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Ars respinge mozione contro Patrizia Monterosso
di Raffaella Pessina

La manovra correttiva di bilancio stralciata in tre testi distinti. Segretario generale della Regione salvata da 39 deputati

Tags: Ars, Patrizia Monterosso, Bilancio, Trivellazioni



PALERMO - L’Assemblea regionale siciliana non ha aderito ai due referendum abrogativi sulle trivellazioni. Ieri pomeriggio ad inizio seduta si è tenuta la votazione sulle due delibere che erano state predisposte nel corso di un incontro svoltosi il 18 settembre scorso alla Fiera del Levante con la partecipazione dei governatori di Marche, Puglia, Molise, Calabria, Abruzzo, in cui sono stati decisi i quesiti referendari antitrivelle. Quesiti che mirano a dare seguito alla richiesta di referendum abrogativo relativamente ad alcune parti del Decreto Sblocca Italia, nella parte che riguarda le trivellazioni in mare e alle tempistiche sul rilascio delle autorizzazioni. I quesiti in questione riguardano l’abrogazione dell’art.35, comma 1, della legge 134/2012 (conversione del decreto Sviluppo) e l’abrogazione dell’art.38, (in parte dei commi 1, 1bis, 5 e 6) della legge 164/2014 (conversione del decreto “Sblocca Italia”).
 
Secondo i dettami della Costituzione italiana, i quesiti da sottoporre alla consultazione referendaria devono essere depositati all’Ufficio centrale presso la Corte di Cassazione da almeno cinque Regioni. La consegna dovrà avvenire entro il 30 settembre. Hanno già aderito Puglia, Basilicata, Molise, Marche e Sardegna. Dopo la relazione del presidente della commissione Territorio e ambiente Giampiero Trizzino che ha illustrato le proposte di referendum si sono svolte le due votazioni che hanno richiesto una maggioranza assoluta di 46 voti, ma nessuna delle due proposte ha raggiunto il quorum richiesto: la prima ha avuto solo 38 voti favorevoli su 56 presenti e la seconda 32 sì su 49 presenti.

La seduta è proseguita con la comunicazione che il parlamentare Nicola D’Agostino ha aderito al gruppo parlamentare di Sicilia Democratica. Il deputato si era iscritto al gruppo misto dopo aver lasciato l’Udc. In Aula è avvenuta anche la votazione finale del ddl n. 991/A sugli interventi per il finanziamento dei lavori nei bacini di carenaggio nel porto di Palermo.

La legge ora verrà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana. è seguito l’esame della ammissibilità sulla mozione contro il segretario generale della Regione siciliana Patrizia Monterosso. La discussione è avvenuta contrariamente a quanto deciso nel corso di una riunione informale dei capigruppo svoltasi ieri mattina nella stanza del presidente dell’Assemblea Giovanni Ardizzone, poiché vi era l’intendimento di dare priorità all’esame del documento finanziario a Sala D’Ercole, ma non essendo pronta la documentazione, è stata data corsia preferenziale al punto 6 dell’ordine del giorno, appunto la mozione che chiede la rimozione della Monterosso. Sono intervenuti GirolamoTurano e Giorgio Ciaccio sulla validità della mozione che invece è stata clamorosamente bocciata dall’Aula con 18 voti favorevoli, 39 contrari e 3 astenuti su 61 deputati presenti.

A fine votazione si sono levate vibrate proteste dai banchi del Parlamento al punto di dover sospendere per qualche minuto.
Tecnicamente poi l’Aula è stata chiusa per riaprirne una nuova per l’esame dell’assestamento di bilancio. A proposito della manovra finanziaria, la commissione Bilancio dell’Ars martedì a tarda sera ha approvato la manovra di assestamento con tre astenuti di centrodestra e due contrari pentestellati. Sono stati assegnati, tra gli altri, 22 milioni di euro ai forestali, 9 milioni agli ex Pip, 700 mila euro alle associazioni degli  allevatori, 142 mila alla Associazione ciechi, 200 mila alla Associazione Ciechi di Palermo, 2 milioni ai consorzi di bonifica, 4 milioni e 460 mila alla Sas, 1 milione e 900 mila all’Esa (Ente sviluppo agricolo) 3 milioni e 900 mila ai Teatri e 4 milioni di euro ai cantieri di servizio.

Ieri sera in Aula è stato dato l’annuncio che il testo è stato stralciato in tre testi distinti. Il capogruppo Antonello Cracolici è intervenuto chiedendo che intervenga la commissione per il regolamento per verificare le modalità delle procedure.

In Aula Giorgio Ciaccio del Movimento Cinquestelle ha detto di volersi dimettere dalla carica di segretario della commissione Bilancio. Lascia il posto dopo l’ultimo acceso scambio di opinioni con il presidente pro tempore Vincenzo Vinciullo. “Non posso continuare a restare nell’Ufficio di presidenza di una commissione che gestisce le cose calpestando i regolamenti, una sorta di mercato delle vacche, dove si cerca di piazzare sui vari emendamenti la bandierina da sventolare sotto il naso degli elettori della propria provincia” ha detto Ciaccio ai presenti. Mentre scriviamo l’Aula è ancora in corso.

Articolo pubblicato il 24 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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