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Nasce una rete siciliana per il turismo termale
di Michele Giuliano

Comitato di sindaci isolani impegnato nell’avvio di una convenzione con l’ass.to al Turismo. Già sottoscritto il protocollo d’intesa. Da Trapani a Messina, passando per Catania e Agrigento, i Comuni costituiscono un percorso virtuale

Tags: Turismo, Terme



La Sicilia ha tentato di sviluppare una nuova idea di rilancio per il turismo. Uno spazio di nicchia e non di massa ma che può essere in grado comunque di creare nuove importanti opportunità.

Stiamo parlando delle terme, bellezza naturale che sino ad oggi è rimasta isolata in molte realtà siciliane. Siti tradizionali, in alcuni casi anche conosciuti, ma che sono rimasti tali senza alcun progetto di sviluppo organico.

Dalla provincia di Palermo a quella di Catania, dal messinese all’agrigentino per finire all’altro estremo della Sicilia, il trapanese: attraversa e collega tutta la Sicilia la rete tra Comuni per lo sviluppo del turismo termale creata con il sostegno del fondo di cofinanziamento dell’offerta turistica regionale.

A promuovere l’iniziativa il Comune di Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, in un comitato di sindaci impegnato ad avviare una convenzione con l’assessorato al Turismo della Regione per un programma di attività che riguardano il settore del turismo termale in Sicilia.

“A giugno – spiega il sindaco castellammarese, Nicola Coppola - abbiamo già sottoscritto un protocollo d’intesa per la costituzione di una rete delle città termali in Sicilia, con la partecipazione dell’Ancot e di Federterme. Nel corso di un incontro l’assessore regionale ha manifestato la disponibilità a utilizzare il fondo per il cofinanziamento dell’offerta turistica per sostenere attività di promozione del turismo termale siciliano, anche in relazione alle opportunità offerte dai fondi strutturali e d’investimento europei 2014-2020”.

Il primo cittadino ha annunciato che entro la fine dell’anno sarà costruito un piano di azioni del turismo termale siciliano, con una strategia condivisa di immagine e di offerta sui mercati europei e internazionali, così da integrare le terme nei progetti di sviluppo turistico promossi dai Comuni e dal partenariato pubblico-privato dei territori. In pratica le terme siciliane entrerebbero in un giro che gli consentirebbe di avere delle vetrine di livello internazionale, quello che sino ad oggi questi siti, seppur meravigliosi, non hanno avuto. In pratica nessuna promozione vera.

“Gli studi in proposito – evidenzia ancora Coppola - riportano che nel 2010 le terme siciliane hanno raggiunto un fatturato di 15,367 milioni di euro. Gli stabilimenti siciliani sono ancorati ad una visione delle attività termali connesse alle cure tradizionali del termalismo assistito, con il rimborso delle spese da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Occorre invece dare vita a centri di benessere termale, dove si possono svolgere anche attività estetiche, dietetiche, di fitness”.

Oltre a Castellammare del Golfo, della rete fanno parte i Comuni di Acireale (Catania), Alì Terme (Messina), Calatafimi Segesta (Trapani), Caltagirone (Catania), Geraci Siculo (Palermo), Lipari (Messina), Montevago (Agrigento), Sclafani Bagni (Palermo), Sciacca (Agrigento), Terme Vigliatore (Messina) e Termini Imerese (Palermo): tutti hanno già sottoscritto un protocollo d’intesa di cui il sindaco di Montevago è stato nominato coordinatore della rete.
 


La Sicilia registra l’1,7% di arrivi e il 3,3% di presenze
 
La Sicilia ha una tradizione termale molto antica, qui troviamo traccia di insediamenti termali Greci e Romani, terra vulcanica che permette un turismo termale per lo più  concentrato sulle sue coste che in alcuni casi arriva proprio in riva al mare. La Sicilia con oltre 60 sorgenti termali rappresenta a ragione una delle regioni termali più importanti d’Europa. “Sfortunatamente a fronte di una ricchezza idrologica così ampia – precisa uno dei più importanti portali a livello nazionale specializzato proprio in turismo termale, Termeitaliane.com - la Sicilia ha appena 9 impianti termali funzionanti ed efficienti e pochi tipi di acque minerali riconosciuti”. Tra gli impianti termali troviamo Acireale, Acqua Pia, Ali, Bagni Sclafani, Gorga, Segestane, Selinuntine, Termini Imerese, Vigliatore e Vulcano. Secondo i dati forniti dall’ ultimo studio effettuato nel 2012 dalla Regione Sicilia dal titolo “Il turismo del benessere termale in Sicilia: tendenze e prospettive di sviluppo”, le cose da tempo sono cambiate. Secondo le statistiche ufficiali del 2010 (le più recenti), validate dall’Istat, l’isola è stata visitata da 67.769 turisti che si sono fermati per un totale di 441.360 giorni con una permanenza media di 6,5 pernottamenti. Il turismo termale ha rappresentato nello stesso anno l’1,7 per cento degli arrivi totali e il 3,3 per cento delle presenze totali.

Articolo pubblicato il 09 ottobre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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