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Quotidiano di Sicilia

Imprese siciliane, soldi per lo sviluppo
di Rosario Battiato

Ministero Sviluppo economico: a breve in Guri il decreto da 300 milioni per Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Speranze per la ricerca, bassi i dati del tasso di sopravvivenza delle imprese ad alta conoscenza

Tags: Mise, Impresa, Sviluppo, Economia



PALERMO – L’annuncio c’era stato un paio di mesi fa, adesso è arrivata la certezza. Il ministero dello Sviluppo economico ha comunicato l’imminente pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto dello scorso 29 luglio con il quale sono stati assegnati allo strumento agevolativo dei Contratti di sviluppo – la cui gestione è affidata ad Invitalia – 300 milioni di risorse del Programma Operativo Nazionale Imprese e Competitività 2014-2020 Fesr. Fondi destinati al finanziamento di programmi di investimento anche in Sicilia e che potranno dare una mano sostanziosa a un tessuto produttivo che, stando agli ultimi dati Istat, si barcamena tra dati non sempre positivi.

“Con la nuova assegnazione le disponibilità complessivamente destinate ai Contratti di sviluppo raggiungono i 550 milioni e viene così assicurata adeguata risposta alle sollecitazioni del mondo imprenditoriale, che ha dimostrato notevole interesse allo strumento agevolativo”. Lo comunica una nota del Mise che poi prevede come l’attuale dotazione “possa essere aumentata ed integrata in funzione delle concrete risultanze dell’intervento e dell’effettivo fabbisogno espresso dalle imprese”.

I contratti di sviluppo, finanziati dal Mise anche con il contributo delle Regioni coinvolte nei programmi e con Invitalia come soggetto attuatore della misura, sono gli strumenti principali per favorire la realizzazione di investimenti, anche esteri, di rilevanti dimensioni, soprattutto nelle aree svantaggiate e nel Mezzogiorno. Si rivolgono al settore industriale, come già avvenuto in passato, ma anche al turismo e al commercio.
 
La nuova formulazione, modificata rispetto al precedente Contratto di programma, riguarda anche le imprese estere che hanno una sede stabile in Italia, semplifica le procedure e finanzia progetti di ricerca e di sviluppo sperimentale. “La nuova normativa dello strumento agevolativo – spiegano dal Mise – ha introdotto evidenti semplificazioni procedurali a vantaggio delle imprese beneficiarie e consente la presentazione di programmi di sviluppo nei settori industriale, della tutela ambientale e del turismo.
 
Nell’ambito dei programmi riguardanti il settore turistico possono essere agevolate anche attività commerciali, per un importo non superiore al 20% del complessivo programma di sviluppo”. Tutte le informazioni si trovato sul sito www.sviluppoeconomico.gov.it.

Per le imprese isolane in difficoltà potrebbe trattarsi di un altro gancio traino cui appigliarsi. Ancora nel 2014 il tasso di iscrizione netto al registro delle imprese (imprese iscritte meno imprese cessate sul totale delle imprese registrate nell’anno precedente) è stato negativo in Sicilia (-0,3), a differenza di quanto era avvenuto negli ultimi due anni che avevano dato valori positivi, mentre in Italia (0,2) si è visto il miglior risultato dal 2012.
 
Anche il tasso di innovazione del sistema produttivo, calcolato considerando le imprese con almeno 10 addetti che hanno introdotto innovazioni tecnologiche di prodotto e di processo nel triennio di riferimento in percentuale sul totale delle imprese con almeno dieci addetti, non è comunque particolarmente florido nell’Isola. Il dato siciliano (25%) è inferiore di otto punti percentuali rispetto alla media nazionale.
 
In tal senso resta inferiore alla media nazionale anche la spesa media regionale per innovazione. La buona notizia è il tasso di natalità delle imprese nei settori ad alta intensità di conoscenza che nell’Isola (9,7%) è addirittura tra i primi cinque dati nazionali. Ancora inferiore al 50%, invece, il tasso di sopravvivenza a tre anni delle imprese nei settori ad alta intensità di conoscenza.

Articolo pubblicato il 29 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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