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Emissioni, pochi dati e rischio infrazione
di Rosario Battiato

Pubblicato l’ultimo rapporto Arpa sull’argomento: “Responsabilità dei trasporti, puntare su rotaie e mezzi elettrici”. Evidenziato per il periodo 2012-2014 il mancato rispetto della raccolta minima dei dati di monitoraggio

Tags: Ambiente, Inquinamento, Arpa



PALERMO – L’Arpa ha pubblicato nei giorni scorsi l’inventario delle emissioni in atmosfera della Regione Sicilia, uno dei tasselli fondamentali per la redazione di un Piano di risanamento di qualità dell’aria e per la definizione dei relativi Piani di tutela e risanamento. Tra gli aspetti in evidenza la responsabilità dei trasporti nel bilancio emissivo, l’insufficienza nel monitoraggio, e il rischio di una procedura di infrazione europea.

“La rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria – si legge nel dossier – è ad oggi gestita da diversi enti pubblici (ex Provincia di Agrigento, ex Provincia di Caltanissetta, Comune di Catania, ex Provincia di Messina, Comune di Palermo, Comune di Ragusa, ex provincia di Siracusa)” mentre Arpa Sicilia “gestisce 12 stazioni, operative sin dal 2008”. Nel complesso la rete attuale  risulta costituita per il 48% da stazioni da traffico, per il 28% da stazioni industriali, per il 24% da stazioni di fondo, delle quali 5 di fondo urbano, 8 suburbano e 2 rurali.

In cima alla lista delle preoccupazioni non ci sono soltanto i risultati espressi dalla centraline di controllo, ma anche la quantità dei dati raccolti. “Dai dati di monitoraggio 2012 si evidenzia in alcuni casi un mancato rispetto della raccolta minima dei dati”. L’anno successivo si è registrato addirittura un peggioramento nel rispetto della raccolta minima dei dati e così anche nel 2014, visto che i gestori delle reti “non sono sempre riusciti a garantire la raccolta minima dei dati”. I superamenti sono stati registrati in tutti gli anni presi in esame e per diversi inquinanti (tra cui ozono, particolato, benzene) eppure i risultati potrebbero essere ben peggiori data la scarsa quantità di dati raccolti.

Particolare attenzione è stata inoltre dedicata ad alcuni degli inquinanti principali normati dal D.Lgs. 155/2010 (ossidi di azoto e particolato), per i quali dal 2010 al 2014 si sono registrati superamenti dei valori limite previsti. Del resto proprio per i “superamenti del limite medio annuo degli ossidi di azoto negli anni 2010-2012 la Regione Siciliana rischia una procedura d’infrazione con la Comunità Europea”.

Facendo riferimento al 2012, le emissioni degli ossidi di azoto (circa 77.039 Mg) sono dovute principalmente ai “trasporti che complessivamente contribuiscono per il 68% alle emissioni totali”, di queste il 56% sono dovute ai trasporti stradali (43.296 Mg) e il 12% ad altre sorgenti mobili mentre “gli impianti di combustione nell’industria dell’energia contribuiscono per il 14,5%” e “gli impianti di combustione industriali per circa l’8%”.

Secondo l’Agenzia, considerando l’impatto dei trasporti del bilancio emissivo regionale, e i superamenti nelle zone urbane di Palermo, Catania e Messina, è “intuitivo che dovrebbe essere richiesta dalla Regione ai Comuni metropolitani interessati l’adozione di più ampie zone a traffico limitato (ztl)”. Senza per questo dimenticare che i fondi strutturali “potrebbero utilmente essere impiegati per il rinnovo dei mezzi del trasporto pubblico, preferibilmente con mezzi elettrici o a metano” mentre “nelle aree extraurbane va certamente privilegiato il trasporto su rotaia, potenziando la rete ferroviaria in Sicilia particolarmente antiquata, rispetto al trasporto su gomma”.
Inoltre, relativamente agli sviluppi futuri sull’elaborazione dell’inventario delle emissioni, si fa riferimento alla necessità di prevedere degli specifici focus sull’impatto emissivo delle tre aree ad elevato rischio di crisi ambientale.



I dati. Le sostanze presenti nell’aria
 
PALERMO – Nella conclusioni del rapporto l’Arpa scrive che, nel periodo 2005-2012, le “emissioni di quasi tutti gli inquinanti mostrano una diminuzione, se calcolata al netto del contributo degli incendi, ad eccezione di ammoniaca e PCB (policlorobifenili, ndr)”. Questo non vuol dire che i limiti siano stati rispettati negli anni successivi. Nel 2012 si sono registrati superamenti maggiori di quelli previsti dalla norma per l’ozono, il particolato (PM10) e il benzene. Anche l’anno successivo il limite per l’ozono viene superato in diverse stazioni (una stazione Niscemi, una Catania, quattro a Palermo, due a Siracusa ed una a Messina). Nella stazione Bixio di Siracusa si registra l’unico superamento sia del valore limite giornaliero che annuale del particolato. Nel 2014 l’ozono ha superato i limiti consentiti dalla legge in provincia di Siracusa (Melilli, Acquedotto e Priolo), a Milazzo (Me) e a Enna. Nella stazione Di Blasi a Palermo si registra l’unico superamento sia del valore limite giornaliero che annuale del particolato. Un inquinante, quest’ultimo, che si conferma sempre nella provincia di Siracusa (due stazioni) e Palermo (tre stazioni) per superamenti del limite giornaliero.

Articolo pubblicato il 25 agosto 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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