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Programma Infrastrutture, dall'Ue disponibili 1,8 mld per il Sud
di Rosario Battiato

Comincia il percorso per la selezione del Pon. Previste due aree logistiche integrate in Sicilia. Priorità all’Av/Ac tra Palermo e Catania e integrazione tra porti e ferrovie

Tags: Economia, Unione Europea, Infrastrutture



PALERMO – Adesso si fa sul serio per il programma operativo nazionale infrastrutture e reti 2014-2020 da 1,8 miliardi. Mercoledì scorso è cominciato il percorso per la selezione dei progetti che prevede la stesura, da parte del ministero con l'approvazione della Commissione europea, dei criteri di selezione, che dovranno essere rispettati dai soggetti potenzialmente beneficiari dei finanziamenti.
La gestione del programma è in capo al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.
 
Si tratta del naturale sbocco dell'accordo di partenariato stipulato nell'autunno 2014 tra la Ce e l'Italia che è stato approvato in via definitiva il 29 luglio scorso. Al centro del programma, che prevede la promozione di “sistemi di trasporto sostenibili e l'eliminazione delle strozzature nelle principali infrastrutture di rete”, si legge in una nota del ministero, si prevede il finanziamento di progetti collocati in 5 regioni del Sud Italia: Campania, Calabria, Sicilia, Puglia e Basilicata, ovvero le Regioni “Obiettivo Convergenza”, quelle per le quali la politica di Coesione comunitaria punta ad investire al fine di portarle a convergere verso i parametri socio-economici della media del resto dell'Unione.

“Il Pon – ha spiegato il ministro Delrio – stabilisce che la programmazione e la gestione concertata delle progettualità dovrà avvenire secondo Aree logistiche integrate”. In totale saranno cinque quelle identificate: quadrante sud orientale della Sicilia e quadrante occidentale della Sicilia, polo logistico di Gioia Tauro, Sistema pugliese, area logistica campana.

Nel documento esplicativo del Pon la Sicilia è “ritenuta essere una piattaforma logistica nel cuore del Mediterraneo”. Vengono pertanto considerate le potenzialità delle infrastrutture presenti e gli accordi già definitivi nell'ambito della programmazione 2007-2013, che ha gettato le basi per una “pianificazione strategica degli interventi siciliani”.

Nel quadrante sud orientale si prevede una governance integrata del sistema infrastrutturale dei porti con interventi per Augusta, Messina e per l'interporto di Catania. Il porto del centro etneo, pur non rientrando nella rete core né in quella comprensive, “rientra a pieno titolo in un discorso di area logistica integrata”. Esiste anche la volontà di potenziare la tratta ferroviaria Catania-Siracusa, appartenente al corridoio Scandinavo-Mediterraneo. Anche per l'altro quadrante isolano, che rappresenta il punto di arrivo e snodo del Corridoio europeo, si prevede di “impiantare un’equivalente operazione di governance, ovvero pianificando e gerarchizzando una serie di interventi sul sistema portuale di Palermo-Termini Imerese e sull’interporto di Termini Imerese, entrambi appartenenti alla rete Core, nonché sulla rete ferroviaria di collegamento”.

Tra i maggiori progetti identificati, già ampiamente anticipati nei mesi scorsi, ci sono “il completamento di alcune delle progettualità ferroviarie e portuali avviate con il Programma Reti e Mobilità 2007-2013, la realizzazione di alcune tratte ferroviarie delle linee Av/Ac Napoli-Bari e Palermo-Catania, la realizzazione della filiera della logistica digitale attraverso lo Sportello unico doganale, il Single maritime window delle Capitanerie di porto e il completamento della Piattaforma Logistica nazionale – uirnet”.

Il programma ha un budget complessivo di 1.8 miliardi di euro, di cui il 75% arriva dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), cioè 1, 382 miliardi, e il 25% di cofinanziamento nazionale, 460 milioni circa, come stabilito dall'Accordo di partenariato.

Articolo pubblicato il 04 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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