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Ponte sullo Stretto, rinascita virtuale
di Rosario Battiato

Approvata alla Camera una mozione di Ncd che impegna il governo a valutare l’infrastruttura a livello ferroviario. Il ministro Graziano Delrio: “Nessun pregiudizio, ma sul mio tavolo non c’è un dossier aperto”

Tags: Messina, Stretto Di Messina, Ponte Di Messina, Angelino Alfano, Graziano Delrio



PALERMO – Il governo apre virtualmente al Ponte sullo Stretto, ma è ancora presto per valutare la sostanza di questo ipotetico cambio di prospettiva. La novità consiste nella disponibilità dell’esecutivo alla valutazione di una “riconsiderazione del progetto del Ponte sullo Stretto come infrastruttura ferroviaria”, così come detto ieri dal sottosegretario alle Infrastrutture Umberto Del Basso De Caro in occasione della discussione di mozioni relative alla Salerno-Reggio Calabria.

Un doppio voto che potrebbe preparare il terreno per compiere altri passi. Ieri alla Camera il Ponte ha incassato la bocciatura della mozione di Sel che chiedeva al governo di impegnarsi a confermare il “capitolo chiuso” in merito alla realizzazione dell’infrastruttura e l’approvazione della mozione di Ncd, firmata da Dorina Bianchi e riformulata dopo la richiesta dal governo, che impegna l’esecutivo  a prendere in considerazione l’infrastruttura relativamente all’uso ferroviario. Un’apertura che era giunta dalle parole del sottosegretario che aveva dichiarato la disponibilità del governo a “valutare l’opportunità di una riconsiderazione del progetto del Ponte sullo Stretto come infrastruttura ferroviaria previa valutazione e analisi rigorosa del rapporto costi-benefici, come possibile elemento di una strategia di riammagliatura del sistema infrastrutturale del mezzogiorno”.

Un piccolo successo mediatico che comunque diventa il primo tassello concreto dopo quanto annunciato un paio di settimane fa dal ministro Alfano sul ddl in preparazione per la rinascita del progetto del Ponte.  “L’ok del Governo alla nostra mozione sul progetto del Ponte sullo Stretto – ha dichiarato Vincenzo Garofalo, deputato di Area Popolare e vicepresidente della Commissione Trasporti alla Camera – è un segnale positivo che si muove nella direzione giusta, ovvero quella di riconsiderare finalmente questa opera infrastrutturale come strategica per il Mezzogiorno”.

Certezze comunque zero, visto che lo stesso sottosegretario si era affrettato a confermare in Aula che l’intervento non è comunque in agenda e che un ulteriore approfondimento su costi e impegni sarà rimandato in un altro momento. A gettare altra acqua sul fuoco della rinascita è stato il ministro Graziano Delrio, che è intervenuto ieri proprio da Palermo, precisando che “sul mio tavolo non c’è alcun dossier sul Ponte nello Stretto, se arriveranno proposte le valuteremo”. Insomma, nessun pregiudizio da parte del governo, ma di cifre e date, insomma di sostanza, ancora non se ne parla.

Diversa la lettura di M5S e Sel che hanno duramente contestato la mozione. “Con un colpo di scena degno di un thriller – ha affermato Arturo Scotto, capogruppo a Montecitorio del partito fondato da Nichi Vendola –  il governo cambia idea e per tenersi buono l’alleato dell’Ncd apre alla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina, anche se ad uso ferroviario. Invece di impegnarsi per finire la Salerno-Reggio Calabria e per ammodernare il sistema viario calabrese, preferisce assecondare il ministro dell’Interno Alfano, e il suo partito l’Ncd, sponsor di questa opera inutile per lo sviluppo del Mezzogiorno”.

Ancora una volta il Ponte pare rientrare nei piani ideali del governo – anche l’ex ministro Lupi si era espresso favorevolmente senza mai impegnarsi in prima linea sul tema – confermando la consueta tendenza a posticipare, fornendo un generico “impegno” invece di garanzie.

Articolo pubblicato il 30 settembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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