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Un emendamento sulla tassa automobilistica ed esenzioni auto storiche
di Adriano Agatino Zuccaro

Michele Balistreri (consigliere parlamentare Ufficio Bilancio): “Il problema da discutere in sede di legge di stabilità”. Nell’Isola, terza per numero di auto circolanti, si registra il minor incasso del bollo nel Belpaese

Tags: Auto Storica, Tasse



PALERMO - “Il Ddl sulla tassa automobilistica regionale si è approvato col contenuto originario senza emendamenti, se non alcuni di natura tecnica, per cui la tassa, al momento, è stata soltanto regionalizzata. Il problema delle esenzioni, che c’era per le auto storiche e anche per altre fattispecie, su iniziativa del governo, è stato rimandato ad altra sede. In commissione Bilancio non era stata data la copertura alle esenzioni. Se ne riparlerà, probabilmente, in sede di legge di stabilità. L’esenzione, ribadisco, non fa parte del testo attuale” dichiara Michele Balistreri, consigliere parlamentare dell’Ufficio Bilancio, fondi comunitari ed extraregionali all’Ars.

L’onorevole Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars, però rassicura: “L’abolizione della tassa sulle moto e sulle automobili storiche in Sicilia, è più vicina. Premessa fondamentale, l’accoglimento all’unanimità da parte dell’Ars dell’ordine del giorno che ha visto primi firmatari i deputati azzurri, e che impegna il governo Crocetta a trovare una soluzione, destinando l’1,5% degli introiti delle tasse automobilistiche siciliane (450 mila euro) per l’esenzione delle auto e moto d’epoca e dei mezzi del dipartimento regionale della protezione civile. L’apertura da parte dell’assessore Baccei fa ben sperare in una rapida legiferazione in tal senso”.

Speranze, dunque, ravvivate dopo le dichiarazioni che lo stesso Falcone aveva rilasciato la prima settimana di agosto: “Nell’ambito della regionalizzazione della tassa automobilistica, sino ad oggi riscossa dallo Stato, e che dal 2016 porterà nelle casse della Regione siciliana circa 30 milioni di euro, Forza Italia ha presentato un emendamento al disegno di legge in discussione all’Ars che prevede l’esenzione dal pagamento per le vetture immatricolate da almeno 30 anni, e per le auto con 20 anni di vita se di particolare pregio e che possano essere considerate di interesse storico. L’approvazione dell’emendamento, la cui copertura costerà solo l’1% del nuovo introito regionale, riparerebbe in Sicilia il grave danno operato dal governo Renzi, che lo scorso anno ha reintrodotto il pagamento del bollo per le vetture storiche con età compresa fra i 20 e i 30 anni”.

Come più volte ribadito sulle colonne del QdS, la mancata esenzione del bollo per le vetture storiche potrebbe portare più danni economici che benefici. Già ad aprile Roberto Loi, presidente dell’Asi, spiegava, in una nota di commento alla legge di Stabilità 2015, che l’erario avrebbe incassato di base assai meno dei 78,5 milioni di euro preventivati, cioè circa 56milioni per 375 mila veicoli nazionali. Ma la cifra scenderà ancora perché molti preferiranno rottamare o vendere, al punto che l’Asi ha stimato in circa 7,5 milioni di euro gli introiti fiscali per lo Stato. Una cifra ridicola se paragonata al volume d’affari derivato dalla manutenzione: circa duemila euro a veicolo per un giro d’affari di 650 mila euro. Complessivamente, tra perdite di posti lavoro e minori introiti, l’Automotoclub ha stimato un taglio dai 2 ai 5,7 miliardi di euro. Danni che arriverebbero anche dai minori introiti fiscali derivati dal crollo delle revisioni per lo Stato, che adesso valgono circa 18 milioni a biennio.

D’altro canto la Regione dovrà preoccuparsi di far pagare il bollo a coloro che per anni hanno evaso. Nell’Isola, infatti, si registra il minor incasso del bollo tra tutte le regioni italiane. Il Veneto, dove si contano ben 362 mila vetture in meno, da questa tassa ricava il doppio rispetto a Palazzo d’Orleans. La Sicilia è la terza regione d’Italia per numero di auto circolanti (circa 4,2 milioni). Da queste auto la Regione non ha mai ricavato più di 350 milioni. Se, dunque, l’introito del bollo sulle auto storiche fosse davvero pari all’1% del totale proveniente dalla tassa, forse sarebbe più proficuo per le tasche regionali concentrare la propria attenzione sul restante 99%, all’interno del quale si annida un’evasione spaventosa. Il denaro recuperato dalla lotta all’evasione coprirebbe abbondantemente il mancato introito causato dall’esenzione per le auto storiche e consentirebbe a molti veicoli di pregio di restare in vita generando il citato giro d’affari su manutenzioni e revisioni.

Articolo pubblicato il 20 agosto 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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