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Quotidiano di Sicilia

Ambiente, la Sicilia è in Africa
di Rosario Battiato

Parametri su rifiuti, aria, depurazione e fognature lontani dall’Ue. Le sanzioni non servono a determinare i risultati. Acque reflue: Regione commissariata in 13 interventi perché non sa spendere

Tags: Ambiente, Sicilia, Unione Europea, Rifiuti



PALERMO – Ci stanno provando in tutti i modi sia da Roma che da Bruxelles, ma pare proprio che la Regione in Europa non ci voglia stare. Da una parte con le buone, finanziando interventi per bonificare le discariche illegali o avviare i lavori per i depuratori, e dall’altra con le cattive, minacciando e confermando le sanzioni a cui presto potrebbero aggiungersene delle altre.
L’ultima frontiera escogitata dal governo romano si chiama “commissariamento”, cioè i famosi poteri sostitutivi anticipati nello Sblocca Italia, perché Roma non ci sta a pagare le multe causate dai ritardi isolani e dall’assenza di una normazione adeguata che ancora lamenta l’assenza di un piano dei rifiuti e un piano di risanamento della qualità dell’aria aggiornati.
La situazione resta statica, vale anche per le discariche siciliane ancora da bonificare dopo la sentenza di condanna all’Italia dello scorso dicembre.

Articolo pubblicato il 15 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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