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Acquisti Pa: obbligatori solo tramite Consip
di Andrea Carlino

La Ragioneria generale dello Stato ha inviato una circolare: responsabili le Ragionerie territoriali e gli Uffici centrali del Bilancio. Da una parte si punta a semplificare e rendere più rapide e trasparenti le procedure degli acquisti pubblici, attraverso la diffusione e l’utilizzo delle tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (I.C.T.).

Tags: Pubblica Amministrazione, Consip



ROMA - Il governo stima in almeno 2,5 miliardi il contributo minimo che i tecnici si attendono dal nuovo meccanismo centralizzato di gestione degli acquisti di beni e servizi della Pa. Più o meno un terzo dei 5-6 miliardi di risparmi ipotizzati dalle voci relative a forniture, sanità e ministeri per effetto della spending review voluta dal commissario straordinario Yoram Gutgeld. Su questo giocherà un ruolo importante il nuovo dispositivo di centralizzazione degli acquisti, imperniato su Consip.

L’amministratore delegato Luigi Marroni sta lavorando intensamente e in sinergia con il commissario per la spending sul nuovo sistema che presenta più di una novità. Prima fra tutte quella di dotare gran parte delle 34 nuovi centrali di funzioni specialistiche di varie categorie. Una strategia che dovrebbe consentire di realizzare maggiori risparmi rispetto al passato.

La spesa sarà ridotta anzitutto ricorrendo a un minor numero di gare per le stesse tipologie di acquisto ma anche con una maggiore standardizzazione delle procedure e con una riduzione della forbice del prezzo d’acquisto delle stesse forniture.

A questo proposito la Ragioneria Generale dello Stato ha inviato una circolare a tutte le Amministrazioni statali nell’ambito del Programma di razionalizzazione degli acquisti della Pubblica amministrazione, in cui si ricorda che per perseguire l’obiettivo di riduzione della spesa pubblica è obbligatorio l’approvvigionamento per il tramite di Consip S.p.A.

Da una parte si punta a semplificare e rendere più rapide e trasparenti le procedure degli acquisti pubblici, attraverso la diffusione e l’utilizzo delle tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (I.C.T.), dall’altra a razionalizzare e ottimizzare la spesa pubblica per beni e servizi, migliorando la qualità degli acquisti e riducendo i costi grazie all’aggregazione della domanda.

La normativa, ricorda la circolare, prevede che gli Uffici Centrali del Bilancio e le Ragionerie territoriali dello Stato verifichino che i contratti di acquisto di beni e servizi siano stati conclusi ricorrendo agli strumenti di approvvigionamento previsti.

Eventuali eccezioni saranno possibili solo avendo come benchmark i prezzi e le condizioni contrattuali della Consip: bisognerà cioè operare un raffronto tra fattori di comparazione omogenei (per esempio tra prezzi della convenzione Consip di durata settennale e prezzi del contratto stipulato al di fuori degli strumenti di acquisto centralizzati di pari durata), “tenendo in particolare attenzione, per la verifica dell’omogeneità degli strumenti, le prestazioni contrattuali principali e le caratteristiche essenziali dell’oggetto delle stesse”.

Un monito per quanti hanno tentato finora di “svicolare” dal sistema. Ricordiamo che il Programma, implementato nel tempo da diverse disposizioni normative, si compone di molteplici strumenti di acquisto, messi a disposizione delle Amministrazioni statali dalla Consip (convenzioni, accordi quadro, mercato elettronico della pubblica amministrazione, sistema dinamico di acquisizione).
La normativa impone alle Amministrazioni dello Stato il ricorso agli strumenti del Programma e comporta l’obbligo, in capo agli Uffici Centrali del Bilancio e alle Ragionerie Territoriali dello Stato, di verificare, nell’esercizio del controllo di regolarità amministrativa e contabile, che i contratti di acquisto di beni e servizi stipulati siano stati conclusi ricorrendo agli strumenti di approvvigionamento previsti.

Nei casi in cui non sia presente una convenzione stipulata da Consip, i prezzi di riferimento pubblicati dall’ Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) sono utilizzati per la programmazione dell’attività contrattuale della pubblica amministrazione e costituiscono prezzo massimo di aggiudicazione, anche per le gare assegnate all’offerta più vantaggiosa.

Per quanto riguarda l’Amministrazione regionale, al momento non è previsto normativamente alcun obbligo di ricorrere ad acquisti solo tramite Consip. Solo nella finanziaria regionale per l’anno 2015, precisamente nella finanziaria bis, legge regionale n.13/2014 è prevista. al fine di ridurre la spesa per acquisti di beni e servizi nella sanità. la possibilità di ricorrere a convenzioni Consip e anche di fare riferimento come soglia massima ai prezzi Consip.

Articolo pubblicato il 03 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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