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Quotidiano di Sicilia

Lavoratori domestici: in Sicilia 34.759, più di metà stranieri
di Chiara Borzì

Diminuzione del 5,8% rispetto al 2013, ma numeri nazionali ugualmente elevati, intorno a quasi 900 mila. Maggior parte concentrata a Nord-Ovest, dove l’Inps registra il 30% di regolarizzati

Tags: Lavoro, Immigrati



ROMA – La figura del lavoratore domestico mantiene saldamente la sua posizione nel mercato dell’occupazione italiana, nonostante per il secondo anno consecutivo si registri una diminuzione dei contribuenti Inps.
Rispetto al 2013 si evidenzia una riduzione del 5,8 per cento del valore assoluto, a sua volta in calo rispetto il 2012 di un ulteriore 5,1 per cento.

E’ reale il decremento, ma gli uomini e le donne che svolgono la mansione di lavoratore domestico rimangono numerosi: esattamente pari a 898.429 unità. Confermata la predominanza delle donne, sono l’87 per cento del totale, mentre è marginare la presenza degli uomini 13 per cento.

Secondo però quanto osservato da Inps, il fenomeno della regolarizzazione interessa maggiormente i lavoratori di sesso maschile, costringendo le domestiche donne una situazione occupazionale borderline.

Rispetto la distribuzione territoriale si nota subito, dalla stime Inps, come sia il Nord-ovest italiano ad ingrossare le fila della professione grazie ad un 30 per cento di lavoratori registrati; segue il Centro con il 28,6 per cento; il Nord-est con il 19,7 per cento; il Sud con il 12,8 per cento e infine le Isole con l’8,8 per cento. In quest’ultima ripartizione, ovvero quella che interessa la Sicilia, è la Sardegna a far registrare un numero maggiore di lavoratori domestici iscritti ad Inps. In terra sarda sono presenti complessivamente 40.900 occupati nel settore, mentre la Sicilia si ferma a 34.759. In entrambi i territori – in linea con quanto avviene nel resto d’Italia – sono predominanti le lavoratrici domestiche donne, ma è la Sardegna ad averne il maggior numero (40.900) mentre la Sicilia molte meno (26.653).

Viceversa la nostra regione fa registrare un numero maggiore di lavoratori domestici uomini (8.106) rispetto la Sardegna (3.422). Spostando il paragone al solo sud Italia, la Sicilia emerge come seconda regione per numero di addetti al lavoro domestico in totale. Primo territorio è la Campania, dove il numero di occupati è composto da ben 55.214 lavoratori. Alla stima della Sicilia, ovvero i già evidenziati 34.759 lavoratori, segue quella della Puglia con 27.210 registrati. E’ questo un dato che conferma - già da questo primo confronto – come nel Mezzogiorno siano esclusivamente Campania e Sicilia ad occupare una grossa fetta di mercato del lavoro domestico.

Nella nostra regione e in quella campana si concentrano, anche, il maggior numero di lavoratori domestici uomini del sud Italia: 8.106 siciliani e 9.356 campani. Dati simili sono registrati da Inps per l’Italia solo per altre regioni del Nord e il Centro, ovvero: Veneto (7.998), Toscana (8.549) ed Emilia-Romagna (9.089). In questo frangente neppure la Sardegna (precedentemente paragonata alla Sicilia) raggiunge alte percentuali di occupazione maschile. Gli addetti al lavoro domestico uomini sono, infatti, solo 3.422.

Anche nel resto d’Italia questo tipo di occupazione rimane prerogativa femminile, ma numeri molto alti si registrano in Lombardia e nel Lazio: nella prima regione gli uomini impiegati raggiungono la soglia delle 21mila unità, nella seconda quasi 29mila.



Negli ultimi due anni. Ammontano a 18 mila i nuovi domestici italiani
 
ROMA – Dal 2012 al 2014 il lavoro domestico ha invertito un proprio trend: ad essere maggiormente impiegati nel settore sono lavoratori italiani, mentre diminuiscono quelli stranieri. L’occasione avuta nel 2009 di regolarizzare i lavoratori extracomunitari irregolari sembra non avere più particolari effetti sul mercato e incide sempre meno sulle scelte di assunzione. In due anni (2012-2014) sono andati persi 123.749 posti occupati da stranieri, mentre circa 18 mila sono stati guadagnati dai lavoratori domestici italiani. Nonostante questo, il lavoro domestico rimane una prerogativa dei cittadini non italiani, perché nel 2014 sono risultati regolarmente assunti 692.640 stranieri a fronte di solo 205.789 connazionali. Anche in Sicilia si rispecchia questa tendenza. Dal 2012 al 2014 i posti occupati da stranieri sono diminuiti di 5.340 unità, mentre sono cresciuti quelli che impiegano italiani, 1.400 in più. La nostra regione va di pari passo con quel che accade in media nel resto d’Italia. I lavoratori domestici stranieri sono ancora una maggioranza, quasi 25mila in totale, mentre gli italiani sono 11.266; queste stime fanno della Sicilia la seconda regione del Mezzogiorno per maggior numero di occupati italiani ed anche la seconda per occupati stranieri.

Articolo pubblicato il 08 agosto 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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