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Quotidiano di Sicilia

Efficienza energetica: da ottobre in vigore i tre decreti attuativi
di Bartolomeo Buscema

Anche l’Italia mira soprattutto agli edifici ad energia quasi zero. Ecco come ci si arriverà. In particolare il primo modifica il DM 26 giugno 2009 e introduce linee guida

Tags: Efficienza Energetica



CATANIA - I temi che riguardano l’efficienza energetica e le energie rinnovabili sono ambiti irrinunciabili della politica energetica dell’Unione Europea.

Molta attenzione è posta soprattutto al risparmio energetico del comparto edilizio il quale, come noto, assorbe una notevole fetta del fabbisogno totale di energia. Un criterio per classificare gli edifici è l’efficienza energetica che è data dal consumo energetico specifico, cioè dal consumo energetico annuale per metro quadrato di superficie abitabile riscaldata (kWh/m2anno). L’energia principalmente indicata è quella consumata per il riscaldamento invernale, perché, nella maggior parte dei paesi europei, questa occupa il primo posto dei consumi energetici in un edificio residenziale. In paesi dove si hanno estati molto calde, come l’Italia e in particolare la Sicilia, si dovrebbe aggiungere anche l’energia consumata per la refrigerazione estiva. Per avere un ordine di grandezza possiamo dire che, in Italia, il consumo medio energetico di un edificio residenziale ammonta a circa 160 kWh/m2anno, di cui 106 kWh/m2anno per il riscaldamento.

Un edificio a basso consumo, cioè più efficiente, dovrebbe consumare tra 25 e 60 kWh/m2anno, in pratica un terzo. Ecco, quindi, la necessità di una drastica riduzione dei consumi energetici nel comparto dell’edilizia. Punto di partenza è la Direttiva europea 2002/91/CE: “Rendimento energetico nell’edilizia”, indicata con l’acronimo EPBD (Energy Performance Buildings Directive). L’Italia ha recepito nel tempo tale direttiva pubblicando diversi Decreti legislativi.

I primi due decreti, in ordine cronologico, sono il D.Lgs. 192/2005, entrato in vigore l’8 ottobre 2005, e il D.Lgs. 311/06, valido dal 2 febbraio 2007, che ne ha modificato e integrato alcuni articoli. Due anni dopo vengono pubblicati i Decreti attuativi di riferimento, ossia il DPR 59/09, sui requisiti minimi da rispettare, e le Linee Guida Nazionali, uscite con il DM 26 giugno 2009, sul tema della certificazione energetica.
 
Nel mese di luglio 2010, l’Unione  Europea ha, poi, modificato le indicazioni sull’efficienza energetica, con la nuova Direttiva 2010/31/UE sul rendimento energetico nell’edilizia. In Italia, la risposta a questa Direttiva tarda ad arrivare e bisogna attendere fino a giugno 2013, quando viene pubblicato il D.L. 63/13: “Disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell’edilizia per la definizione delle procedure d’infrazione avviate dalla Commissione europea, nonché altre disposizioni in materia di coesione sociale”, documento convertito in Legge ad agosto dello stesso anno con la Legge 90/13.
 
È solo a fine giugno 2015 che vengono emessi i 3 tanto attesi Decreti attuativi, che finalmente il 15 luglio sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale, definendo: le prescrizioni minime e le modalità di verifica per edifici di nuova costruzione ed esistenti in funzione dell’ambito d’intervento, nonché le prescrizioni minime dell’edificio a energia quasi zero; la nuova classificazione energetica; i nuovi modelli per la relazione tecnica. I Decreti, che entreranno in vigore il prossimo primo ottobre, oltre a introdurre significative modifiche in materia di efficienza energetica, mirano soprattutto agli edifici energia quasi zero.

Dal 1° gennaio 2021, infatti, tutti i nuovi edifici e quelli sottoposti a ristrutturazioni significative dovranno essere progettati e realizzati cercando di ridurre al minimo i consumi energetici e favorendo l’uso delle fonti rinnovabili. Per gli edifici pubblici tale scadenza è anticipata al 1° gennaio 2019. Vediamo, in sintesi,i principali contenuti di tali decreti.

Il primo Decreto modifica il DM 26 giugno 2009 e introduce le nuove Linee guida nazionali per l’Attestazione della Prestazione Energetica degli edifici (APE 2015). Per evitare la frammentazione a livello locale delle regole sulla certificazione energetica degli edifici, il nuovo modello di APE sarà uguale per tutto il territorio nazionale. Inoltre, le linee guida prevedono un catasto energetico unico per tutto il territorio nazionale denominato Siape che sarà istituito dall’Enea o entro la fine del 2015 e a marzo di ogni anno dovrà essere aggiornato da parte delle Regioni e Province autonome con i dati relativi agli attestati dell’ultimo anno. In particolare, il catasto energetico, comprende la gestione nazionale degli attestati di prestazione energetica, degli impianti termici e dei relativi controlli e ispezioni pubblici. Nel Decreto viene, inoltre, indicato che Regioni e Province autonome devono definire piani e procedure di controllo che consentano di analizzare almeno il 2% all’anno degli APE depositati territorialmente. I controlli saranno orientati alle classi energetiche più efficienti.

Le nuove classi energetiche sono 10: A4, A3, A2, A1, B, C, D, E, F, G (dalla più efficiente alla meno efficiente). Il certificatore dovrà obbligatoriamente effettuare almeno un sopralluogo presso l’edificio o l’unità immobiliare e dovrà indicare nell’APE le eventuali proposte per migliorare l’efficienza energetica, consigliando gli interventi di ristrutturazione o di riqualificazione energetica e informando il committente sugli incentivi disponibili per realizzarli.

(1. Continua)

Articolo pubblicato il 28 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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