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Ritardi nella Formazione siciliana. Fermi i corsi, penalizzato il sistema
di Michele Giuliano

Sono oltre 8 mila gli iscritti all’Albo regionale degli operatori, ma oggi sono al lavoro solo un migliaio. Terminata la programmazione ancora nessuna certezza sul riavvio delle attività

Tags: Formazione, Lavoro



PALERMO - Sono oltre 8 mila gli iscritti all’Albo regionale degli operatori della formazione professionale, quindi coloro i quali hanno le carte in regola per potere lavorare.

Oggi sono rimasti appena un migliaio quelli che effettivamente lavorano nei loro enti di appartenenza. Ben venga se alla fine si tratta di quel famoso “repulisti” di cui tanto si parla per la grassa e inutile formazione siciliana. Ed invece no.

In realtà sono rimasti così pochi in servizio non per effetto di tagli ma di “buchi neri” dell’attività formativa. In pratica, nel caos più assoluto, nell’effettuare la nuova programmazione si sono registrati i soliti ritardi. E tanto per cambiare i corsi non partiranno prima di fine anno, se tutto va bene, e come capita oramai puntualmente da tempo la chiusura sarà prorogata ben oltre giugno.

Il problema è che di tagli veri e propri alla Regione non ne vogliono sapere. Infatti quando ripartirà la programmazione dei corsi tutti i lavoratori (o quasi), anche quelli che sono in evidente esubero torneranno in pista. Ed il circolo vizioso tutto siciliano tornerà a riattivarsi.

Non a caso proprio in questi giorni i sindacati stanno tornando a battere colpi ma non certamente a favore della qualità del mondo della formazione. In pratica chiedono che tornino tutti a lavorare, pazienza poi se il sistema resta quello che è e i giovani che ripongono le speranze proprio nella formazione per potersi spendere nel mercato del lavoro restano a casa perché di fatto l’attività formativa è scadente.

In una lettera aperta al governo regionale la Cisl sottolinea ancora una volta “la mancanza di una linea chiara nei confronti delle problematiche del settore formazione professionale” ormai definitivamente esploso con conseguenze disastrose per i lavoratori.
“Dopo avere condannato oltre 2 mila lavoratori di Cefop, Ial Sicilia, Enfap Sicilia, Ecap Palermo e di altre decine di enti alla perdita del posto di lavoro, - sottolinea il segretario regionale della Cisl Scuola, Giovanni Migliore - ora è la volta di altri 5 mila lavoratori che, avendo completato le attività di cui all’Avviso 20/2011 e a Garanzia Giovani, oggi non lavorano e sono privi di alcuna forma di sostegno al reddito. Alla data odierna solo meno di mille operatori del settore lavorano e gran parte di loro sono in contratto di solidarietà difensivo e non percepiscono da decine e decine di mesi la retribuzione”.

Mentre il sistema fa emergere tutte le sue contraddizioni resta di fondo un generale flop del comparto, con ripercussioni anche su quegli ambiti virtuosi. La Cisl detta quindi la sua ricetta: “Prima di avviare un percorso di riforme, pur urgente ed indispensabile, - aggiunge Migliore - occorre che si dia immediato avvio alle Agenzie per il lavoro, così come è avvenuto in altre Regioni. Questi servizi a supporto dei Centri per l’impiego possono diventare una importante interfaccia tra scuola, formazione e lavoro per migliaia di giovani e meno giovani in cerca di lavoro”.
 

 
La progettazione è ancora in alto mare

Per il momento c’è soltanto il decreto di rifinanziamento. In pratica la Regione ha garantito che ci sarà una nuova edizione delle attività formative ma quando ancora non si sa. Infatti si aspetta anche la “progettazione”, vale a dire i criteri che la Regione deve dettare ai vari enti per potere attingere ai fondi messi a disposizione. Rimane ancora in alto mare anche l’accreditamento, vale a dire la certificazione della Regione per gli enti necessari per elargire i finanziamenti. L’assessorato alla Formazione ha del tutto azzerato gli accreditamenti, disponendo nuove regole che dovrebbero sulla carta certificare maggior qualità. I tempi, quindi, non sembrano per nulla brevi per rivedere la nuova programmazione dei corsi. Dall’elenco degli accreditamenti sono stati cancellati, sostanzialmente, gli enti che hanno via via perso il diritto all’iscrizione e alla certificazione. Ad essere stati fatti fuori enti di una certa importanza come Aram, Lumen, Ciapi , Ecap Palermo, Cufti, Ecap di Agrigento, Efal di Messina, EmcQuadro, Enaip Asaform, Enaip di Messina, Enaip di Ragusa, Enfap Sicilia, Esfo-Ctrs, Eureka società cooperativa, Federcomed di Agrigento, Issvir, Anfes, Anfe Catania, Ieraps, Ancol Sicilia, Aiprig e Informhouse.

Articolo pubblicato il 08 ottobre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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