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Riforma costituzionale all'esame del Senato
di Redazione

Opposizioni all’attacco, ma Renzi non vuol rallentare sulla tabella di marcia

Tags: Senato, Matteo Renzi, Pietro Grasso



ROMA – Le riforme arrivano in Senato, accompagnate dalle immancabili proteste delle opposizioni: era stato chiesto, infatti, di fare slittare l'inizio dei lavori a dopo l'arrivo del parere della Commissione Bilancio sul finanziamento delle missioni internazionali, ma tale richiesta è rimasta inevasa e la maggioranza è andata subito all'esame del Ddl Boschi facendo parlare le opposizioni di “inaccettabile accelerazione”.

A rispondere è stato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. “Se sei mesi a lettura vi sembra un andare di fretta... Questa riforma è attesa da settant’anni, la prima Commissione risale al 1983, quando io andavo alle elementari”, ha sottolineato durante la conferenza congiunta con il collega lussemburghese Xavier Bettel.

“Proseguiamo con la riforma costituzionale - ha poi confermato il presidente Grasso – senza variazioni al calendario".
Sul merito della riforma si è espresso il leghista Roberto Calderoli, il papà del Porcellum, per il quale il combinato di Italicum e Ddl Boschi costituisce la base per un “ritorno al fascismo”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il senatore di Forza Italia Lucio Malan, il quale ha parlato di un “Soviet supremo” che verrebbe a crearsi con la riforma.

“Confidiamo di trovare in Mattarella – ha invece scritto Beppe Grillo sul proprio profilo Facebook - la sensibilità istituzionale e l'attenzione che è mancata nell'Aula del Senato. Una sensibilità che il Capo dello Stato ha sempre manifestato, come dimostrano le sue autorevoli parole pronunciate nel discorso in Aula nel 2005, proprio mentre si discuteva di riforma costituzionale e in cui il M5s si ritrova completamente”.

Renzi, intanto, ha ribadito la tabella di marcia già fissata da tempo: approvazione entro il 15 ottobre, a gennaio nuovo passaggio della riforma alla Camera, e referendum nel 2016. “I cittadini – ha affermato - studieranno la riforma che riduce il numero dei politici e aumenta il livello qualitativo della politica. Cosa si può volere di più dalla vita?”.

Sull'ipotesi di abolizione totale della Camera Alta del Parlamento, dopo aver smentito di aver detto di “volerne fare un Museo”, Renzi ha spiegato: “Se Grasso, se il presidente del Senato, deciderà per l'emendabilità dell'articolo 2 decideremo di conseguenza”.
Parole alle quali ha risposto a stretto giro il senatore della minoranza dem, Corradino Mineo: “Sono d'accordo con il segretario del Pd. E presenterò con altri senatori l'emendamento soppressivo del Senato”.

La minoranza Pd sembra orientata a ripresentare i suoi emendamenti alle riforme costituzionali anche per l'esame d'Aula. In linea di massima, si parla delle stesse 17 proposte di modifica depositate in Commissione. Tre si riferiscono al nodo dell'articolo 2, e fra questi c'era anche la proposta di diminuire da 630 a 500 i deputati.

Articolo pubblicato il 18 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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