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Agrigento - Valle dei Templi e demolizioni battuta d’arresto per i lavori
di Federico Arcidiacono

Ruspe bloccate dai proprietari di un immobile in area ad assoluta inedificabilità

Tags: Agrigento, Valle Dei Templi, Abusivismo



AGRIGENTO – Continua il piano di demolizione riguardante i fabbricati abusivi nella Valle dei Templi, dove le ruspe sono in azione da alcune settimane. Ma per quanto spesso i proprietari abbiano collaborato attivamente, in alcuni casi con la demolizione volontaria degli immobili, nella giornata di ieri non si è registrato lo stesso clima.

A essere oggetto di controversie è la villetta in contrada Maddalusa, abitata sia in estate che in inverno da una famiglia di cinque persone e realizzata in zona A, a inedificabilità assoluta. L’immobile rientra nell’elenco degli otto manufatti abusivi per cui il Comune di Agrigento, dopo gli ultimatum della Procura della Repubblica, ha realizzato una gara d’appalto per la demolizione.

I mezzi e gli operai della ditta aggiudicataria però, non sono riusciti ad entrare in azione in quanto seduto davanti al cancello della residenza, impedendone l’accesso, vi era l’avvocato Giuseppe Arnone (candidato a sindaco in occasione delle ultime elezioni), che ha preso le difese della famiglia. Decisione, quella dell’avvocato, difficile da decifrare in quanto proprio Arnone è un esponente di Legambiente ed è stato il principale volto della lotta contro gli abusi edilizi nella Valle dei Templi. In base a quanto emerso il legale aveva annunciato con una nota di diffida, inoltrata alla Procura domenica sera, che le ruspe andavano bloccate.

Arnone ha assunto la difesa della famiglia Piraneo, poiché “vittima di una serie di atti illegali e arbitrari”, ha scritto lo stesso avvocato. La difesa si è già estrinsecata con un atto di diffida nei confronti della Procura.

“Io ho la custodia dell’immobile – ha affermato Arnone - e i funzionari del Comune non hanno voluto verbalizzare quanto ho scritto nella diffida già trasmessa al Tribunale. Stanno facendo una forzatura, ho avuto uno scontro fisico con gli agenti che stanno tenendo a distanza anche gli organi d’informazione, la mia è una resistenza passiva”.

Arnone, dunque, non si sarebbe schierato in linea di principio in favore dell’abusivismo. “Sono ancora componente di Legambiente, e in atto sono impegnato pure in importanti battaglie a difesa della Valle dei Templi”, ha precisato.

Ma in una nota pubblicata proprio nel pomeriggio di ieri il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, ha giudicato positivamente gli interventi in atto, definendo la demolizione delle costruzioni illegali “la migliore cura preventiva contro il vecchio e nuovo abusivismo”.

Nella giornata di ieri, comunque, le tensioni registrate nel corso della mattinata si sono via via allentate con il passare delle ore. Gli operai, davanti ai funzionari del Comune di Agrigento e della Digos incaricati di eseguire le disposizioni giudiziarie, hanno sfondato il cancello e la porta della villetta superando in parte le resistenze di amici e parenti dei proprietari della villetta che avevano bloccato l’autista della ruspa. Dopo varie trattative i macchinari hanno ripreso il loro lavoro, limitandosi però alla demolizione della sola veranda dello stabile a causa del rinvenimento di alcune lastre di amianto.

Oggi dovrebbe arrivare una ditta specializzata per rimuovere il pericoloso materiale, lavoro per cui saranno necessari circa due giorni. Soltanto quando il manufatto sarà bonificato si continuerà la demolizione.

Articolo pubblicato il 08 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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