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Messina - Il degrado di Villa Dante tra immobilismi e incuria
di Lina Bruno

Il più grande polmone verde della città, compromesso dalla mancanza di fondi per il suo recupero. Il consigliere comunale, Gioveni: “Non si può abbandonare un simile tesoro”

Tags: Messina, Villa Dante



MESSINA - Il più grande polmone verde della città, Villa Dante, lasciato nell’incuria, tanto che per utilizzare il campetto di calcio al suo interno i ragazzi devono pulirselo da soli con tanto di pale e sacchetti, aiutati dai genitori.

Ma non basta l’intervento autogestito di manutenzione per rendere sicura la struttura così l’incidente al bambino durante una partita con alcuni coetanei ripropone il problema della grave situazione di degrado in cui versa lo spazio ma soprattutto fa emergere l’assenza dell’azione amministrativa nei confronti di un bisogno di luoghi attrezzati per fare sport da parte della popolazione giovanile della città che si fa sempre più pressante.

Il ragazzino che giocando è scivolato sul terreno dove c’era presenza di terriccio, incappando anche pare in un chiodo arrugginito, è stato portato al pronto soccorso del Piemonte dove gli sono stati applicati alcuni punti di sutura.
 
Si può spiegare l’ira del padre intenzionato adesso a inoltrare una denuncia nei confronti di chi non riesce a fare una manutenzione non solo straordinaria ma neppure ordinaria in un luogo così frequentato.
Due mesi fa il consigliere comunale Udc Libero Gioveni era intervenuto sottolineando il degrado del campetto, rendendo pubbliche alcune inequivocabili foto.

“Non si può minimamente pensare - ha affermato Gioveni - né accettare che, a distanza di più di due anni da quando questa Amministrazione si è insediata, si lasci nel totale abbandono il più grande polmone verde della città e, nella fattispecie, un campo da gioco frequentatissimo dai ragazzi tutti i giorni”.

“All’inizio di questo mandato - ha aggiunto il consigliere - anche il sindaco Accorinti, che allora aveva anche la delega allo sport, si era impegnato in prima persona, nel corso di un incontro pubblico all’interno della Villa, verso una concreta politica di riqualificazione dell’intera struttura, ma ad oggi quelle parole si sono rivelate solo fumo negli occhi.

“Il totale fallimento politico su questo fronte da parte dell’assessore all’arredo urbano Daniele Ialacqua, - ha sotolineato ancora l’esponente Udc - non può non spingerlo a fare una seria riflessione verso le proprie dimissioni”.

“Sarebbe tuttavia opportuno - ha concluso Gioveni - che prima delle sue auspicabili dimissioni, l’assessore e il Dirigente dl Dipartimento venissero ascoltati urgentemente nella competente Commissione consiliare per capire come ha agito il Dipartimento in questi due anni, per rendere fruibile e sicuro uno spazio pubblico come villa Dante che invece di rappresentare uno dei fiori all’occhiello della città, macchia la sua immagine”.

Più volte anche altri consiglieri comunali si erano occupati di questo spazio verde così trascurato e che all’interno contiene anche una piscina, un’arena, fino a qualche ano fa utilizzata per eventi musicali, un centro per anziani dove il Dipartimento servizi sociali ha dislocati sei operatori non si sa bene con quale concreta funzione.

Villa Dante quindi non è un semplice giardino pubblico  ma uno spazio di aggregazione importante in una zona della città al limite della periferia sud. Ma le intenzioni di chi ha voluto dargli questa connotazione sembrano ormai essersi dissolte, perché gli unici segni di socializzazione sono alcuni anziani che si riuniscono per giocare a carte e i ragazzi che giocano a calcio in un improbabile campetto dal terreno usurato senza recinzione e con porte di fortuna.
Inutilizzata la piscina così come l’Arena.

Una riqualificazione dell’area è stata più volte enunciata ma frenata pare, come ha più volte ribadito l’assessore Daniele Ialaqua, dalla mancanza di risorse, dalle continue emergenze, da un Dipartimento troppo oberato.

Articolo pubblicato il 05 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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