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Emissioni 2015, valori fuori norma e dati parziali per la Sicilia
di Chiara Borz├Č

Ultimo rapporto Arpa: 55 stazioni di rilevamento per la Sicilia e rari i casi di monitoraggi completi. Nella provincia di Siracusa, a Milazzo ed Enna rilevato un superamento di ozono

Tags: Ozono, Inquinamento, Ambiente, Arpa



CATANIA - Sono 55 le stazioni che in Sicilia permettono agli enti interessati di rilevare le emissioni di agenti inquinanti nell’aria. Dall’attività delle stazioni emergono dati che non permettono di considerare positiva la nostra qualità dell’ambiente e sono rari i casi in cui vengono effettuai monitoraggi con dati completi (D.Lgs 155/2010).

L’Arpa gestisce esattamente l’utilizzo e il funzionamento di 12 stazioni, le restanti sono a carico delle ex province di Agrigento, Caltanissetta e Messina, nonche di comuni quali Catania, Palermo e Ragusa; ogni centralina ha il compito di tenere sotto osservazione diverse fonti: il traffico urbano, il “fondo urbano” e il “fondo suburbano”, le aree industriali e quelle a rischio crisi ambientale”.

Questa copertura – secondo quanto diffuso dall’ultimo Rapporto Arpa sulle Emissioni – non viene sfruttata a dovere, tanto che sono diversi i casi in cui, è bene ripeterlo, manca il rispetto della raccolta minima dei dati. Di cronologia di dati negativi può parlarsi da almeno due, tre anni.

Nel 2013 si era registrato, ad esempio, un peggioramento della raccolta minima dei dati e un peggioramento delle emissioni nell’ambiente. Per l’ozono si era, ad esempio, registrato ad Enna ed in provincia di Siracusa (Melilli ed Acquedotto) un numero di superamenti maggiore di quelli previsti nella norma. Il limite medio annuale per NO2 (diossido di azoto) veniva superato in diverse stazioni (una di Niscemi, una Catania, quattro a Palermo, due a Siracusa ed una a Messina). Nella stazione Bixio di Siracusa si era registra l’unico superamento sia del valore limite giornaliero che annuale del PM10 (ovvero della materia particolata). Non si erano, invece, rilevati superamenti del limite del benzene. Anche nel 2014 sono stati registrati dati negativi e non si era riusciti a garantire la raccolta minima dei dati. Questi i casi rilevati da Arpa.

Nelle provincia di Siracusa (Melilli, Acquedotto e Priolo), a Milazzo (ME) e ad Enna è stato rilevato un numero di superamenti maggiore di quelli previsti nella norma per l’ozono. Il limite medio annuale per NO2 (diossido di azoto) è stato superato in altre stazioni (una stazione Niscemi, una Catania, quattro a Palermo). Nella stazione Di Blasi a Palermo si è registrato, invece, l’unico superamento sia del valore limite giornaliero che annuale del PM10 (materia particolata. Superamenti del limite giornaliero del PM10 si registrano in altre tre stazioni a Palermo ed in due della provincia di Siracusa. Non sono stati rilevati superamenti del limite del benzene.

La stagione degli “eccessi” per la Sicilia è osservabile di anno in anno. Per le emissioni superiori di ossido di azoto, rilevati dal 2010 al 2014, rischiamo addirittura una procedura d’inflazione da parte della Comunità Europea. Nonostante la minaccia di procedura e quindi il rischio di dover risarcire tutta l’Unione per le nostre defezioni, non si riscontrano dei cambi di marcia così determinanti da parlare di riduzione delle emissioni in Sicilia. Nel 2012 nella nostra regione sono stati superati addirittura i limiti del valore dell’arsenico. Le stazioni interessate sono state due, una della provincia di Siracusa e una di Gela (Via Venezia). Il dato nasce in un periodo di copertura del 5.7% anziché del 33% - come previsto dal D.Lgs. 155/2010 – il che non esclude un peggioramento o un miglioramento successivo del valore. I risultati delle stazioni della provincia di Siracusa avevano invece una copertura del 33% (Priolo) e del 27% (Scala Greca).

Articolo pubblicato il 02 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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