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Sant’Angelo di Brolo, borgo antico di origine normanna ricco di chiese
di Annalisa Di Stefano

Centro nebroideo dal passato fastoso che sorge tra ulivi, aranci e noccioli

Tags: Sant’Angelo Di Brolo



Un borgo di origine normanna, nel cuore del parco dei Nebrodi, tra ulivi, aranci e noccioli, nato dopo la vittoriosa battaglia contro i Saraceni di re Ruggero II, dove sorge l’attuale contrada Altavilla. La leggenda popolare fa risalire la vittoria all'intercessione dell’Arcangelo Michele, in onore del quale, infatti, Ruggero fece edificare un’abbazia, affidandola ai padri Basiliani. Attorno ad essa si sviluppò il centro abitato, che prese il nome dal monastero voluto dal sovrano normanno e dalla parola brolum che, nel linguaggio medioevale, significava “campo coltivato”.

L’abbazia, oltre che fungere da richiamo per altri ordini monastici che diedero impulso all’architettura religiosa con la costruzione di chiese e conventi, divenne in breve tempo un importante centro culturale ed ospitò una preziosa biblioteca.
A Sant’Angelo di Brolo risedettero numerosi principi, tra i quali don Filippo Amato Angotta, principe di Galati, che qui nacque nel marzo del 1590. Alcuni membri della sua nobile famiglia, originaria della Spagna, nella Terra di S. Angelo ricoprirono le cariche di proconservatore e di giurato tra il XVI al XIX secolo. In contrada Piano Croce sorge ancora l’antica torre saracena con lo stemma  degli Angotta e degli Amato.

A testimonianza del passato fastoso del piccolo centro nebroideo, rimangono i palazzi gentilizi che sorgono nelle piazze e lungo le vie, con i  portali in pietra arenaria scolpita e le ringhiere in ferro battuto.

Il paese è anche ricco di chiese. La più antica è la chiesa Madre consacrata a Santa Maria, essendo stata ricostruita nel 1534 su un impianto preesistente. Al suo interno, tra altari barocchi e pregevoli paramenti ed arredi, alcuni dei quali facenti parte del tesoro dei monaci basiliani, custodisce numerose opere d’arte, tra cui un antico organo realizzato da Annibale Lo Bianco, uno dei più importanti organari siciliani del Settecento, e paliotti settecenteschi ricamati in seta e fili d'argento e d'oro. Numerosi dipinti e sculture sono custoditi anche nella chiesa di S. Filippo e Giacomo, che fu cappella di famiglia degli Amato e che rappresenta uno dei più bei monumenti di Sant’Angelo di Brolo. La chiesa di S. Domenico, originariamente dedicata a S. Antonio, e risalente alla prima metà del Cinquecento, ha l'abside impreziosito dagli stucchi di Aloisio Piscott della scuola del Serpotta e da affreschi. I locali dell’annesso convento sono stati invece destinati ad accogliere gli uffici del comune.

In piazza San Salvatore sorge la settecentesca chiesa del SS. Salvatore, con una bella facciata rinascimentale, sede del museo d'arte sacra. Il museo dedicato agli angeli è invece ospitato nelle sale del chiostro della chiesa di San Francesco, costruita nel 1596 assieme all'annesso convento, conosciuta col nome di Santa Maria degli Angeli, che conserva la scultura lignea del Crocifisso, realizzata nel 1644 da fra’ Umile da Petralia. Si tratta di un museo unico nel suo genere poiché vi sono esposti disegni, incisioni, fotografie, sculture e pitture su vetro e su tela raffiguranti l’angelo, donati da diversi artisti italiani e realizzati tra il 1984 e il 2011.

Articolo pubblicato il 15 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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