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Messina - Bilancio comunale 2015 tagli per il 10% ai servizi sociali
di Lina Bruno

Per intercettare finanziamenti di altre istituzioni occorrono uffici efficienti che al momento non ci sono. L’assessore Mantineo: “Si rischia anche di perdere risorse del Piano di azione e coesione”

Tags: Messina, Renato Accorinti



MESSINA - Per il 2015 nel bilancio del Comune è previsto un taglio del 10% delle risorse destinate ai servizi sociali. Una patata bollente che l’assessore alle Politiche sociali Nino Mantineo preannuncia e che non mancherà di suscitare nuove polemiche una volta che il previsionale arriverà in aula.

Un dato inconfutabile come ricorda l’assessore è che i finanziamenti che il Comune può mettere a disposizione di un settore così importante sono sempre di meno e quindi non ci si può permettere di perdere somme già assegnate come quelle dei Piani di azione e coesione e anzi diventa fondamentale intercettare e lavorare per avere tutte quelle risorse messe a disposizione da altre istituzioni, ma per questo ci vogliono uffici efficienti, con personale preparato che lavora coeso per lo stesso obiettivo.

“In una riunione della prima settimana di agosto nella stanza del sindaco e alla presenza del segretario generale Antonio Le Donne, della dirigente e dei funzionari del Dipartimento si è presa coscienza, in modo chiaro - dice Mantineo - della crisi e della paralisi che attraversa il Dipartimento dei servizi sociali, a partire dalla gestione dei fondi Pac, ma più in generale nella sua organizzazione”.

In quell’occasione sia Accorinti che Le Donne avevano dichiarato di non sapere che la situazione fosse così grave. Eppure di campanelli di allarme in questi anni ne erano stati lanciati, tanti e da più parti. I Pac adesso sono diventati una priorità di questo ultimo scorcio d’estate così il primo cittadino ha convocato attorno allo stesso tavolo, richiamando tutti dalle ferie, il direttore-segretario generale Antonio Le Donne, dirigente e funzionario dei vari Dipartimenti. È stata decisa l’istituzione di una task force ed avviato un percorso che dovrebbe servire a recuperare, almeno una parte, delle risorse al momento sfumate. Bisognerà richiedere al ministero degli Interni l’anticipazione del 10%, indicare i responsabili di tutte le procedure e avviare i bandi di gara per la ristrutturazione dei locali adibiti ad asili, San Licandro e Camaro, e per l’affidamento dei servizi di assistenza domiciliare anziani e di quella integrata.
Degli 80 milioni di euro che il ministero degli Interni ha destinato alla Sicilia nell’ambito del Piano di azione e coesione, il comune di Messina rischia di non potere contare su circa due milioni di euro per servizi migliorativi, rispetto a quelli esistenti e rivolti alla cura dell’infanzia e due milioni e mezzo all’assistenza degli anziani non autosufficienti.

Ma dove si sono impantanate le procedure avviate e di chi sono le responsabilità.
L’assessore fa una ricostruzione nella quale si evince che di alcuni fondamentali passaggi erano certamente stati informati il sindaco e il segretario generale. Mantineo cita la nota di Giovanni Bruno del 5 agosto 2014 con la quale il dirigente dichiarava “di non poter proseguire nella procedura” per ragioni di ordine finanziario e per la “situazione organizzativa del Dipartimento”.

La nota del dirigente fu trasmessa ad un mese dalla notifica dei decreti n. 97 e 99 del 1 luglio 2014 del ministero degli Interni con i quali il Comune di Messina, capofila del Distretto D26, era stato ammesso al finanziamento del Piano di intervento.
Altre difficoltà vengono poste dal dirigente Bruno con la nota del 21 aprile 2015 tra l’altro quella di affrontare “l’attività di rendicontazione perché lavoro di alta specializzazione”.

L’assessore invia quindi un sollecito mettendo un termine di 10 giorni perchè fossero soddisfatte le richieste del Ministero e venisse inoltre predisposta l’integrazione, come richiesta dalla Regione, alla documentazione relativa al piano di zona 2013-2015, a tutt’oggi non esitata dagli uffici del Dipartimento, e anche qui con l’incombente rischio di perdere risorse, stavolta 800 mila euro.

Mantineo stavolta prospetta, in mancanza di riscontri, sanzioni disciplinari, mai attivate malgrado ogni richiesta fosse stata disattesa.

Articolo pubblicato il 21 agosto 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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