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Grecia, Berlino approva piano di aiuti da 86 mld
di Redazione

Il ministro Schaeuble: “Dire di no sarebbe stato da irresponsabili”

Tags: Grecia, Alexis Tsipras, Unione Europea, Fmi, Christine Lagarde, Wolfgang Schaeuble



ATENE - Come ‘imbarcare’ il Fondo Monetario internazionale nel terzo salvataggio della Grecia? Il coinvolgimento dell’istituzione di Washington è considerato fondamentale dalla Germania, il cui Parlamento ha appena approvato il pacchetto da 86 miliardi votato dall’eurogruppo. Ma il direttore del Fondo, Christine Lagarde, nel rimandare qualsiasi decisione a ottobre, ha già anticipato che per far parte della partita occorre accordare alla Grecia un “significativo alleggerimento del debito, ben al di là di ciò che è stato considerato finora”.

L’economista Raoul Ruparel, condirettore del think tank Open Europe, in un intervento appena pubblicato ritiene che “il risultato più probabile è quello di una nuova estensione delle scadenze del debito, probabilmente attorno ai 50 anni, con il periodo di grazia (cioè una moratoria sui pagamenti) allungata tra i 20 e i 30 anni.

Dubito invece che ci saranno molte modifiche sui tassi d’interesse”. Tale mossa, puntualizza lo studioso, probabilmente sarebbe sufficiente a portare Lagarde a sostenere il coinvolgimento del Fmi” ma va anche detto che “lo staff del Fondo ha già chiarito la sua insoddisfazione per il ruolo dell’istituzione e crede che le regole operative siano state portate al loro limite”, con “molti stati menbri, in particolar modo dai mercati emergenti, che non vogliono alcun coinvolgimento”.

Se dunque il Fondo parteciperà al terzo salvataggio, anticipa Ruparel, “lo farà con un impegno finanziario molto limitato”, possibilmente a quei 16 miliardi di euro rimasti nel proggramma precedente per Atene).

D’altronde le opzioni accettabili agli europei sono limitate: “ora è chiaro - spiega Ruparel - che con la Grecia nell’Eurozona è molto improbabile ogni tipo di taglio del debito nominale a favore di Atene. Le opzioni di alleggerimento del debito, dunque, sono piuttosto limitate e concentrate sul riscadenzamento del debito”.

Intanto, con una maggioranza schiacciante il Bundestag tedesco ha dato il via libera al terzo pacchetto di aiuti da 86 miliardi di euro alla Grecia. Dei 585 deputati presenti, 454 hanno votato a favore, contrari 113, astenuti 18, come ha annunciato il presidente della Camera bassa del parlamento, Norbert Lammert.

Nel dibattito che ha preceduto il voto, il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, ha invitato i presenti ad approvare il piano di aiuti per riportare la Grecia a “camminare sulle sue gambe”.

“Dopo tutto quello che è successo nei mesi scorsi, non esiste alcuna garanzia che questa soluzione possa riuscire e ci sono sempre dei dubbi - ha sottolineato il ministro -, ma considerando che il Parlamento greco ha già approvato la maggior parte delle misure di riforma concordate, sarebbe irresponsabile non cogliere l’opportunità per offrire alla Grecia una nuova possibilità per ricominciare”.
Il giorno prima, durante la riunione del gruppo parlamentare Cdu-Csu, 56 deputati del partito della cancelliera avevano annunciato il loro voto contrario.

Il falco economico del governo della cancelleria Angela Merkel ha ribadito la sua contrarietà a un haircut, cioè a un taglio del debito, poiché la sostenibilità del debito greco è possibile anche senza riduzioni dell’esposizione.

Articolo pubblicato il 20 agosto 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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