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Quotidiano di Sicilia

Francesco Cascio: "Con il Pd un accordo per sostenere le riforme"
di Raffaella Pessina

Francesco Cascio, coordinatore regionale Ncd in replica a tutte le polemiche. Già da due anni e mezzo collaborazione a livello nazionale

Tags: Ars, Francesco Cascio, Ncd



PALERMO - Riprendono oggi pomeriggio i lavori parlamentari a Palazzo dei Normanni con all’ordine del giorno il voto finale per il ddl “Interventi per il finanziamento dei lavori nei bacini di carenaggio nel porto di Palermo”. (n. 991/A) di cui si era discusso nella scorsa settimana.

L’elenco prevede anche la discussione di alcune mozioni (Istituzione di una Commissione parlamentare d’indagine sulla gestione del sistema dei rifiuti in Sicilia – n. 462, Iniziative nei confronti del Governo nazionale per prevenire e contrastare l’aumento degli illeciti connesso ai flussi migratori e assicurare un’ordinata gestione dell’accoglienza dei migranti aventi titolo – n. 463 e la ormai famosa Rimozione del Segretario generale della Presidenza della Regione siciliana – n. 286).

Sul fronte politico proseguono i botta e risposta sull’arrivo in maggioranza da parte del partito di Angelino Alfano, il Nuovo Centrodestra. C’è chi attribuisce il motivo di questa nuova aggregazione alla paura del voto, come dichiarato da Erasmo Palazzotto deputato di Sel. “La paura del voto - prosegue Palazzotto - è il cemento di questo accordo. Per non pagare il conto di anni di inefficienza e di malgoverno si preferisce tirare a campare. “Un governo per le riforme sostenuto da Pd, Udc e pezzi di centrodestra non è una novità per la Sicilia. è lo stesso schema che ha fatto nascere il governo Lombardo, con gli stessi uomini e le stesse scuse che servono a mantenere il potere e non certo a cambiare la nostra regione”. “Le riforme - conclude Palazzotto - sono solo titoli per conferenze stampa e vertici che servono a coprire il vuoto politico di questa nuova maggioranza”.

Pronta la replica di uno dei coordinatori regionali di Ncd, Francesco Cascio: “Nessuno ha mai parlato dell’ingresso di Ncd nella Giunta Crocetta, o nella maggioranza. Con Pd e Udc si è siglato semplicemente un patto politico nell’interesse della Sicilia, per garantire la definizione efficace di alcune riforme strutturali, quindi non comprendo le esternazioni polemiche manifestate in questi giorni, attraverso i mezzi d’informazione, da parte di alcuni colleghi, esponenti nazionali, qualcuno europeo, del mio partito, che, evidentemente, avanzando argomentazioni fuorvianti e inopportune rispetto alla realtà di questo accordo, danno la sensazione di non aver compreso il percorso avviato, oltre che, da essi stessi condiviso, o di voler intavolare sterili polemiche con strumentali mistificazioni dei fatti”. “L’accordo con il Pd - ribadisce Cascio - si inquadra in una consultazione permanente con una forza politica con cui Ncd già collabora a livello nazionale da ben due anni e mezzo, visto che il presidente del Consiglio è anche segretario del Pd, perciò quanti dentro il nostro partito urlano allo scandalo rispetto a questa intesa a livello regionale appaiono piuttosto incoerenti e dovrebbero riflettere prima di abbandonarsi al valzer delle ipocrisie che non giova a nessuno, tanto meno alla Sicilia”.

E avverte i colleghi di partito: “Chiunque si ponga in una posizione critica rispetto alle scelte dei coordinatori regionali su questa intesa, disconosce, in modo irragionevole, un percorso a cui ha preso parte e, soprattutto, dimostra poco senso di responsabilità verso la nostra regione, dove i problemi si possono risolvere solo se si marcia in armonia con il piano nazionale e non certo con le barricate”.

è polemica tra il governatore Crocetta e il primo cittadino del capoluogo Leoluca Orlando. Il presidente della Regione ha fissato per il 29 novembre l’elezione del vertici del liberi consorzi dei comuni e delle città metropolitane, estromettendolo di fatto dalla competizione. “è una data e una scelta politica che si commentano da sole”, critica Orlando. La legge infatti impedisce la candidatura ai sindaci con meno di 18 mesi di mandato, soglia che Orlando raggiungerà solo il 20 novembre, fuori dunque dai tempi utili per la candidatura. E questo varrebbe per circa la metà dei sindaci siciliani. Crocetta ha comunque ribattuto che “La scelta di tale data è stata legata alla necessità di rendere nota la prima applicazione delle nuove procedure e per  dare ai sindaci il periodo più ampio possibile, per consentire loro di preparare le candidature e raggiungere gli accordi necessari”.

Articolo pubblicato il 22 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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