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Diverso da chi? L'integrazione inizia tra i banchi di scuola
di Serena Giovanna Grasso

I due bandi dal Miur potenziano l’insegnamento dell’italiano in classe e finanziano progetti di accoglienza. Stanziato 1 mln di euro per migliorare l’istruzione degli alunni stranieri (il 9% del totale)

Tags: Scuola, Integrazione, Miur



PALERMO – L’approccio universalista che finora è stato il principio base del funzionamento della scuola, risulta oggi insufficiente ad affrontare questa realtà multiculturale. Cresce sempre più il numero di alunni con cittadinanza non italiana: nell’anno scolastico 2013/2014 si sono contati 800 mila alunni stranieri (il 9% del totale delle popolazione scolastica), di cui oltre la metà sono nati in Italia.
I processi migratori in atto a livello globale hanno modificato anche la scuola e la sollecitano a nuovi compiti educativi. Dipendono infatti anche dalla scuola la velocità e la profondità dell’integrazione di una componente ormai strutturale della popolazione. Dipende dagli esiti dell’esperienza scolastica dei figli dei migranti la possibilità di un Paese di contare, per il suo sviluppo economico e civile, anche sulle intelligenze e sui talenti dei “nuovi italiani”. Infine, è nella scuola che famiglie e comunità differenti possono imparare a conoscersi e a superare le reciproche diffidenze.

In un tal contesto, assai rilevante importanza è assunta dai bandi del ministero dell’Istruzione rivolti all’integrazione scolastica dei bambini stranieri. In particolare, si tratta di un primo bando dal valore di 500 mila euro, importo destinato al potenziamento dell’italiano come seconda lingua, mediante l’organizzazione di corsi e laboratori previsti dalla riforma della scuola, tenuti in orario scolastico o extrascolastico, anche coinvolgendo le famiglie.

Il secondo bando dall’equivalente valore di 500 mila euro è dedicato a progetti di accoglienza e di sostegno linguistico e psicologico per i minori stranieri non accompagnati, fenomeno in esponenziale crescita negli ultimi anni. Verranno realizzati in collaborazione delle strutture di accoglienza che si prendono cura di questi ragazzi.

In totale si tratta di un milione di euro per migliorare l’integrazione e l’accoglienza degli alunni stranieri, a cui potranno accedere le scuole che presenteranno domanda entro il prossimo 15 ottobre.

Tendente al medesimo fine il vademecum “Diverso da chi?”, inviato dal Miur alle scuole, contenente dieci raccomandazioni e proposte per una più efficace e corretta organizzazione dell'accoglienza e dell'integrazione degli alunni con cittadinanza non italiana. Partendo proprio dall’inizio e dunque dalla scuola dell’infanzia, il ministero dell’Istruzione mira a contrastare l’esclusione dei più piccoli da questo  luogo educativo cruciale ai fini dell’apprendimento linguistico e di una buona integrazione. A tal fine, sarebbe opportuno che anche le scuole non gestite dal pubblico offrissero delle tariffe di iscrizione accessibili.

Spostandoci verso i gradi più elevati del sistema scolastico, il MIur consiglia di predisporre dei piani personalizzati da rivolgere agli studenti stranieri nel corso del primo anno della scuola secondaria di primo grado e della secondaria di secondo grado, che comportino se necessario anche modifiche transitorie e non permanenti. Infatti, questi sono gli anni in cui si registra il maggior numero di bocciature, con il rischio di condurre direttamente alla dispersione scolastica. La valutazione di fine anno deve essere coerente con i piani personalizzati e tener conto dei progressi effettivi registrati a partire dalle situazioni in ingresso.

Spesso al completamento della scuola secondaria di primo grado, gli studenti stranieri scelgono di iscriversi in istituti professionali, anche coloro i quali hanno ottenuto ottimi risultati agli esami di terza media. È opportuno quindi che sia attivato un orientamento agli studi più efficace attraverso l’informazione plurilingue alle famiglie sulle caratteristiche dei percorsi di studio e dove occorre attraverso misure di diritto allo studio. Sono dunque da tenere sotto controllo gli eventuali stereotipi di varia natura impliciti nei consigli di orientamento.

Infine, è assolutamente da evitare l’alta concentrazione di alunni con origini migratorie in un’unica classe. Così occorrerebbe promuovere accordi a livello locale al fine di rendere operativi i criteri di equo-eterogeneità nella formazione delle classi, evitando o riducendo i casi di concentrazione delle presenze, ma anche prevedere interventi specifici per le situazioni dove si registra un’alta presenza di alunni con background migratorio.

Articolo pubblicato il 18 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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