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Quotidiano di Sicilia

Regione: servizi figure, esuberi
di Carlo Alberto Tregua

Pagare i dg (17+28) in base ai risultati

Tags: Pa, Enti Locali, Sicilia



Sembra monotono ripetere continuamente che è indispensabile, per la pubblica amministrazione regionale e per quella degli enti locali, elencare con precisione quali servizi debbano essere erogati da ogni dipartimento, in che quantità e in quali tempi. In altre parole, è indispensabile che vengano soddisfatte esigenze cognitive, cioè sapere con esattezza che cosa il dipartimento debba fare, quando lo debba fare e con quali risorse professionali e finanziarie. Quanto prima descritto è l’essenziale del Piano industriale o più precisamente Pops (Piano organizzativo per la produzione dei servizi).
Sembra anacronistico e fuori da ogni logica organizzativa la determinazione delle figure professionali (quantità e qualità) senza prima determinare i servizi (qualità e quantità).
È indispensabile che sia la Regione che gli enti locali approvino il Pops e lo pubblichino con immediatezza sui rispettivi siti, in modo che i siciliani possano comprendere se sono amministrati da persone competenti o meno.

I piani così determinati comportano una secca riduzione di risorse necessarie e, quindi, risparmi adeguati sulla spesa corrente e liberalizzazione di risorse finanziarie. Con esse, Regione ed enti locali sono nella condizione di effettuare investimenti in infrastrutture e strutture interne tali da rendere fruibili meglio tutti i servizi. Prima fra queste è la completa informatizzazione di tutti gli uffici, per cui il dialogo fra dirigenti e dipendenti e fra dipendenti e dipendenti, sia a livello centrale che a livello periferico, avvenga esclusivamente per via telematica. Insomma, l’abolizione totale della carta, per la quale gli enti siciliani spendono molti milioni di euro, che si risparmierebbero.
Siccome c’è la caccia al risparmio, non si vede perché non dovrebbero muoversi in questa direzione i dirigenti generali .
 
A proposito dei quali, abbiamo preso atto che i primi 17 sono stati nominati e sono andati a gestire 9 Asp (Aziende sanitarie provinciali) e 8 Ao (Aziende ospedaliere e Policlinici). Il Governo regionale ha tenuto a far sapere che la scelta di questi 17 dg, fra i circa 300 inseriti nell’elenco degli ammessi, è stata effettuata sulla base dei requisiti professionali posseduti da ciascuno e, dunque, essi sono i migliori dell’elenco.
Se è così, lo devono dimostrare a breve, inserendo sui rispettivi siti il Piano industriale di ogni Asp o Ao, suddiviso per servizi, indicando le figure professionali necessarie alla produzione degli stessi. E lo devono dimostrare restando rigorosamente nei binari del loro bilancio preventivo, sforando il quale vanno dichiarati decaduti ipso facto per incompetenza.
La questione che poniamo è di metodo e, dunque, non c’entrano le persone fisiche. Chi sta dentro i binari dell’efficienza e dell’efficacia va premiato, chi sta fuori va cacciato.

Con la legge regionale n. 19 del 16/12/2008, le competenze degli assessorati sono variate, dal 1° gennaio 2010. I dipartimenti scendono a 28 e verranno nominati 28 direttori generali a capo di essi. La ricomposizione dei dipartimenti all’interno dei 12 assessorati per competenza ci sembra abbastanza razionale, anche se si poteva fare qualcosa di meglio. Ma il meglio, come si sa, è nemico del buono.
I ventotto dg avranno il compito di far partire la macchina e farla andare a pieno regime nel corso di qualche mese. Preliminare anche in questo caso è la redazione del Piano industriale, senza del quale non si saprebbe verso quali obiettivi farla muovere. Al riguardo, vi sono alcune importanti direttive del Presidente della Regione (15 settembre 2008, 6 marzo 2009, 7 agosto 2009) e verosimilmente ve ne sarà una quarta prima della fine dell’anno, alle quali i dg devono attenersi, pur disponendo di un’autonomia senza della quale non potrebbero far vedere le loro capacità.
Infine, c’è la questione degli esuberi, cioè di quei dipendenti che all’interno dei singoli Piani industriali dei dipartimenti non servono. Gli esuberi vanno trattati come assistenza sociale e non come servizi pubblici.

Articolo pubblicato il 07 novembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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