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Palermo - Finalmente via libera al Paes
di Gaspare Ingargiola

Il Consiglio comunale dal capoluogo ha approvato il Piano d’azione per l’energia sostenibile. Si punta su snellimento del traffico, edilizia e mobilità green, energie rinnovabili

Tags: Palermo, Paes, Energia



PALERMO - A oltre due anni di distanza dall’approvazione in Giunta, il Consiglio comunale ha dato il via libera all’unanimità al Paes, il Piano d’azione per l’energia sostenibile, che rientra nell’ambito del Patto dei sindaci con l’obiettivo, entro il 2020, di ridurre le emissioni di Co2 di quasi il 27% rispetto al 1990. Per farlo si punta su snellimento del traffico, edilizia e mobilità sostenibili, energie rinnovabili, infrastrutture verdi, partecipazione cittadina.

La prima bozza dell’Amministrazione attiva risale al 9 luglio 2013, a firma dell’ex assessore all’Ambiente Giuseppe Barbera, ma in questi due anni a Palazzo delle Aquile si sono portati avanti con il lavoro avviando alcune delle 42 azioni previste dal Piano, come l’acquisto dei 18 autobus ecologici (per 4,3 milioni di euro) che sono entrati in funzione in questi giorni o la realizzazione di nuove busvie, come quella in corso Tukory: per delimitare con i cordoli cinque chilometri di corsie preferenziali (con tanto di videosorveglianza per i trasgressori) il Ministero dell’Ambiente ha stanziato 2 milioni. Per le città aderenti al Patto dei sindaci il Paes vale oltre un miliardo di euro. Al capoluogo siciliano spettano 39,3 milioni: 8,2 milioni da Ue, Stato e Regione, 28,8 milioni dai finanziamenti Fsu Jessica e 2,2 a carico del Comune.

“Finalmente - ha commentato su Facebook l’ex assessore Barbera - diventa concreta l’adesione della città al Patto dei sindaci. Adesso mi auguro che arrivino altre buone notizie sull’avvio della seconda fase della raccolta differenziata, sull’avanzamento del piano di lavoro per la Favorita e sul Piano strategico per l’agricoltura urbana e suburbana”.

EDILIZIA
- Il Comune di Palermo possiede 1.779 proprietà immobiliari: 252 scuole, 140 uffici e locali, 128 monumenti e chiese, 38 impianti sportivi e palestre, 290 fontane, e così via. L’84% di queste proprietà, com’è evidente, consuma energia. Grazie al Paes tutti gli edifici pubblici municipali potranno essere dotati di certificazione energetica, isolamento termico, sistemi di riscaldamento a risparmio energetico, pannelli solari su tetti e capannoni. Non solo: tramite gli stakeholders si cercherà di rendere efficienti anche gli edifici privati. Soltanto questa azione dovrebbe consentire di ridurre le emissioni di gas serra del 40%.

TRAFFICO - Notoriamente il mezzo più utilizzato per gli spostamenti a Palermo è l’auto privata, in almeno il 35% dei casi. Non solo: nel 15% dei casi a bordo c’è solo una persona, al massimo due. Bassa la percentuale di utilizzo dei mezzi pubblici, circa il 15%.
Alcune azioni sono state già intraprese: completamento del tram, avvio dei lavori dell’anello ferroviario, estensione delle isole pedonali (piazza Bellini, piazza Pretoria, piazza San Domenico, piazza Bologni, l’area di San Giovanni degli Eremiti), limitazioni agli automobilisti e prime Zone a traffico limitato (si pensi a via Maqueda e corso Vittorio Emanuele). Si insisterà sullo sharing elettrico acquistando con 4,7 milioni auto, scooter e biciclette da condividere al posto dell’auto privata. Per abbattere l’inquinamento sono previsti anche la costruzione di una stazione di rifornimento a metano in viale Francia (737 mila euro) e il potenziamento di quella di via Roccazzo (845 mila) ma soprattutto il ritorno della Ztl del centro storico con ingresso a pagamento. Ancora, per risparmiare energia le vecchie lampade di semafori e lampioni saranno sostituite con quelle a led.

L’Ufficio Ambiente di piazza Pretoria, infine, dovrà integrare il Paes con altri interventi, come l’installazione di impianti di mini idroelettrico da inserire per sfruttare i salti di pressione degli acquedotti palermitani o la realizzazione di un impianto di digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti solidi urbani e dei fanghi palabili prodotti dalla depurazione delle acque reflue del sistema fognario, con la produzione finale di biometano da utilizzare per i mezzi di trasporto cittadini o da immettere nella rete di distribuzione cittadina del gas metano.

Articolo pubblicato il 14 agosto 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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