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Boom per le assunzioni stagionali: in Sicilia incremento di 7.700 unità
di Serena Giovanna Grasso

Secondo i dati Fipe - Confcommercio i lavori estivi impiegheranno 680 mila persone, di cui 40 mila nell’Isola. Le professioni più richieste: cameriere (64%), chef (18%) e barman (13%)

Tags: Lavoro, Sicilia, Confcommercio, Fipe



PALERMO – Animatori turistici, camerieri, bagnini, cuochi, guide turistiche e molto altro ancora. Questi sono soltanto alcuni dei volti che il lavoro stagionale assume durante l’estate, ossia il periodo dell’anno che consente l’inizio di molteplici contratti, sebbene nella quasi totalità dei casi si tratti di lavoro a termine.
 
Secondo i dati diffusi congiuntamente da Confcommercio e Fipe (Federazione italiana pubblici servizi), nel corso dell’attuale trimestre luglio – settembre sono previste più di 680 mila nuove assunzioni, ciò vale a dire un incremento su media annua quasi pari a 80 mila unità (si tratta di un incremento pari al 13,1% rispetto alla media dell’anno).

In particolar modo, per quel che riguarda la nostra regione è possibile rilevare il terzo incremento più elevato a livello nazionale (+7.744), oltrepassato solamente dalla Puglia (+9.908) e dalla Toscana (+9.617).
 
Al contempo, la Sicilia si pone all’interno della prima metà della classifica per numero di assunzioni previste nel trimestre in corso: in particolar modo, l’Isola occupa il nono posto con quota pari a 40.182, superata dai 43.218 nuovi posti della Puglia, 44.767 del Piemonte, 47.874 della Campania, 56.831 della Toscana, 65.553 dell’Emilia Romagna, 68.095 del Veneto, 68.199 del Lazio ed infine i 101.526 della Lombardia.
 
Secondo le previsioni Confcommercio – Fipe, l’unica realtà regionale ad incassare una riduzione rispetto alla media annua sarà la Valle d’Aosta (-37).
Ristorazione, intrattenimento e stabilimenti balneari sono gli ambiti lavorativi maggiormente interessati dalle assunzioni stagionali. In particolar modo, le professioni prevalentemente richieste sono cameriere (64%), chef (18%), barman (13%) e bagnino (5%).

Si tratta di professioni che riescono a garantire le pari opportunità: infatti, si prospetta che le nuove assunzioni coinvolgano per il 49,9% le donne e per il 50,1% gli uomini. Nel 73,4% riguarderanno i nostri connazionali, mentre solo nel 26,6% dei casi coinvolgeranno anche unità in cerca di lavoro di origini straniere. Si tratta prevalentemente di contratti part – time (58,2%) e solo marginalmente full time (41,8%). Infine, concludiamo rilevando una retribuzione media abbastanza discreta, ammontante mediamente a 1.200 euro mensili.
 

 
Disoccupazione: problema ancora irrisolto (23%)
 
PALERMO – Nonostante questi risultati più che positivi, in particolar modo con riferimento alla nostra regione, non possiamo fare a meno di ricordare l’allarmante situazione vigente in termini di occupazione. Infatti, si tratta perlopiù di occupazioni a carattere stagionale che non risolvono neppure in minima parte il drammatico problema della disoccupazione. Secondo i dati diffusi dal Fondo monetario internazionale (Fmi), ricordiamo che in Sicilia si concentra il 18% dei soggetti che a livello nazionale tra il 2007 e il 2015 ha perso la propria occupazione. Naturalmente, non potremmo dimenticare di parlare del tasso di disoccupazione: in Sicilia ritroviamo il valore più elevato riscontrabile lungo tutto lo Stivale, secondo i dati dell’Istituto di statistica nazionale pubblicati nello scorso mese di giugno pari al 23%. Come se questo non fosse già abbastanza, dobbiamo aggiungere il 53,8% di disoccupazione giovanile, tasso superato esclusivamente da altre realtà meridionali come la Sardegna (54,2%), la Basilicata (55,1%) e la Calabria (56,1%).

Articolo pubblicato il 25 agosto 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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