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Quotidiano di Sicilia

Emaia, una lotta tra il declino e il rilancio
di Riccardo Bedogni

Efficienza. Le polemiche a Vittoria sulla gestione della Fiera.
Le accuse. L’opposizione in Consiglio comunale contesta le scelte di gestione del sindaco e del Cda della municipalizzata. Fino a bocciare il rendiconto dell’esercizio 2008, chiuso però in pareggio.
La replica. “In periodo di crisi degli enti fieristici, l’Emaia riesce a mantenere quattro edizioni”, sostiene il presidente, che definisce buono lo stato di salute dell’Azienda speciale.

Tags: Vittoria, Emaia



VITTORIA (RG) - Avrebbe tutte le potenzialità per diventare il polo fieristico d’eccellenza della Sicilia, ma il declino degli ultimi anni dell’Ente Fiera Emaia, l’azienda municipalizzata del Comune di Vittoria, è diventato terreno di aspre polemiche politiche senza esclusione di colpi. Ad essere sotto accusa, da parte dei consiglieri comunali d’opposizione, le scelte del sindaco Giuseppe Nicosia (Pd) e la gestione dell’Azienda speciale da parte del Cda presieduto da Salvatore di Falco, culminate con la bocciatura, lo scorso 6 ottobre, da parte del Consiglio comunale del bilancio consuntivo 2008, che si è chiuso in pareggio (entrate uguali alle uscite per 2.965.163 €)
“Un atto di ritorsione politica e di grande irresponsabilità del Consesso cittadino - la bolla il sindaco Nicosia - perché un consuntivo è una questione tecnica, non c’è alcuna giustificazione”. Dello stesso avviso il presidente Di Falco, che rincara: “Il Consiglio comunale ha più che altro creato un danno d’immagine all’Azienda, dal momento che di fatto andavano ratificate le scelte già compiute”.

Il consuntivo Emaia, che aveva ottenuto il parere positivo dei Revisori dei conti,  passerà adesso agli uffici comunali che decideranno come procedere. I partiti dell’opposizione, che imputano all’attuale gestione Emaia di averla trasformata in una piccola fiera paesana di salumi e formaggi, indicano tra le tante cause la scarsa competenza di alcuni membri del Cda, nominato da Nicosia tre anni fa. A questa critica il Sindaco di Vittoria risponde che “i problemi dell’Emaia sono più che altro figli della crisi economica che ha causato una riduzione della domanda”. Tuttavia, Nicosia è convinto che resti sempre la più bella realtà siciliana, “perché a fronte della fiera di Palermo o di Messina, che sono sostenute da decine di milioni di euro della Regione siciliana o di altri Enti, la nostra si alimenta da sola, non costa nulla e non riceve alcun contributo dalla Regione.
“Il Comune - aggiunge Nicosia - ha un onere finanziario verso l’Emaia di soli 75.000 euro all’anno”.

Rimane però il fatto che tra i cinque consiglieri si ritrova un parrucchiere-acconciatore, Elio Cugnata, iscritto al Pd, e un fotografo, Lorenzo Salerno, vicino all’Idv. E ancora, pur di rimanere seduto sulla sua poltrona nel Cda Emaia, che garantisce una retribuzione annua di 7 mila euro, Claudio La Pegna, facente capo all’Idv, nel maggio di quest’anno ha comunicato al sindaco l’intenzione di non seguire i suoi consiglieri comunali di riferimento, Salvatore Artini e Luigi Marchi, passati nel Pdl.
Al malcontento scaturito dalla nomina a direttore generale della municipalizzata di Angelo Fraschilla, già dirigente provinciale Udc, che non è nella maggioranza politica della città, Nicosia si ritiene, invece, estraneo, essendo una scelta del Cda. Si lascia andare nella difesa del suo operato e di quello del Cda, il presidente Di Falco, che rilancia al mittente le accuse d’incompetenza. “In un periodo di crisi degli enti fieristici - sostiene, infatti - l’Emaia riesce a mantenere le quattro edizioni e ciò va letto positivamente. Per la quarantatreesima campionaria di novembre - prosegue Di Falco - abbiamo contenuto l’emorragia di espositori, tant’è che per la campionaria si prevede il tutto esaurito, con una politica di promozione di spazi a grosse aziende che vengono di nuovo ad esporre”.

Queste, secondo il presidente dell’Emaia, che definisce buono lo stato di salute dell’Azienda speciale, le risposte ai denigratori. Non va dimenticato, però, il dato dell’ultima Estatemaia, durante la quale ben sette padiglioni su dodici sono rimasti vuoti.
Un altro punto oscuro di questa gestione Emaia, ripescato più volte dall’opposizione, è l’aver affidato nel 2007/2008 il servizio di posteggio delle auto e di una sorta di facchinaggio agli ingressi alla Groupservice, un’associazione onlus, che al suo interno aveva due persone accusate di associazione a delinquere di stampo mafioso, quindi del 416 bis.
Il sindaco Nicosia, tirato spesso in ballo, chiarisce che “la scelta è stata fatta secondo metodi di contrattazione dell’azienda Emaia. Si tratta della solita strumentalizzazione di gente che da abbastanza tempo fa della diffamazione il proprio mestiere”.

Articolo pubblicato il 07 novembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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