Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Il Pd sfiducia Marino e lui si dimette
di Patrizia Penna

Il sindaco di Roma non ne ha azzeccata una e ha deciso di rassegnare le dimissioni dalla carica di sindaco della capitale

Tags: Ignazio Marino, Roma



ROMA - Sempre più solo Ignazio Marino. E lui, di fronte alle pressioni, sempre più forti, non ce l’ha fatta e ha rassegnato le dimissioni dalla carica di sindaco della capitale.

Dimissioni che, gaffe dopo gaffe  erano state invocate da più parti, al culmine di tensioni forti registrate anche all’interno del Pd, dimostratosi sempre più insofferente a Marino che da primo cittadino di Roma sembra proprio non averne azzeccata una, specialmente nell’ultimo periodo.

Multe non pagate, lo scandalo di Mafia Capitale, il viaggio a Filadelfia per l’incontro con il Pontefice per la Giornata mondiale della famiglia. E poi ancora, i funerali show dei Casamonica e per finire la vicenda dei sette scontrini “dubbi” cui hanno fatto seguito le secche smentite della Comunità di Sant’Egidio, che ha negato di aver partecipato ad una cena con Marino. Uno scivolone dietro l’altro, ed ecco che il caos è stato servito: il primo cittadino è stato scaricato anche dal suo stesso partito, disposto a correre il rischio di consegnare la città al M5S, piuttosto che “tollerare” ancora un sindaco giudicato ormai “indifendibile”.

Il Giubileo, intanto, si avvicina e il l’incertezza in cui è sprofondata la Giunta capitolina nuoce sicuramente alla città.
Roma già da mesi subisce una pressione mediatica senza precedenti che ha portato alla ribalta internazionale ogni sbavatura “interna”.

“Chi è contro di me, vuole riportare la Mafia a Roma” - aveva tuonato Marino, che ha provato fino alla fine a difendersi con mani e con i denti, ma la sfiducia del suo stesso partito è sta evidente.

La riunione del Pd, con il commissario romano Matteo Orfini e gli assessori di Roma Capitale, ha avuto un epilogo senza sorprese: il vicesindaco Marco Causi e di Alfonso Sabella, i quali si sono recati in Campidoglio per comunicare a Ignazio Marino la richiesta di dimissioni da primo cittadino di Roma. Anche i quattro assessori che gli avevano garantito il rimpasto di giunta questa estate hanno tutti manifestato la propria volontà di non proseguire nell'esperienza di Giunta, e se fino a qualche tempo fa tra i consiglieri del Pd c’era chi lo voleva in sella, dopo la riunione di giunta di ieri mattina, però, Ignazio Marino è sembrato sempre più solo. Fino all’atteso epilogo.

Articolo pubblicato il 09 ottobre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus