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Quotidiano di Sicilia

Regione, Ars cancella 7 mld di residui attivi
di Raffaella Pessina

L’assessore all’Economia Alessandro Baccei: “Occorrono tre miliardi di euro per il 2016”. Inevitabile: si trattava di entrate ormai inesigibili

Tags: Ars, Bilancio, Alessandro Baccei



PALERMO - Riprendono questo pomeriggio i lavori parlamentari a Palazzo dei Normanni con all’ordine del giorno la discussione del ddl su “Razionalizzazione della spesa per incarichi. Abrogazione di norme e Fondo di rotazione per gli interventi straordinari”. Nella seduta di venerdì scorso l’Ars ha approvato con 30 voti favorevoli, uno contrario e 10 astenuti, la manovra di assestamento del bilancio per il 2015/2017. Approvati gli articoli tecnici che accertano il disavanzo complessivo in quasi 7 miliardi di euro e prevedono la cancellazione dei residui attivi.

L’assessore all’Economia Alessandro Baccei aveva spiegato che da novembre la Regione è costretta a bloccare la spesa per il 2015. “Da qui a fine anno non vedremo entrare un centesimo in più, quindi fino ad allora bloccheremo la spesa – ha detto -  Le entrare sono inferiori alle previsioni. Si farà una manovra a novembre ma entro le risorse disponibili. Sto cercando per il 2016 tre miliardi di euro”. Momenti di tensione sui fondi per i consorzi di bonifica tra Baccei e l’assessore all’Agricoltura Sara Barresi che chiedeva invece un incremento. Cancellati sette miliardi di residui attivi (entrate inesigibili), e “questa era l’unica risposta per consentire l’avvio del lavoro per i forestali già da lunedì e per rifinanziare alcuni settori come i ciechi, i malati psichici, bambini affidati ad autorità giudiziaria”, così come dichiarato da Vincenzo Vinciullo, presidente della commissione Bilancio. Sbloccati 38 milioni di euro da destinare ai Comuni e quasi 14 milioni per l’assessorato alla Salute. Un milione e 600 mila euro per ex province, fondi per Aras, Corfilac. Niente fondi ulteriori, invece, al Teatro di Messina, al Teatro Massimo di Palermo, allo Stabile di Catania. Rimasto invariato l’articolo che prevedeva 9 milioni per i forestali. Ridotto il capitolo per gli ex Pip, da 9 a 6 milioni e mezzo.

Via libera anche agli interventi di manutenzione del territorio (1,5 milioni) e ai Cantieri di servizi (4 milioni). Resta invariato il contributo per i talassemici di 733 mila euro, mentre 475 mila andranno all’associazione agricoltori. Incrementato il fondo in favore dei consorzi di bonifica di 1 milione 125 mila euro.

Ottocentomila euro alle società partecipate, per il pagamento di stipendi per il personale che svolge gli straordinari e i notturni nei musei. Pochi in Aula i presenti: 41 deputati su 90.

Assente in massa il gruppo del M5S, che già avevano anticipato il loro no alla manovra: “Avete imbavagliato questo parlamento svuotandolo delle sue prerogative. - ha dichiarato il capogruppo Giorgio Ciaccio - Avete deciso di imporre un regime dittatoriale perchè oramai avete in mano 17 deputati che hanno cambiato casacca e pensate di avere la maggioranza assoluta”. Poi contestando i contenuti della manovra ha aggiunto: “Avete scritto testo di legge che mette mano solo alle categorie che hanno i cosiddetti santi in paradiso lasciando sempre all’angolo la maggior parte dei siciliani bisognosi come i disabili i poveri, i disoccupati e tantissime altre persone. Noi abbiamo chiesto di ridurre le indennità dei parlamentari da 11mila a 5mila euro, non è populismo né demagogia. solo buon senso”.

Hanno disertato anche gli esponenti di Grande Sud-Pid. Durante i lavori aspra la protesta di Giuseppe Milazzo di Forza  Italia che ha contestato alla Presidenza il ripetersi del voto di un emendamento ma ha aggiunto:  “non siamo d’accordo su diversi punti, ma voteremo la finanziaria, lo facciamo solo per assicurare gli stipendi a forestali, consorzi di bonifica, precari. Non possiamo non votare l’assestamento”. Questa settimana la commissione Bilancio dell’Ars potrà mettere mano al documento economico di programmazione finanziaria (Def) poiché il Governo regionale lo ha depositato negli uffici di Palazzo dei Normanni. Sempre questa settimana si definirà il progetto di collaborazione tra Udc ed Ncd. Il capogruppo dell’Unione di Centro ha tenuto a sottolineare che “Non si tratta di una fusione tra due gruppi, ma della costituzione di un intergruppo. Per la prima volta creiamo un meccanismo di condivisione di un progetto politico”. “L’intergruppo che assumerà la denominazione di Area popolare - ha detto Turano -. Mentre in Ncd il progetto ha sollevato diversi mal di pancia, noi parlamentari Udc, siamo tutti d’accordo”. Si sta risolvendo il cambio di casacca rifiutato all’Ars.
 
Nicola D’Agostino, prima Udc e poi del Gruppo Misto, aveva annunciato di aderire a Sicilia Democratica, ma tre componenti del gruppo avevano dichiarato pubblicamente di non essere d’accordo a questo ingresso. è stato l’intervento dei coordinatori regionali di Sd (Ezechia Paolo Reale e Giacomo Scala) che hanno invitato i deputati che hanno espresso “perplessità” a rivedere le proprie posizioni. “La chiusura del Partito ad energie nuove rischia – hanno detto Reale e Scala - di apparire un arroccamento a difesa di posizioni personali in un momento in cui occorre far ricorso al senso di responsabilità ed alla massima generosità per superare uno stallo politico che rischia di paralizzare la Sicilia”.

Articolo pubblicato il 29 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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