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Regione, Piano di rientro arriva oggi a Sala d'Ercole
di Raffaella Pessina

Ieri la seduta è stata rinviata di un’ora e mezza per poi essere aperta e chiusa. Il presidente Crocetta alla ricerca della maggioranza in Ars
 

Tags: Ars, Alessandro Baccei, Rosario Crocetta



PALERMO - Sono stati approvati nella serata di lunedì dalla commissione Bilancio dell’Ars i primi tre articoli della manovra di assestamento del bilancio di previsione per il 2015-2017, dopo i rilievi mossi dalla Corte dei Conti che aveva chiesto al Parlamento regionale un piano di rientro del disavanzo pubblico di circa 7 miliardi di euro. La manovra, presentata dall’assessore all’Economia Alessandro Baccei, include il piano di recupero che dovrebbe permettere alla Regione siciliana di rientrare dal disavanzo del 2014 quantificato in oltre un miliardo e 700 milioni, in sette esercizi successivi con quote annuali di 246 milioni e 264 mila euro circa. Il restante disavanzo di amministrazione, circa 5 miliardi, viene ripianato in 30 esercizi, con quote di 164 milioni 190 mila euro circa. La commissione Bilancio si è riunita anche ieri pomeriggio e di fatto è slittato l’inizio dell’Aula.

Sala D’Ercole infatti ha aperto i battenti regolarmente alle 16, ma con i banchi deserti ed il presidente di turno Antonio Venturino ha rinviato la seduta alle 17.30. Poi per il protrarsi dei lavori della commissione Bilancio la seduta d’Aula è stata rinviata a questo pomeriggio.

Sempre nel pomeriggio di ieri si è tenuto un incontro tra maggioranza e opposizione per trovare un’intesa sul capitolo di spesa per i precari al quale sono stati sottratti nella bozza del Governo 5 milioni di euro l’anno nel 2015 e nel 2016.

In merito al percorso di allineamento di Ncd siciliano all’attuale maggioranza che regge il governo Crocetta, così come stabilito dalle direttive nazionali, non c’è, all’interno del partito di Alfano, unità di intenti. Pietro Alongi, del gruppo Ncd all’Ars in una nota ha chiesto ai coordinatori regionali di incontrare il gruppo Ncd all’Ars e, dopo aver riferito analiticamente sugli esiti dell’incontro di sabato, lungo e foriero di molte pubbliche dichiarazioni, di aprire un indispensabile confronto.
 
“In verità  - scrive Alongi - avrei ritenuto opportuno e pregiudiziale che, su un tema  importante come quello che riguarda il rapporto con il governo Crocetta,  si fosse proceduto ascoltando il punto di vista della base del nostro partito, individuabile anche e soprattutto negli amministratori e nei presidenti dei circoli. Del resto – prosegue - le zone d’ombra dell’intesa sono sotto gli occhi di tutti. Ad esempio, infatti, non sarebbe una novità sostenere i provvedimenti  condivisibili e opporci agli altri: abbiamo, come con i precari, già seguito questa linea di responsabilità senza la enfatizzazioni di percorsi precostituiti. E ancora: come invocare “armonia con il piano nazionale” in presenza di una macroscopica differenza di piani di qualità di governo tra Renzi e Crocetta? Quest’ultimo, purtroppo, ha abbondantemente dimostrato di non avere qualità di governo né pari a quelle nazionali né dispari. Perché, dunque, questo salto in avanti? A meno che sottotraccia non vi siano altre ragioni, altri taciuti obiettivi di potere che, comunque, prima o poi, verrebbero a galla”.
 
Oltre a Ncd un altro gruppo parlamentare è in fermento: si tratta di Sicilia Democratica che sembra non voglia più federarsi con il partito dei Democratici Riformisti di Totò Cardinale. Vi sarebbero infatti ancora posizioni divergenti tra i cinque deputati guidati all’Ars dall’ex Udc, Totò Lentini, per le quali si potrebbe arrivare ad una scissione interna.

Una riunione dei parlamentari è convocata oggi per sciogliere i nodi e procedere all’eventuale federazione tra i due gruppi. In gioco sarebbero anche i  nomi di Luisa Lantieri (ex Grande Sud) e Totò Lentini per un eventuale ingresso in giunta. Solo dopo gli opportuni chiarimenti all’interno dei gruppi all’Ars il governatore potrà quantificare il numero che costituirà la maggioranza in Parlamento, e nel frattempo il governatore riposiziona la scacchiera del suo esecutivo. Avrebbe infatti lasciato l’interim dell’assessorato alle Attività produttive per passarlo a Mariella Lo Bello (già vice presidente e assessore all’istruzione e Formazione professionale).
 
Tramonterebbe quindi definitivamente l’ipotesi di Antonio Fiumefreddo assessore, anche se voci di corridoio dicono che verrà recuperato per un altro incarico. 

Articolo pubblicato il 23 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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