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Quotidiano di Sicilia

Ricerca e sviluppo, Sicilia fanalino di coda
di Serena Giovanna Grasso

L’innovazione è il punto debole dell’Italia. Il Paese ha ridimensionato la spesa all’1,53% del Pil rispetto al 2% dell’Europa. Check-up Mezzogiorno - Confindustria: nel 2013, l’Isola ha impiegato solo lo 0,88 del Pil in R&S

Tags: Ricerca, Sviluppo, Confindustria



PALERMO – Come può la Sicilia e il Mezzogiorno tutto pretendere di uscire dalla crisi se non investe in ricerca e sviluppo? Secondo i dati contenuti all’interno del rapporto Check – up Mezzogiorno, pubblicato lo scorso 28 luglio da Confindustria, il Mezzogiorno è la circoscrizione territoriale che investe la quota di Pil più bassa dell’intero Stivale in ricerca e sviluppo. Infatti, ammonta solo allo 0,9% del Prodotto interno lordo la quota di spesa riservata alla ricerca e allo sviluppo per l’anno 2013, seppur si tratti di una quota in crescita rispetto a quella rilevata nel 2012 (0,85%), si tratta ancora di un dato estremamente contenuto rispetto a quello rilevato nel Centro – Nord (1,43%).

Ad ogni modo, quello dell’Italia centro – settentrionale, a maggior ragione quello del Mezzogiorno, è un dato ancora distante rispetto a quello fissato nell’ambito della strategia “Europa 2020” (1,53%), valore a sua volta ridimensionato per l’Italia rispetto all’obiettivo fissato a livello europeo pari al 2,02%. Per quel che riguarda la nostra regione, è possibile rilevare un perfetto allineamento alla bassissima media meridionale, poiché nel 2013 ha investito solo una quota pari allo 0,88% del prodotto interno lordo in ricerca e sviluppo. Si tratta di un valore bassissimo, naturalmente collocato nella seconda parte della classifica. A far peggio della Sicilia naturalmente ritroviamo tutte le altre regioni meridionali, ad eccezione della Campania che si colloca ai primissimi posti della classifica (1,30%), in più la presenza straordinaria delle Marche (0,79%) e della Valle d’Aosta (0,48%), regione quest’ultima che si colloca al penultimo posto.

La ricerca nel Mezzogiorno è realizzata principalmente in università, a cui si riferisce circa il 50% delle spese del Sud nel 2013, mentre molto più bassa della media nazionale è la spesa delle imprese.

A questo punto non ci sarà certamente da stupirsi se nell’Isola qualsiasi forma di progresso è pari a zero, anzi al contrario si hanno molte più ragioni per parlare di regresso. Certamente il negativo contributo offerto dalla crisi incide parecchio sulla potenziale crescita delle imprese nel Mezzogiorno. Ma buona parte della colpa è da addebitare proprio a queste ultime che non fanno niente per migliorarsi e riscattarsi, cercando di reinventare la propria professione in funzione delle richieste del mercato, in parole povere non si  investe in ricerca e sviluppo. I dati parlano chiaramente. Non è affatto un caso se nel Mezzogiorno una quota maggiore rispetto al Settentrione è di piccole dimensioni: infatti, nel Mezzogiorno e nell’Isola le imprese che non contano più di dieci addetti costituiscono rispettivamente l’89,9% e il 93,1% del totale, circa dieci punti percentuali in più rispetto al resto del Paese. Al contrario, al Nord troviamo una percentuale pressoché doppia di imprese di più ampie dimensioni, con tutto quel che poi ne deriverà certamente in termini economici per quel che attiene crescita, sviluppo e incremento delle opportunità.
 


Nell’Isola il 93,2% delle imprese usa la banda larga
 
PALERMO - Altro importante indicatore di sviluppo è rappresentato dall’uso da parte delle imprese della connessione ad internet mediante la banda larga. Incredibili sono i miglioramenti rilevati nel 2013 rispetto a dieci anni prima. Secondo il rapporto di Confindustria, proprio nel 2003 solo un’impresa su quattro era nella possibilità di usare internet con l’ausilio della banda larga (25,2%); nel 2013 si parla di più di nove imprese su dieci (92,4%). Inaspettatamente la situazione a livello regionale spinge in cima alla classifica proprio la Sicilia, con un tasso di copertura pari al 93,2%, il più alto per il Mezzogiorno. A far brillare di maggior luce la nostra regione sono proprio i miglioramenti perseguiti nel corso di questi dieci anni: infatti, nel lontano 2003 beneficiava della seguente copertura appena il 26,1% delle imprese. All’Isola segue immediatamente la Puglia con il 93,1%, regione il cui progresso è ancora più palpabile, si pensi che nel 2003 si parlava del 17,6%. Mentre è il Molise a far registrare i valori più contenuti per il Mezzogiorno (90,5%).

Articolo pubblicato il 23 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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