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Condom├Čni: ecco alcuni possibili interventi di risparmio energetico
di Bartolomeo Buscema

Oltre ventiquattro milioni di persone vivono in stabili dove spesso vi è un dispendio anche economico. Installare una pompa di calore elettrica aria/acqua può ridurre i consumi

Tags: Anaci, Ambiente, Condominio



CATANIA - In Italia oltre ventiquattro milioni di persone vivono in condomini che in molti casi sono palesemente energivori e dove spesso è molto difficile convincere i condòmini a spendere quattrini per un eventuale intervento di risanamento energetico.

È noto che gli interventi di efficientamento energetico sono scalabili,cioè il costo dell’intervento dipende dalla dimensione dell’involucro edilizio e dalla taglia dell’impianto. All’aumentare del numero degli appartamenti si riduce il costo per singola famiglia.

I condomìni, quindi, sono buoni candidati per interventi di risanamento energetico, anche perché , a differenza d’interventi che interessano i singoli appartamenti, ci si può rivolgere alle Energy Service Company (Esco) che, assumendo su di loro il rischio economico dell’iniziativa e liberando il cliente finale da ogni onere organizzativo e d’investimento, possono facilitare notevolmente l’approvazione condominiale dell’intervento.

Le Esco, dopo un sopralluogo, in genere gratuito, per il rilevo delle caratteristiche termofisiche dell’involucro edilizio e dell’impianto a esso asservito, redigono un piano tecnico economico di risanamento energetico che loro stesse finanzieranno sia con mezzi propri sia ricorrendo alle banche.

I risparmi ottenuti con l’intervento di risanamento energetico serviranno a ripagare l’investimento iniziale,in genere nel giro di dieci anni.

I condòmini, dovranno, però, continuare a pagare mediamente il 90% delle proprie bollette energetiche. Solo dopo il recupero dell’investimento da parte delle Esci, i condòmini pagheranno bollette più leggere legate al minore consumo di energia che proviene dall’intervento di risanamento energetico. Ci sono poi gli sgravi fiscali del 50 e del -65% sugli interventi di miglioramento di efficienza energetica per le parti comuni dei condomìni, a beneficio dei condòmini.

E chiaro che, oggi, l’intervento di una Esco sia da intendere per un impianto centralizzato di riscaldamento a servizio di edifici aventi almeno più di dieci appartamenti.

Possibili interventi di risparmio energetico
Un primo intervento è la sostituzione della caldaia centralizzata per installarne una a condensazione che raggiunge elevati rendimenti e non richiede,in generale, alcun intervento sui radiatori che nella maggior parte dei casi sono sovradimensionati. I risparmi ottenibili sono in media circa del 15% . è anche da considerare l’installazione di valvole termostatiche sui radiatori che riscaldano le stanze esposte a Sud che ,specialmente in Sicilia ,e in genere in tutto il Meridione, godono per buona parte dell’anno di un consistente apporto di energia solare.

Un secondo intervento consiste nell’installazione di una pompa di calore elettrica aria/acqua che può ridurre fino a un terzo i consumi energetici .In quelle situazioni in cui c’è spazio sul terrazzo del condominio si potrebbe installare un impianto fotovoltaico che con il meccanismo dello scambio sul posto, potrebbe coprire una larga fetta dell’assorbimento elettrico della stessa pompa di calore. Anche in questo caso non c’è necessità di sostituire radiatori perché le nuove pompe di calore sono in grado di raggiungere temperature di mandata dell’acqua fino a 80 gradi centigradi. Se si sceglie una pompa di calore con una temperatura massima di mandata di 50 gradi centigradi, bisognerà installare una maggiore superficie di corpi radianti, lasciando l’impianto acceso 24 ore il giorno: una modalità di funzionamento consentita dalla legge se si utilizzano le pompe di calore.

Anche sull’involucro edilizio si possono, evidentemente, fare interventi di risparmio energetico. A cominciare dalla sostituzione degli infissi a elevata trasmittanza unitaria con infissi basso emissivi che da soli possono far risparmiare fino al 25% della bolletta energetica.

Infine, c’è la possibilità di un isolamento esterno a cappotto che può ridurre notevolmente i consumi, fino al 40%, ma che richiedendo impalcature  può essere molto costoso e, quindi, non economico.

Articolo pubblicato il 03 ottobre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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