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Partecipate senza onorabilità
di Federico Arcidiacono

Applicare in Sicilia la direttiva Saccomanni per le aziende di Stato rafforzando le responsabilità degli amministratori. Conti in rosso, eccesso di personale, Cda strapagati e servizi scadenti

Tags: Partecipate, Corte Dei Conti, Sprechi, Regione Siciliana



PALERMO - Bilanci drammaticamente in rosso, un mostruoso numero di dipendenti, servizi alla collettività da terzo mondo e un gravoso fardello per gli Enti che ne fanno parte. Questo rappresentano, nella maggior parte dei casi, le aziende partecipate siciliane, il cui più che decennale fallimento è stato più volte certificato dalla Corte dei Conti.
Ad aggravare la situazione, ciò che avviene all’interno di molti Consigli di amministrazione, i cui componenti percepiscono corpose indennità senza che queste abbiano una diretta connessione con l’andamento dell’azienda in questione. In pratica, se le cose vanno bene o male non cambia nulla: alla fine tutti percepiscono tanti bei soldini e nessuno paga in caso di risultati negativi.
Anzi, ci correggiamo. Alla fine qualcuno paga, ma sono sempre i cittadini.

Articolo pubblicato il 09 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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