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I più poveri in tutto, anche in educazione
di Fallico Rossella

Il Rapporto di Save the children “Illuminiamo il futuro 2030” rivela che un alunno italiano su quattro non raggiunge le competenze minime in matematica e uno su cinque in letteratura. Siamo agli ultimi posti tra i Paesi Ocse, ma la Sicilia è riuscita a fare addirittura peggio

Tags: Save The Children



CATANIA - “La povertà educativa, cioè la mancanza delle competenze necessarie per uno sviluppo adeguato e per farsi strada nella vita, è una mina innescata sul futuro di migliaia di bambini e adolescenti siciliani”. Questa la situazione, alquanto allarmante, delineata dal recente rapporto Save the Children dal titolo “Illuminiamo il futuro 2030 - Obiettivi per liberare i bambini dalla Povertà Educativa”, nell’ambito della Campagna “Illuminiamo il Futuro”.

Competenze, scolastiche e non, che consentono a bambini di diventare adulti con la consapevolezza che l’educazione, la conoscenza e la cultura siano una triade fondamentale per la crescita sana di chi voglia rapportarsi con gli altri nella società, intravedendo un futuro. Capacità e conoscenza che si acquisiscono soprattutto a scuola, senza tralasciare il ruolo della famiglia e del contesto culturale e sociale in cui essa si trova.

In Italia, il 24,7% degli alunni di 15 anni non supera il livello minimo di competenze in matematica e il 19,5% in lettura, livelli misurati attraverso i test PISA. Si trovano, quindi, in uno stato di povertà cognitiva. Non sono in grado di ragionare in modo matematico, utilizzare formule, procedure e dati, per descrivere, spiegare e prevedere fenomeni, in contesti diversi. Nel caso della lettura, non sono in grado di analizzare e comprendere il significato di ciò che hanno appena letto.
 
Nel Belpaese per le competenze minime a scuole, tra gli adolescenti di 15 anni uno su quattro non supera il livello minimo di competenza in matematica, ed uno su cinque non supera quello nella lettura: nelle specifico, secondo i risultati evidenziati dal rapporto, nella nostra Isola il 37% degli adolescenti non raggiunge la competenza minima in matematica, ed il 30% non raggiunge quella relativa alla lettura. Anche nel resto del Sud la musica è sempre la stessa: considerando la Calabria si registra un 46% di adolescenti che non raggiunge la competenza minima in matematica; ed un 37% di ragazzi che non raggiunge quella nella lettura; lo stesso vale per la Campania (che registra rispettivamente 36% e 28%) e per la Puglia ( 26% e 17%).

La povertà della famiglia influisce notevolmente nel quadro appena descritto: nelle famiglie più svantaggiate si registra un 36% di alunni che non raggiungono la competenza in matematica, ed un 29% per la lettura; dati che si riducono notevolmente se si considerano alunni inseriti in una contesto famigliare meno svantaggiato del precedente: in questo caso si ha rispettivamente il 10% di adolescenti che non raggiungono la competenza minima in matematica, ed un 7% per la lettura.

La povertà socio-economica dei genitori
influenza la povertà educativa dei ragazzi in modo diverso, a seconda della zona geografica. Nel Nord-Ovest, nel Nord-Est e nel Centro Italia la percentuale di adolescenti in famiglie maggiormente svantaggiate che non raggiungono le competenze minime in matematica si attesta tra il 26,2% ed il 31,2%, mentre al Sud e nelle Isole, raggiunge rispettivamente il 44,2% e il 41,9%. Situazione analoga si riscontra rispetto ai livelli minimi in lettura: se nel Nord-Ovest il 22% dei minori è in povertà educativa, lo è il 34,5% nel Sud e nelle Isole.

Considerando le differenze di genere, il 23% della popolazione femminile presa in esame non ha adeguate competenze matematiche, mentre i maschi senza una buona preparazione sono leggermente di meno, il 20%. Tuttavia le femmine sembrano cavarsela meglio con la lettura (solo l’11%  è impreparato) rispetto ai maschi (23%).

Le disuguaglianze di genere sono significativamente associate al contesto geografico. Le ragazze meridionali sono maggiormente svantaggiate sia in matematica che in lettura, rispetto alle loro coetanee settentrionali. La percentuale delle ragazze che non raggiungono le competenze minime in matematica è del 32% al Sud, esattamente il doppio di quanto accade al Nord (16%) e assai di più che al Centro (20%). Ma anche i ragazzi del Mezzogiorno appaiono indietro rispetto ai loro coetanei del Nord e del Centro: il 28% di loro non raggiunge le competenze minime in matematica, anche in questo caso il doppio di quanto avviene al Nord (14%) e in parte al Centro (16,5%). Una distanza percentuale quasi altrettanto ampia si ha per la lettura, con il 30% dei maschi quindicenni che non raggiunge i livelli minimi al Sud rispetto al 18,5% del Nord e il 20% del Centro.

Una povertà educativa che coincide anche con povertà e problemi nelle strutture scolastiche: in Sicilia il 26% di aule didattiche non sono dotate di una connessione internet. Ma non solo. Anche le attività ricreative e culturali svolte dagli adolescenti (sport, internet, teatro, concerti, musei, siti archeologici, lettura di un libro) possono influire sulla crescita: in Italia solo il 20% di minori di età compresa tra i 6 e i 17 anni svolge due attività; il 3% ne svolge sette. Le differenze regionali sono consistenti, ma solo a Trento e Bolzano la percentuale di chi non ha frequentato 4 o più attività ricreativo-culturali scende sotto il 50%. Nelle regioni del Mezzogiorno la media dei bambini e adolescenti in svantaggio educativo supera il 60%, con punte dell’80% in Calabria, Sicilia e Campania, e nelle regioni del Cenro-Nord Italia il dato si avvicina al 60%.

L’Italia si colloca, nella speciale classifica dei “low achievers” in matematica, al 24° posto su 34 paesi OCSE. In ambito europeo, lo Stivale si posiziona prima soltanto del Portogallo, della Svezia e della Grecia, che presentano rispettivamente le seguenti percentuali di ‘low achievers’: 25%, 27% e 36%.
 

 
Sicilia, 3 “punti luce” per contrastare la povertà educativa
 
Nel maggio 2014 Save the Children ha lanciato la campagna “Illuminiamo il Futuro” per contrastare la povertà educativa in Italia e sostenere i Punti Luce, spazi dove bambini e adolescenti possono seguire gratuitamente attività educative, ricreative e culturali.
Ad oggi Save the Children ha aperto 13 Punti Luce in 8 regioni in Italia. Sono stati direttamente coinvolti nelle attività dei Punti Luce 4.510 beneficiari di cui 2.854 frequentanti regolari e sono state erogate 300 doti educative. Nello specifico esiste un punto luce a Catania, a San Giovanni Galermo, con il CSI Comitato provinciale Catania, uno a Palermo nel quartiere Zisa, con l’Associazione Inventare Insieme ed infine uno sta per essere creato nel quartiere Zen 2 con l’Associazione Laboratorio Zen Insieme.

Articolo pubblicato il 17 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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