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Cliniche private, la Regione copre fino a 471,5 milioni
di Andrea Carlino

Gli aggregati di spesa disponibili per provincia sono nel decreto del 12 agosto 2015 dell’assessore Gucciardi sulla Gurs n. 37/15. Per i ricoveri ordinari l’Asp di Catania può erogare 152,5 milioni €, quella di Palermo 147,1 milioni

Tags: Sanità, Clinica Privata



PALERMO - Sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana n. 37 è stato pubblicato il decreto del 12 agosto, a firma dell’assessore per la Salute, Baldo Gucciardi riguardo gli aggregati di spesa da privato per il 2015.
Il nuovo provvedimento, figlio della razionalizzazione della spesa pubblica, contribuisce a mantenere l’equilibrio finanziario del Sistema sanitario regionale, fissando i differenti tetti di spesa da dedicare ad ogni singolo comparto.

Le Aziende sanitarie provinciali, nelle quali si dovesse profilare durante l’anno il superamento della spesa prefissata, dovranno stipulare con i centri privati operanti sul proprio territorio di competenza appositi accordi integrativi, quantificando il fabbisogno aggiuntivo, tenuto conto delle eventuali disponibilità di prestazioni erogabili presso i centri pubblici dello stesso territorio.

Nella determinazione dei budget da assegnare per l’anno 2015 alle case di cura, i direttori generali delle Asp dovranno tenere conto del rapporto tra il budget del 2014 e i tetti di spesa provinciali tenendo distinte le quote per acuti, lungodegenza e riabilitazione.
Fondi previsti per tutte le nove aziende sanitarie provinciali. Per Agrigento nessuna quota per lungodegenza e riabilitazione, 12,2 milioni per la quota ricoveri per acuti. Per Caltanissetta 254 mila euro per quota lungodegenza, 3,7 milioni per riabilitazione, 10,3 milioni per la quota ricoveri per acuti per un totale di 14,3 milioni.

Per Catania, invece, 2 milioni per la quota lungodegenza, 33 milioni, per la quota riabilitazione, 117,4 per la quota ricoveri per acuti per un totale 152 milioni. Invece per Messina sono 609 mila euro per la quota lungodegenza, 8,6 milioni per la quota riabilitazione, 57 milioni per ricoveri per acuti per un totale di 66 milioni di euro.

Per Palermo, invece, 2,9 milioni per la quota lungodegenza, 6,5 milioni per la riabilitazione, 137,6 milioni per ricoveri per acuti. Il totale per l’Asp del capoluogo di regione è di 147 milioni di euro, cinque in meno di Catania. 8 milioni di euro in totale per Ragusa, l’Asp a cui viene destinata la minor somma: niente per lungodegenza, 3,1 per riabilitazione, 5,2 per la quota ricoveri per acuti. 35 milioni per Siracusa: 3,9 per la riabilitazione, 31,7 per ricoveri per acuti. 17 milioni, infine, per Trapani: 4,3 per la quota riabilitazione, 12,7 per ricoveri per acuti.

Alle case di cura con budget misto è consentito di spostare, entro i limiti del budget complessivo assegnato, la minore produzione di attività verificatasi nelle tipologie di prestazioni relative a lungodegenza e riabilitazione, nella misura massima del 5% in favore dell’attività per acuti. In caso di minore produzione verificatasi nell’attività per acuti, lo spostamento è consentito nella misura massima del 10%, ed entro i limiti del budget complessivo, in favore delle tipologie di attività relative alla lungodegenza ed alla riabilitazione.
Le eventuali economie che si realizzino nell’ambito di ciascun aggregato di spesa provinciale, destinato all’attività ordinaria di ricovero ed a ciascuna tipologia di ricovero dovranno essere redistribuite prioritariamente all’interno dello stesso aggregato di spesa, a condizione che i direttori generali delle Asp, attraverso motivate ed accertate esigenze, provvedano a rinegoziare, entro e non oltre il 30 novembre 2015, i budget delle strutture.

Qualora le economie di spesa non vengano distribuite nell’ambito dell’aggregato di spesa queste dovranno essere utilizzate ad incremento dell’aggregato destinato ai D.R.G. “fuga”.

Le case di cura potranno erogare prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, ad eccezione delle prestazioni di laboratorio di analisi, esclusivamente nella presa in carico dei pazienti e per assicurare la continuità assistenziale senza alcuna estensione diretta o indiretta del rapporto contrattuale in essere e nel limite massimo del 3% del budget che sarà assegnato per effetto del decreto.
 


Quando i malati di altre regioni scelgono una clinica siciliana
 
Le Aziende sanitarie provinciali assegneranno, per l’anno 2015, alle case di cura un budget destinato alle prestazioni di ricovero per acuti e post-acuti erogate in favore dei cittadini di altre Regioni (mobilità attiva extra-regionale), in proporzione all’attività sanitaria dalle medesime erogata e riconosciuta nell’anno 2014. Ai fini della remunerazione delle prestazioni erogate in mobilità attiva, si dovrà tenere conto del tariffario regionale vigente, applicando dei criteri senza tenere conto degli abbattimenti previsti in materia.
Per i ricoveri per acuti si riconoscerà: 80% per prestazioni rese con peso minore o uguale a 1,7; 90% per prestazioni rese con peso maggiore di 1,7 e minore o uguale a 2,5; 95% per prestazioni rese con peso maggiore di 2,5; per le prestazioni di riabilitazione e/o di lungodegenza ai cittadini provenienti da altre regioni, si riconoscerà la corrispondente tariffa regionale ridotta del 20%. La riduzione del 20% sarà applicata anche sulla tariffa regionale prevista dopo il 60 (sessantesimo) giorno di ricovero.
Le case di cura - come si legge nel provvedimento -  sono tenute a produrre separatamente alle ASP le fatture comprovanti le prestazioni erogate in favore dei cittadini di altre Regioni (mobilità attiva extra-regionale). Sono 8,4 milioni i fondi destinati per gli aggregati provinciali per mobilità attiva extra regione.  La somma più alta va a Messina con 5,4 milioni; poi Catania 1,6; poi Palermo con 957mila euro, Siracusa con 140mila, Trapani 136mila. Ragusa con 80mila, Agrigento e Caltanissetta rispettivamente con 36mila e 33mila euro.
 


Fino a 9,1 milioni di euro di budget per le prestazioni che le case di cura assicurano per i c.d. Drg “fuga”
 
Allo scopo di ridurre la mobilità sanitaria passiva, cioè il numero di siciliani che scelgono di curarsi fuori con aggravi sulla spesa del sistema sanitario regionale, si prevedono incentivi per le case di cura che erogano quelle prestazioni che sono più richieste proprio da chi va a curarsi fuori, i cosiddetti Drg “fuga”. Le Aziende sanitarie provinciali per l’assegnazione dei budget destinati alla produzione di D.R.G. “fuga” nell’anno 2015 alle case di cura accreditate di media e alta specialità disporranno delle somme indicate nella tabella pubblicata in questo box.
Da considerare, poi, che in sede di stipula dei contratti con le singole case di cura, le Aziende individuano, riportandole nel contratto, le prestazioni relative a ricoveri inappropriati che la struttura si impegna a ridurre. Dunque sono a disposizione: 3,6 mln per Palermo; 2,5 per Catania, 1,6 per Messina. 543mila euro per Siracusa, 326mila euro per Ragusa, 293mila euro per Caltanissetta, 188 mila euro per Trapani. Solo 32 mila euro per Agrigento.
Il budget da assegnare a ciascuna casa di cura per i D.R.G. “fuga” dovrà essere determinato, a prescindere dal setting assistenziale, in proporzione all’ammontare del corrispondente aggregato di spesa provinciale disponibile nel 2015 per tale tipologia di attività, e al valore della produzione di D.R.G. “fuga" erogata nel 2014 da ciascuna struttura al di fuori del budget destinato all’attività ordinaria di ricovero. Per tale finalità i direttori generali delle ASP provvederanno a rinegoziare, entro e non oltre il 30 novembre 2015, i budget delle strutture.

Articolo pubblicato il 18 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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