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Quotidiano di Sicilia

Programma operativo europeo 2014-2020
di Bartolomeo Buscema

Stanziati complessivamente 490,9 milioni per Sicilia, Puglia, Basilicata Campania e Calabria grazie al Po “Cultura e Sviluppo”. L’azione mira a favorire l’imprenditorialità, supportando le Pmi nei settori del turismo e della creatività

Tags: Unione Europea, Turismo, Pmi



L’Italia non ha il petrolio, la sua ricchezza è il suo patrimonio naturale, storico e culturale ereditato da ventotto secoli di una successione ininterrotta di civiltà.
Nella classifica Unesco dei siti patrimonio dell’umanità, l’Italia si colloca al primo posto, con quarantasette siti, davanti a Spagna e Cina.

Paradigmatico è il Colosseo che con i suoi quasi duemila anni di storia è il monumento più visitato dell’Italia: cinque milioni d’ingressi ogni anno e circa cinque miliardi d’incassi. Ma l’anfiteatro Flavio è solo un’eccezione; molti siti pregevoli versano in uno stato pietoso di abbandono perché da noi c’è stata una cultura di governo che ha considerato i beni culturali come una spesa in più, un costo superfluo.

Negli ultimi dieci anni il bilancio del Ministero dei beni e delle attività culturali si è quasi dimezzato. Nel 2000 in cassa c’erano poco più di due miliardi. Nel 2011 rimanevano meno di 1,5 miliardi, pari allo 0,19% del bilancio dello Stato.
Ma lo scenario almeno per il nostro Mezzogiorno sta cambiando, grazie  al programma operativo europeo “Cultura e Sviluppo 2014 -2020” rivolto ai siti culturali e alle imprese turistiche di Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Un programma per il quale la Commissione europea ha recentemente stanziato 490,9 milioni di euro, di cui 368,2 (pari al 75%) stanziati dall’Unione europea attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e il restante derivante dal cofinanziamento nazionale.

Un’azione che mira a preservare e valorizzare i principali siti culturali, promuoverne un uso efficiente e consolidare il settore produttivo collegato all’utilizzazione del patrimonio culturale, favorire l’imprenditorialità e supportare le piccole e medie imprese nei settori del turismo, della cultura e della creatività.

 C’è molta attesa per gli effetti positivi, anche occupazionali, di tale programma. Le stime ci dicono che ci saranno 560.000 nuove visite l’anno ai siti culturali prescelti che beneficeranno dei fondi europei, per un totale di 4,4 milioni di nuovi visitatori l’anno. Una parte dei fondi saranno destinati a 1.735 piccole e medie imprese che saranno coinvolte in lavori di restauro e ristrutturazione di monumenti che si trovano su un’area di 277.375 metri quadrati.

“Questi investimenti, - ha dichiarato Corina Cretu, commissario europeo per la Politica regionale -, serviranno alle regioni del Mezzogiorno d’Italia, da un lato, a preservare, consolidare e restaurare lo straordinario patrimonio artistico e culturale, dall’altro come volano per attrarre nuove imprese che possano sviluppare una domanda turistica su tutto l’arco dell’anno sostenuta da un’attività culturale adeguata”.
 

 
Politica di coesione. Cultura al centro dell’attenzione comunitaria
 
Dalle parole del commissario Cretu appaiono evidente i risvolti assolutamente positivi degli stanziamenti. Infatti, il programma lascia ben sperare sia per la ricaduta positiva sul territorio di creazione di posti di lavoro sia perché costituisce un cambiamento di rotta in un’Italia che ha lasciato, in maniera preoccupante, deperire le sue vere ricchezze.
Le intenzioni sono buone, anche se dovremo fare un notevole sforzo di gestione, posto che in Italia si è fatto poco e male. Comunque, una straordinaria occasione per il Mezzogiorno da valorizzare al massimo, anche perché è la prima volta che la politica di coesione comunitaria sostiene un programma nazionale dedicato al settore culturale.
É solo mettendo al centro dell’attenzione la questione cruciale della cultura che potremo ritrovare, attraverso una proficua collaborazione fra il pubblico e privato, attraverso la moltiplicazione delle iniziative di manutenzione ordinaria e straordinaria dello sterminato patrimonio culturale, l’orgoglio del nostro passato, la fiducia nel nostro presente e lo slancio verso il nostro futuro. (bb)

Articolo pubblicato il 19 agosto 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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