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Orcid, Open researcher and contributor Id certificazione autori dei lavori scientifici
di Oriana Gionfriddo

Si tratta di un codice d’identificazione alfanumerico dei ricercatori che confluisce in un registro gratuito, aperto e indipendente gestito a livello internazionale dall’omonima organizzazione no-profit. Consentirà di evitare errori e ambiguità di attribuzione in diversi ambiti: nella paternità degli articoli pubblicati dalle riviste scientifiche, nella richiesta di finanziamenti e nella registrazione di brevetti

Tags: Ricerca, Brevetti



PALERMO - Arriva in Italia la certificazione univoca per gli autori dei lavori scientifici, nell’abito del progetto I.R.I.D.E., conosciuta come Orcid (Open Researcher and Contributor ID).

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Anvur (Agenzia Nazionale per la Valutazione dell’Università e della Ricerca), Crui (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) e Cineca (Consorzio Interuniversitario).

Orcid è un codice d’identificazione alfanumerico dei ricercatori che confluisce in un registro gratuito, aperto e indipendente gestito a livello internazionale dall’omonima organizzazione no-profit.

Il registro, lanciato il 16 ottobre 2012, punta a diventare lo standard per l’identificazione degli autori di pubblicazioni scientifiche. I ricercatori in possesso di Orcid, oggi, sono circa 1,3 milioni in tutto il mondo. È stato già adottato da Danimarca, Finlandia, Portogallo, Regno Unito e Svezia. Adesso finalmente potrà essere utilizzato anche in Italia.

L’adozione di Orcid consentirà di evitare errori e ambiguità di attribuzione in diversi ambiti: nella paternità degli articoli pubblicati dalle riviste scientifiche, nella richiesta di finanziamenti, nella registrazione di brevetti e anche negli esercizi di valutazione nazionali e di ateneo.

In Italia le difficoltà (omonimie, modifiche, abbreviazioni diverse per il prenome o traslitterazioni da sistemi di scrittura diversi, solo per citarne alcuni) sono accentuate dalla mancata attuazione dell’Anagrafe Nazionale della Ricerca.

Al progetto I.R.ID.E prenderanno parte 70 Università e quattro centri di ricerca italiani. L’obiettivo è di consentire inizialmente a tutti i ricercatori del Sistema Accademico nazionale di poter accedere in modo semplice al registro ORCID, coinvolgendo in un secondo momento anche gli studenti del dottorato di ricerca e gli assegnisti di ricerca. L’intero processo dovrebbe chiudersi entro il 2016.
“Il Progetto IRIDE costituisce un passo fondamentale per rendere la valutazione della ricerca in Italia più semplice e, nel contempo, più affidabile. Contribuirà inoltre alla costruzione di quella Anagrafe nazionale della ricerca prescritta da una legge del 2009 - ha dichiarato Sergio Benedetto, membro del Consiglio Direttivo Anvur”.

Su mandato di Anvur e Crui, a metà giugno Cineca ha siglato un accordo con il registro internazionale Orcid (Open Researcher and Contributor ID), allo scopo di realizzare un risparmio economico per gli atenei e gli enti di ricerca italiani, svolgendo il ruolo di facilitatore tecnologico nell’ambito della prossima VQR (Valutazione della Qualità della Ricerca): in collaborazione con Anvur e Crui, infatti, Cineca realizzerà il software operativo per l’attuazione del progetto I.R.ID.E.

“Siamo orgogliosi di continuare a supportare il sistema accademico nazionale con le nostre competenze e infrastrutture - ha commentato Emilio Ferrari, presidente Cineca - L’implementazione di Orcid è parte delle attività che caratterizzano il ruolo di servizio del Consorzio nei confronti della comunità della ricerca”.

“L’Università italiana procede verso una sempre maggiore integrazione internazionale e si attrezza affinché la valutazione sia piena ed efficace. Speriamo che l’Esecutivo ne tragga spunto per il rilancio di una comunità che in questi anni ha solo dato. E non solo in termini di controllo ed efficienza” ha dichiarato Stefano Paleari, presidente della conferenza dei Rettori delle Università Italiane.

Articolo pubblicato il 06 agosto 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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