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Quotidiano di Sicilia

L’Ars con 46 deputati a sostegno del Governo
di Raffaella Pessina

All’opposizione FI, Pid, Lista Musumeci, Mpa e Ncd. Il M5S ago della bilancia. I voti su cui dovrebbe contare Crocetta per le riforme

Tags: Ars, Rosario Crocetta



PALERMO - Quando a settembre riprenderanno i lavori parlamentari, i partiti della maggioranza dovranno darsi da fare per approvare le riforme tanto attese per lo sviluppo della Sicilia. In questo caso sarà necessario per il Governo poter contare a Palazzo dei Normanni di numeri forti, quelli che non ci sono mai stati dall’inizio della legislatura. Il governatore Crocetta spesso infatti si è trovato a dover fare i conti perché anche all’interno del proprio partito, il Pd, si erano manifestati franchi tiratori.

Vediamo nel dettaglio come si presenta la situazione a tutt’oggi: 12 sono i gruppi parlamentari compreso il gruppo Misto. A breve però Sicilia Democratica e Pdr dovrebbero stringere un patto federativo che che darà vita ad un nuovo soggetto politico che potrà contare su 10 deputati all’Assemblea Regionale Siciliana. La nuova Federazione ha già avuto modo di effettuare le prove generali in Aula in occasione dell’approvazione della legge sui liberi consorzi e sembra che l’unione abbia funzionato. Il nuovo soggetto politico si trova a sostenere il governo Crocetta e mira a rafforzare il processo riformista ed autonomista regionale.

Difficile invece resta la situazione in casa Pd,
dove si contrappongono: il governatore Crocetta da un lato e Davide Faraone, sottosegretario all’Istruzione, dall’altro.

Il primo, vorrebbe agire senza dettami romani, il secondo invece più volte ha manifestato l’opinione di un commissariamento in Sicilia a causa del mancato raggiungimento degli obiettivi. A più riprese Faraone ha attaccato il presidente della Regione per immobilismo e ha detto che “In Sicilia, la sinistra continua ad essere schiava delle ideologie. E questa schiavitù penalizza terribilmente la qualità del governo e l’intensità delle riforme”.

L’altro grande sostenitore dell’esecutivo è l’Unione di Centro, il partito del presidente dell’Ars Ardizzone, che conta 7 deputati. Sempre dalla parte del Governo si pone il Megafono, creatura dello stesso Rosario Crocetta, che si è arricchito ultimamente, di un elemento: il vice presidente dell’Ars Antonio Venturino, ex grillino. I numeri parlano chiaro: 46 deputati in totale, che dovrebbero sostenere e approvare i ddl presentati dal Governo e al vaglio dell’Aula.

Se questo non accadrà, si potrebbe arrivare a fine legislatura senza avere compiuto quel percorso di riforme tanto auspicato dal presidente della Regione ma finora mai concretizzato.

All’opposizione intanto restano Forza Italia, Pid, Lista Musumeci, Mpa e Nuovo Centro Destra, anche se quest’ultimo potrebbe pendere in futuro verso altre direzioni. Resta in disparte il Movimento Cinque Stelle, forte comunque di 14 deputati e conscio di rappresentare un eventuale ago della bilancia. Sempre a settembre dovrebbe trovare una fine, o almeno una spiegazione sulla vicenda delle intercettazioni telefoniche che hanno coinvolto il Governatore Crocetta e il medico Matteo Tutino, sulla quale, dopo il polverone alzato nei primi giorni, è calato il silenzio. La Procura ha escluso che la registrazione dell’intercetttazione sia agli atti, e il settimanale l’Espresso, attraverso i suoi rappresentanti ha dichiarato di avere ascoltato le registrazioni di quanto poi riferito e pubblicato.

Articolo pubblicato il 18 agosto 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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