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Percorsi di cura ben definiti e antisprechi
di Andrea Carlino

Le novità sono pubblicate sulla Gurs n.39/2015 nel decreto a firma dell’assessore alla Salute Baldo Gucciardi. Si tratta di vere e proprie road-map, con cui è possibile seguire il paziente fin dalla diagnosi

Tags: Sanità, Baldo Gucciardi



PALERMO - Sulla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana (la n.39 del 25 settembre) è stato pubblicato il decreto, a firma dell’assessore per la Salute, Baldo Gucciardi, sull’adozione di nuovi percorsi diagnostici terapeutico assistenziali (Pdta).

Essi sono delle vere e proprie road-map, con cui è possibile seguire e certificare tutto il percorso di cura di un paziente fin dal momento iniziale della diagnosi. È fatto obbligo ai direttori generali delle aziende sanitarie della Regione di darne ampia diffusione e piena applicazione. L’adozione dei Pdta aiuta a evitare prescrizioni improprie e secondo quanto stimato dal ministero della Salute, potrebbe far risparmiare 8 miliardi di euro al nostro sistema sanitario. Da metà degli anni ‘90 il tema dei cosiddetti percorsi è diventato di crescente interesse per istituzioni, aziende, professionisti, associazioni di pazienti, imprese fornitrici e ricercatori. Molti sono gli approcci adottati e diversi sono i contributi sviluppati.

I termini percorso assistenziale o clinico-assistenziale, percorso di cura, percorso diagnostico-terapeutico assistenziale (Pdta) sono tutti sinonimi ed indicano il macroprocesso che corrisponde all’intera gestione di un problema di salute. I Pdta possono quindi essere considerati strumenti locali di governo clinico che permettono alle Aziende Sanitarie di delineare, rispetto ad una patologia od un problema clinico, la migliore sequenza temporale e spaziale possibile degli interventi da effettuare per risolvere i problemi di salute di una tipologia di pazienti, sulla base delle conoscenze tecnico-scientifiche ed in relazione alle risorse organizzative, professionali e tecnologiche disponibili.

Un Pdta è costituito da diversi processi assistenziali che, in relazione al numero di strutture e professionisti coinvolti, possono essere semplici od estremamente complessi. In funzione poi del suo ambito di estensione, un Pdta può essere qualificato come  ospedaliero e/o territoriale.

I Percorsi diagnostico terapeutico assistenziali previsti dal decreto in Gurs riguardano disordini ereditari trombofilici; sindromi da aneuploidia cromosomica e sindromi da duplicazione/deficienza cromosomica; altre anomalie congenite multiple con ritardo mentale e la sindrome di Down. Quest’ultima è la forma più comune di ritardo mentale presente alla nascita e si verifica con una frequenza di 1 nuovo caso ogni 700 nati vivi (circa). Attualmente in Italia - secondo gli ultimi dati ministeriali (2014) - nascono ogni giorno 2 bambini affetti dalla sindrome di Down e si stima in circa 40.000 il numero delle persone Down viventi nel nostro paese.

La frequenza della sindrome, costante in tutte le etnie, è elevata nonostante che il 78 % delle gravidanze si interrompa spontaneamente nel corso dei nove mesi. Non esiste, al momento, alcun trattamento farmacologico per la sindrome di Down. La terapia riabilitativa è l’unica che permette di ottenere un discreto sviluppo armonico ed un buon inserimento scolastico, sociale e lavorativo. Questo trattamento deve essere iniziato fin dai primi mesi di vita. I primi tre anni, infatti, sono molto significativi per quanto concerne la successiva organizzazione delle abilità cognitive e di socializzazione delle persone Down.

Gli obiettivi di un percorso riabilitativi sono molteplici: favorire l’accessibilità ai servizi ed alle prestazioni sanitarie e migliorare i tempi di attesa dell’appropriato iter diagnostico terapeutico, fissando standard di riferimento; ridurre le variabilità e la personalizzazione dei comportamenti e favorire l’integrazione professionale ed il coordinamento delle strutture organizzative; ottimizzare e monitorare i livelli di qualità delle cure prestate attraverso la definizione di indicatori di processo e di esito e la messa a punto di un sistema di raccolta ed analisi dei dati; migliorare gli aspetti informativi e comunicativi con i pazienti.

I Pdta, ricordiamo infine, sono uno degli strumenti che maggiormente consente di utilizzare gli “strumenti di governance” per rispondere alle urgenze e criticità espresse dai pazienti, garantendo qualità ed uniformità di cure su tutto il territorio nazionale, in particolare quando si parla di patologie croniche.

Articolo pubblicato il 08 ottobre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Baldo Gucciardi, assessore alla Salute
Baldo Gucciardi, assessore alla Salute


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