Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Catania - Auditorium dell'Ersu: fine lavori entro dicembre
di Melania Tanteri

Un struttura realizzata al costo di 2,5 mln di euro, che disporrà di 240 posti a sedere e un grande palco. Ancora dubbi riguardo alla destinazione d’uso dell’edificio sgomberato nel 2009

Tags: Università, Ersu, Unict, Catania



CATANIA - Sarà consegnato, o almeno dovrebbe, entro il mese di dicembre 2015. Anche se ancora non si sa bene quale destinazione d’uso avrà. È il nuovo auditorium dell’Ersu, l’Ente regionale per il diritto allo studio, realizzato all’interno della palestra popolare adiacente il complesso scolastico Manzoni, in via Plebiscito.

Una grande struttura, realizzata al costo di due milioni e mezzo di euro all’interno del centro popolare nato in epoca fascista, che conterà  240 posti a sedere – che però, per scelta di chi ha fatto il progetto saranno ancorati a terra – un grande palco, bagni e spogliatoi, e un’area esterna molto estesa dove è rimasto lo schermo per le proiezioni e dove si pensa di realizzare la sala convegni “estiva”.

“La consegna dei lavori è prevista per il prossimo dicembre, massimo gennaio 2016” - ha affermato il direttore dei lavori, l’architetto Nicola Neri. Il problema, però, sembra essere legato alla futura gestione del complesso.  L’edificio,  sgomberato nel 2009 dagli  occupanti che la gestivano da anni proprio per fare posto al nuovo salone, sembra infatti non avere una destinazione certa, almeno fino a quando non verrà attivata una gestione comune tra Ersu e Università degli studi. Passaggio fondamentale per il delegato del Rettore Giacomo Pignataro, il professor Luciano Granozzi, che chiede di attivare un collegamento con l’Ateneo che, all’epoca della decisione di destinare l’ex teatro all’Ersu, non era stato consultato preventivamente in relazione alla destinazione d’uso.

Una ipotesi sposata da Giampiero Panvini, direttore delle aule studio e responsabile dei centri culturali dell’Ersu che ha evidenziato la stessa volontà, sottolineando come gli utenti delle due istituzioni siano gli stessi e come sia logico collegare le attività che verranno realizzate nell’auditorium. Ma Panvini fa di più. Pensa, chiaramente in accordo con la presidenza dell’Ersu, di aprire la struttura al quartiere. “Non posso ancora dire come e quando – ha detto Panvini – ma l’intenzione è quella di non realizzare una struttura chiusa, ma di aprirla alle associazioni, destinando loro magari la parte esterna dell’edificio.

Nel frattempo, comunque, gli ex occupanti hanno dato vita a un nuovo centro popolare, non occupato ma regolarmente affittato, per continuare a portare avanti il lavoro svolto in vent’anni all’interno di una realità difficile come il rione Antico Corso dove si trova l’edificio. La nuova sede è stata attrezzata con il passa parola e sono tanti i progetti realizzati, tra i quali una piccola libreria.
Questo, almeno, secondo il delegato del Rettore Pignataro, Luciano Granozzi che, a pochi mesi dalla conclusione dei lavori, si chiede cosa ne sarà fatto di una simile struttura e secondo cui occorre pensare alla gestione comune con l’Ateneo.

Articolo pubblicato il 30 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐