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Quotidiano di Sicilia

Via agli incentivi a donne e under 35 per investimenti fino a 1,5 mln euro
di Gianluca Di Maita

Pubblicato sulla Guri n. 206 del 5 settembre il decreto n. 140/15 che contiene il regolamento del Mise a favore delle piccole imprese. Lo Stato concederà le agevolazioni finanziarie fino a un massimo del 75% per una durata di 8 anni

Tags: Lavoro, Donne, Impresa, Pmi, Incentivi, Agevolazioni, Mise



Nuovi incentivi a tasso zero per donne (di qualsiasi età) e giovani (under 35) che vogliono creare nuove imprese competitive. È il piano di agevolazioni previsto dal regolamento del ministero dello Sviluppo Economico, pubblicato sulla Guri dello scorso 5 settembre col decreto n. 140 dell’8 luglio 2015, che entrerà in vigore il 20 settembre e andrà a sostituire il titolo I del decreto legislativo n.185 del 2000.

Una misura che si rivolge alle società, anche cooperative, con sede sull’intero territorio italiano, composte prevalentemente da giovani oppure da donne. Micro e piccole imprese, costituite da non più da 12 mesi dalla data di presentazione della domanda, che potranno richiedere finanziamenti senza interessi per progetti di investimento fino a 1,5 milioni di euro, i quali dovranno essere completati entro 24 mesi.

Sarà pari al 75% il massimo della spesa che potrà essere coperta dalle agevolazioni concesse dallo Stato, per una durata di 8 anni e compatibilmente a quanto previsto dal regolamento europeo “de minimis” (n.1998 del 2006), che a fronte di un divieto generalizzato di “aiuti di Stato” alle imprese, consente invece degli apporti di minore importanza.

L’impresa beneficiaria potrò richiedere l’erogazione delle agevolazioni in non più di tre stati di avanzamento lavori, il primo dei quali non potrà essere inferiore al 25% dei costi ammessi. L’ultimo di essi invece non può essere inferiore al 10% dei costi ammessi.

Sarà tuttavia onere della impresa, ai fini dell’ammissione della domanda, dimostrare di poter garantire la copertura finanziaria, anche attraverso finanziamenti esterni ma comunque privi di qualsiasi tipo di origine pubblica, per un ammontare pari al 25% delle spese ammissibili complessive.
 
Inoltre come cita il regolamento “Il finanziamento agevolato è restituito dall'impresa beneficiaria, senza interessi, secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate scadenti il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno, a decorrere dalla prima delle precitate date successiva a quella di erogazione dell'ultima quota a saldo del finanziamento concesso”.

Le iniziative cui si rivolge il piano di incentivi, riguardano: la produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli; l’erogazione di servizi in qualsiasi settore; il commercio e il turismo; infine ulteriori settori di particolare rilevanza per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile (fruizione dei beni culturali e innovazione sociale).

Le spese potranno coprire consulenze specialistiche, programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, lavori sul suolo aziendale, fabbricati e opere murarie, macchinari, impianti e attrezzature. Finanziabili altresì i costi sostenuti per la formazione specialistica dei soci e dei dipendenti.

Per quanto riguarda il soggetto gestore cui si rivolgeranno le imprese durante tutto l’arco del finanziamento, questo è Invitalia, che riceve le domande di ammissione alle agevolazioni, verifica la presenza delle condizioni di ammissibilità, effettua la valutazione dei progetti proposti e provvede alla concessione e all’erogazione delle agevolazioni.

Tra le attività di Invitalia ci sarà inoltre quella di monitoraggio e controllo del corretto avviamento del progetto oggetto di finanziamento, il quale se non rispetterà i tempi previsti dal regolamento in merito ai tempi di completamento potrà essere privato degli aiuti concessi dallo Stato.

Articolo pubblicato il 15 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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