Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Imprenditori junior, sono siciliani i meno fiduciosi del Sud Italia
di Gianluca Di Maita

Dall’Osservatorio Giovani imprenditori il rapporto sul sentiment economico relativo al primo semestre del 2015. Molti di più coloro che dichiarano ordini in flessione rispetto a quelli che ne dichiarano in aumento

Tags: Economia, Sicilia



PALERMO - Spiraglio di luce per i giovani imprenditori meridionali, ma i siciliani fanno ancora tanta fatica. É uscito lo scorso 6 agosto il rapporto sul sentiment economico relativo al primo semestre 2015, elaborato da Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, dal nome “Osservatorio Giovani Imprenditori”.

Partendo dal clima di fiducia generale sulla salute della propria impresa, questo è in miglioramento. A livello nazionale l’indice raggiunge finalmente quota 100 (valore indicativo oltre il quale il clima di fiducia è positivo), ma è specialmente nel Mezzogiorno che si raggiungono valori superiori rispetto al dato nazionale ed alle restanti aree geografiche (da 94,7 a 101,7).

Tuttavia con riferimento alle singole regioni meridionali, la Sicilia (indice di fiducia pari a 98,9) viaggia alla stessa di velocità di Abruzzo e Molise (entrambe a quota 98,3). Imprenditori siciliani ancora pessimisti quindi, al contrario dei colleghi della Puglia, regione che si caratterizza per il clima economico migliore del meridione (indice di fiducia pari a 104,8). Grazie ad un trend particolarmente positivo (in media +10 punti) anche la Campania ( da 93,3 a 103,7), la Sardegna (da 92,4 a 102,9) e la Calabria (da 86,0a 102,2), presentano un indice di fiducia superiore alla media nazionale.

A incidere sul valore e sulla dinamica dell’indice di fiducia dei giovani imprenditori italiani è innanzitutto il giudizio medio sugli ordini, negativo di -10 punti (differenza tra quanti dichiarano ordini in aumento e quanti dichiarano ordini in flessione), ma in netto miglioramento (era di -29,5 nel periodo precedente, quindi + 19,5 punti).

In Sicilia il giudizio sugli ordini si assesta a -15,1, nel Mezzogiorno invece a -3,7 e in crescita rispetto al semestre precedente (era -38,6). Nello specifico, guardando alla situazione nazionale, la percentuale dei giovani imprenditori con ordini “in crescita” o “in netta crescita” è salita al 23% (al 17% nel semestre precedente). É ancora una volta il Mezzogiorno ad essere protagonista della percentuale più alta d’Italia, che si assesta infatti al 26,8% (era del 15,3%). In calo è poi la variazione della percentuale di giovani imprenditori italiani con ordini in “leggera flessione” ed in “flessione” (-10,7%, da 34% a 23,3%), con nuovamente il Mezzogiorno ( questa volta insieme al Nord Est) a contraddistinguersi per la più bassa quota di imprenditori che dichiarano ordini in flessione: 24,3% (era 41,4%).

Per quanto concerne poi le sensazioni dei giovani imprenditori sull’andamento del credito, è pari al 25,1% la percentuale di coloro che hanno registrato un peggioramento nelle condizioni di accesso al credito. Solo il 10,5% degli imprenditori italiani ha dichiarato un miglioramento delle condizioni di accesso al credito anche se il dato è in ripresa rispetto al quadrimestre precedente (5,8%), mentre il 50,5% dichiara che le suddette condizioni sono invariate. Un giudizio medio ponderato negativo (-17) per l’Italia, ma migliore rispetto a quanto rilevato nel periodo precedente (-28,9).

Grandi progressi pure nel Mezzogiorno, dove il giudizio medio cresce a -10,7, dai -39,4 registrati nel monitoraggio precedente. Riguardo alla nostra Regione, il giudizio medio è del -24,2. Pesano infatti le opinioni negative (32,9), in maniera rilevante al di sopra della media nazionale (25,1).

Novità di questo numero è poi l’indagine sull’opinione dei giovani imprenditori rispetto ad alcune innovazioni introdotte dalla riforma del lavoro del governo Renzi incentrata sul Jobs Act. Uno sguardo è stato dato in particolare agli effetti sulla flessibilità in entrata ed in uscita.

A livello nazionale si registra un miglioramento dei giudizi sulla flessibilità in entrata (giudizio medio 17,0), sebbene nel Mezzogiorno è da notare la quota negativa del -11. Ben oltre invece la media nazionale, in termini positivi per una volta, è la Sicilia dove il saldo medio dei giudizi sulla flessibilità in entrata si assesta a quota 31,5. Per quanto riguarda invece i giudizi sulla flessibilità in uscita, mentre a livello nazionale e siciliano si registrano quote rispettivamente del -14,9 e del -18,7, nel resto del Mezzogiorno le opinioni sono di molto più negative (ben -82,4).

Articolo pubblicato il 03 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐