processo di rateizzazione del debito all’Inps. Questo ha finalmente permesso alla Foss di ottenere il Durc, il certificato di regolarità contributiva, che era condizione di legge per ottenere il contributo pubblico regionale”.

“In parallelo – ha aggiunto - mi sono impegnata per nove mesi per far sì che anche Roma contribuisse maggiormente in termini di risorse. Ebbene, posso confermare che la Foss riceverà dal governo due volte e mezzo le risorse ricevute finora, anche se di certo non può dirsi improvvisamente migliorata la sua posizione. Le risorse non devono venire per forza dal bilancio regionale - conclude Li Calzi -: non possiamo limitarci a risanare, cosa per la quale in ogni caso servono risorse non solo regionali ma anche nazionali, europee e mutui, ma dobbiamo anche rilanciare. Dobbiamo far sì che la Foss abbiamo maggiore appeal sul mercato”.

Anche il presidente Cincimino vede il bicchiere mezzo pieno: “Anche se abbiamo trovato la nave piena di falle – ha detto - siamo riusciti a rateizzare il debito, anche anticipando di tasca nostra le prime rate. Voglio precisare che siamo in regola con gli stipendi di maggio e giugno e stiamo provvedendo a quelli di luglio”.

Articolo pubblicato il 05 agosto 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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