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Istat: nel 2014 la Sicilia ha perso il due per cento di Pil
di Raffaella Pessina

Nel rapporto appena pubblicato si legge che l’Isola ha bruciato 1,7 miliardi di euro. Errate le stime di Baccei che adesso le rivede per il 2016: +0,6%

Tags: Sicilia, Pil, Economia, Istat, Alessandro Baccei



PALERMO - I dati definitivi 2014 mostrano l’ennesimo tracollo per l’economia siciliana. Il 2014, lo scrive il Servizio statistica della Regione siciliana nel suo rapporto appena redatto, si è chiuso con il Pil in calo del 2 per cento: in soldoni, 1 miliardo e 680 milioni di euro bruciati. Tra le stime di Baccei - che nel Dpef 2014-2017 aveva scritto che il Pil sarebbe cresciuto dello 0,3 per cento, ben 252 milioni di euro in più per effetto dell'aumento della produzione di beni e servizi nell'isola - e il dato reale, trascritto nei documenti del servizio statistica, l’errore è di oltre 1 miliardo e 800 milioni.

Nel nuovo Dpef 2016-2018, ora Baccei corre ai ripari. E rivede le stime. Per l’anno prossimo, appare meno ottimista: 0,6 per cento. Il punto è che lo Statuto regionale non viene attuato. Al contrario la Sicilia otterrebbe maggiori entrate per 9 miliardi e 131 milioni di euro. Si tratta, come spiegato da Baccei,  di 7 miliardi 931 milioni dalle entrate di spettanza regionale non ancora attribuite alla Regione siciliana, un miliardo e 200 milioni circa dalle accise sui prodotti petroliferi riscossi in Sicilia.

Per contro, da uno studio iniziato nel 2012 e ancora aperto, in vista della soluzione del contenzioso, in sede di tavolo tecnico con il ministero dell’Economia, a queste si devono sottrarre le maggiori spese delle funzioni che la Sicilia deve trasferire allo Stato centrale, circa 10 miliardi 223 milioni di cui 8 miliardi 323 milioni da istruzione universitaria, diritti sociali, politiche sociali e famiglia, tutela della salute e 1 miliardo e 900 milioni dalle norme sulla finanza locale. La Regione sarebbe pertanto in debito di un miliardo e 92 milioni circa. "Alla luce di questo sostanziale equilibrio tra entrate da ricevere e spese da sostenere - si legge nel Def - è quindi importante lavorare in sintonia e non in contrapposizione con il governo centrale, in modo da individuare la strada per rendere sostenibile il bilancio regionale".

Articolo pubblicato il 02 ottobre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Alessandro Baccei
Alessandro Baccei


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