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Tasse degli atenei siciliani, Medicina tra le più onerose
di Paola Giordano

La somma richiesta a Catania è stata 40 euro, mentre a Palermo ben 55 euro. 57.071 gli iscritti al test, ma solo 9.530 i posti (dati Miur)

Tags: Università, Test



È da anni una delle professioni più ambita tra i diplomati – e non solo - di tutta Italia e i numeri lo confermano: stando ai dati resi noti dal Miur, quest’anno, infatti, sono stati in 57.071 ad essersi iscritti al test unico per l’accesso ai corsi di laurea di Medicina e chirurgia e di Odontoiatria e protesi dentaria che si è tenuto lo scorso 8 settembre.

I posti disponibili però sono solo 9.530 per Medicina e 792 per Odontoiatria: ciò vuol dire che all’incirca soltanto un candidato su sei  riuscirà a realizzare il sogno di iniziare il percorso universitario per diventare un medico o un odontoiatra. Eppure gli oltre 57.000 aspiranti medici e odontoiatri hanno dovuto versare una tassa di iscrizione alle prove d’accesso che varia da ateneo ad ateneo e che, soprattutto per coloro i quali non supereranno il test, si trasformerà un piccolo capitale perduto. Il quale, cifre alla mano, non è neanche troppo piccolo in alcune Università. Gli atenei siciliani hanno infatti richiesto una somma non indifferente per perfezionare l’iscrizione alla prova di ammissione: se Catania si è “accontentata” di ricevere da ciascun candidato 40 euro, Palermo di euro ne ha chiesti ben 55 e Messina ha ritenuto opportuno chiederne addirittura 90.

Queste cifre, che moltiplicate per il numero dei partecipanti ai test per l’accesso ai corsi a numero programmato costituiscono un bel gruzzoletto per le casse universitarie, risultano tra le più alte d’Italia: l’Università di Padova, ad esempio, ha richiesto agli aspiranti medici un contributo di soli 27 euro, ovvero meno di un terzo di quanto reclamato dall’ateneo messinese.

Tali differenze tra un’università e l’altra potrebbero destare disappunto se si riflette sul fatto che l’ateneo padovano è al secondo posto nella classifica dei migliori corsi di medicina mentre quello messinese è solo ventiquattresimo, Catania è ventinovesima e Palermo si posiziona nel penultimo gradino della classifica.

A dominare la classifica dei corsi di laurea in Medicina all’interno della Grande Guida Università 2015-2016 realizzata dal quotidiano la Repubblica in collaborazione con il Censis è l’Università di Pavia; la medaglia di bronzo va invece all’ateneo udinese. Quali sono le cifre che hanno chiesto queste due università? 54 e 45 euro.

Fare il test di Medicina in Sicilia è dunque più oneroso che sostenerlo nei migliori corsi di laurea d’Italia e un’analoga situazione si presenta per i corsi triennali delle Professioni sanitarie: a cambiare sono gli atenei sul podio (Udine, Modena-Reggio Emilia, Torino) ma le posizioni di quelli siciliani e le differenze nei costi sono all’incirca le stesse. Un vero paradosso, insomma.

Articolo pubblicato il 16 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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